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Crisi di governo, ultime novità: la cronaca in tempo reale

18 Agosto 2019
Crisi di governo, ultime novità: la cronaca in tempo reale

La road map: elezioni anticipate o nuovo governo di scopo? Ecco come cambia l’Italia dopo la crisi di Governo innescata da Salvini. 

Indice

Cosa succederà il 20 agosto

18 agosto 2019 ore 9:00. Come scrive Il Sole 24 Ore, «Tutto si giocherà il 20 agosto in Senato, convocato per le comunicazioni del presidente del Consiglio. Dopo le comunicazioni, se Giuseppe Conte non salirà subito al Quirinale, si voterà probabilmente sulle risoluzioni dei partiti. L’unica certa è la risoluzione del M5s a sostegno del premier. Mentre la mozione di sfiducia presentata dalla Lega e non ancora calendarizzata sembra essere uscita di scena: con ogni probabilità non sarà presentata e dunque non sarà votata. Chiaro che ormai Matteo Salvini, spaventato dal dialogo in corso tra M5s e Pd per un governo di «ampio respiro» che lo relegherebbe all’opposizione a tempo indeterminato, tenterà nelle prossime ore la strada della sia pur difficile riconcilazione con gli alleati pentastellati. Con l’effetto paradossale che l’unico scenario che al momento sembra allontanarsi è proprio quello inizialmente cercato da Salvini, ossia un rapido scioglimento delle Camere per elezioni anticipate a fine ottobre. Le due strade principali alla vista della risoluzione della crisi restano la ricomposizione dell’attuale maggioranza, magari con un rimpasto e la firma di un nuovo contratto, o la formazione di un governo con una maggioranza alternativa anti-salviniana».

M5S mai più con la Lega

18 agosto ore 8:46. «Con il leader della Lega mai più. Chi ha tradito una volta, è pronto a rifarlo”. Così il ministro della Difesa, Elisabetta Trenta, in una intervista a La Stampa in cui spiega che la “politica dei porti chiusi e dei muri che non funziona, serve semmai più Europa».

Matteo Salvini sta provando a ricucire con il M5S per cercare di andare avanti con la maggioranza gialloverde congelando la crisi da lui stesso aperta il 7 agosto scorso. Ma la strada è in salita. «Ha fatto cadere il governo e pretende ancora di fare il ministro – attaccano i grillini -. Si dimetta se ha un briciolo di coerenza».

«Ci sono ancora così tanti dossier aperti – osserva il ministro – sui quali stavo lavorando, soprattutto per il personale della Difesa, e che temevo di dover abbandonare incompiuti. Ma tanta gente ci sta dicendo di andare avanti”. Alla domanda se tornerebbe con la Lega il ministro è chiaro: “Io penso che chi ha tradito una volta, tradirà di nuovo. E che quella della Lega sia una porta che non vada riaperta».

Con il Pd «non saprei – afferma Trenta – In questo momento serve silenzio e tempo per trovare una soluzione. Ho assoluta fiducia nel Presidente Mattarella e nella capacità di negoziazione del premier Conte».

«Qualsiasi governo arriverà – osserva il ministro – dovrà puntare i piedi e al tempo stesso collaborare con l’Europa. Non si può aprire a tutti,come era prima. Dall’altra parte, però, se decidiamo di aprire in un certo modo, dobbiamo avere la capacità di comunicarlo e di non creare attriti tra le fasce più deboli della popolazione».

Come emerge da un lungo posto del blog del M5S: «Anche oggi i ministri della Lega si dimettono domani. Salvini ha provato a fregarci tutti, ma alla fine si è fregato lui».

Governo istituzionale anti-Iva

18 agosto 9:00. «Questa è la crisi più pazza del mondo. E come andrà a finire non lo sa nessuno. Certo è che Salvini fino a una settimana fa era l’uomo invincibile osannato da media e social: adesso rincorre Di Maio per elemosinare la pace. Deve scegliere se perdere la poltrona o la faccia, e la prima opzione potrebbe essere troppo dura per lui. Le ultime settimane certificano comunque il suo fallimento come leader: ha sbagliato tutto, e chi sbaglia si dimette, se è persona d’onore». E’ quanto afferma Matteo Renzi in una intervista al Giornale rilanciando la proposta di “un governo istituzionale per
rientrare nella Ue”.

