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Tria nuovo presidente del consiglio?

12 Agosto 2019
Tria nuovo presidente del consiglio?

Crisi di governo: si affacciano le prime ipotesi di un premier alternativo a Conte per scongiurare le elezioni anticipate e fare un governo di transizione.

“Questo governo non deve portarci alle elezioni. Il presidente Mattarella, nella sua piena autonomia, potrebbe rinviare Conte alle Camere, dare un incarico se dovesse emergere una nuova maggioranza o nominare un ‘governo elettorale’, magari guidato da Tria, che potrebbe non avere la fiducia ma resterebbe incarica per gli affari correnti: gestirebbe il voto e avrebbe anche il dovere di preparare una legge di Bilancio al minimo, in caso entro la fine dell’anno non si formi un nuovo governo”. Ad affermarlo è l’ex presidente del Senato Piero Grasso, oggi esponente di Leu, in un’intervista al ‘Corriere della Sera’. È quanto riportato pochi minuti fa, in una nota stampa, dall’Agenzia Adnkronos.

Per Grasso “è un modo per mettere in sicurezza le istituzioni, la correttezza del voto e i conti pubblici. Se ad esempio Conte desse le dimissioni il 19 agosto e il nuovo governo si insediasse il 23, si andrebbe al voto ai primi di novembre. Parliamo di pochi giorni in più rispetto alle richieste della Lega”.

L’ex presidente del Senato sostiene che le opposizioni debbano lasciare l’Aula del Senato al momento del voto sulla mozione di sfiducia contro il governo Conte: “conosco bene il Senato e le sue regole, scritte e non scritte. Per fortuna questo governo è giunto al termine, però non capisco perché l’opposizione dovrebbe fare il lavoro sporco per conto di chi chiede pieni poteri e, senza dimettersi, vuole anche gestire dal Viminale le prossime elezioni. La seconda motivazione è creare le condizioni per non avere problemi con la legge di Bilancio”. Se non ci sarà una votazione, rileva ancora Grasso, “il presidente Giuseppe Conte dovrà, al termine del suo intervento, salire al Quirinale per rimettere il mandato, e sancire la fine della maggioranza con la Lega”.

In un’intervista a ‘La Repubblica’, Grasso spiega ancora che l’obiettivo in questo momento “è mettere in sicurezza le istituzioni, dimostrare che Salvini non comanda sul Parlamento e tantomeno potrà gestire la crisi come vuole lui. Avere un governo di garanzia in carica è un’assicurazione anche sui conti pubblici: se dalle urne non uscisse una maggioranza netta, cosa possibile nonostante i sondaggi, avremmo un esecutivo, ad esempio guidato da Tria, che potrà presentare una manovra a basso impatto ed evitare di far aumentare l’Iva”.

Per quanto riguarda l’idea dell’ex premier Matteo Renzi di un governo di scopo, Grasso rileva che “ci sono due strade, entrambe hanno lati positivi e negativi: sfidare subito Salvini, lasciandogli il vantaggio di aver scelto lui modi e tempi della crisi ma mettendo in campo una grande mobilitazione di energie nuove, o prendere in Parlamento il tempo che serve a fare alcune cose fondamentali. Ad esempio cambiare la legge elettorale: il Rosatellum è una legge mal pensata e mal scritta, l’ho sempre detto. Tornare al voto con quella legge è un errore”.



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