Secondo Renzi “serve un governo per evitare il voto a ottobre e l’Iva, poi sta ai segretari dei partiti definirne la formula politica. Una cosa è chiara: per la Ue sarebbe un sollievo poter tornare a dialogare con l’Italia, che ora si è tagliata fuori. E senza l’Italia, con l’imminente Brexit, l’Europa diventa pericolosamente una questione a due tra Francia e Germania”.

Un governo aperto anche a Forza Italia? “Di fronte alla sguaiata schizofrenia di Salvini, il Cavaliere è un rassicurante uomo delle istituzioni” osserva l’ex presidente del Consiglio. E i renziani che parte faranno? “Faremo ciò che serve al Paese. Voteremo la fiducia, non chiederemo neppure uno strapuntino per noi e faremo proposte concrete per mettere in sicurezza l’Italia. Poi faremo il punto alla Leopolda dal 18 ottobre”.

Salvini teme il Russia-gate

17 agosto 9.51. “Il gesto di forza compiuto da Salvini è stato un gesto di preoccupazione, di paura, di una persona in una autentica crisi di nervi. Paura di cosa? Penso che le vicende relative al Russiagate gli abbiano fatto perdere sicurezza”. Lo afferma l’ex ministro dell’Interno Marco Minniti, in un’intervista al “Fatto quotidiano”.

“Altrimenti – aggiunge – un ministro, che è anche l’Autorità nazionale di pubblica sicurezza, sarebbe venuto a rendere conto del proprio
operato in Parlamento. Invece, non solo Salvini non è venuto in aula, ma pochi giorni dopo ha chiesto lo scioglimento… dell’aula. Una cosa senza precedenti nella storia, seppure complessa, del nostro Paese. Salvini ha incominciato a capire che non è invincibile, che non sarà una passeggiata”.

Asse M5S-PD anti-Salvini

17 agosto 9:46. È ufficiale: il PD ha teso una mano al M5S, nonostante i dissapori iniziali, per trovare un’intesa e formare l’asse anti-Salvini. In questo modo la nuova alleanza vorrebbe evitare elezioni anticipate. Intanto, secondo Adnkronos, sarebbero 100 i deputati Cinque Stelle disposti a stringere l’accordo con la sinistra per evitare lo scioglimento delle Camere. Leggi il comunicato qui.

Per Calderoli, invece, all’80% si va a votare. “Non vedo margini”. Da 27 anni in Parlamento, Roberto Calderoli di crisi ne ha viste tante e stavolta ha pochi dubbi, sull’esito di questa “Ormai – dice in un’intervista al ‘Corriere della Sera’ – mi aspetto di tutto. Ma credo che Conte parlerà in Aula e poi andrà al Quirinale a rassegnare le dimissioni. Quello che succederà dopo è nelle mani del presidente Mattarella”.

Quante possibilità ci sono che si vada a votare? “Dico 70-80 per cento”. La convinzione, spiega, deriva dal fatto che “sono in Parlamento da 27 anni e ho visto di tutto. Ma faccio davvero fatica a immaginare Renzi e Di Maio fianco a fianco”. Pd e M5s, aggiunge, “stanno solo cercando un paracadute per tenere il più possibile la loro poltrona”.

La retromarcia della Lega

17 agosto 2019 ore 8:43. Sembrerebbe che la Lega abbia proposto a Di Maio di fare il presidente del Consiglio in cambio di un ripensamento. Le fonti ufficiali hanno sconfessato la notizia definendola totalmente falsa.

Non è chiaro se l’ipotesi di Luigi Di Maio premier e Giuseppe Conte commissario europeo sia una fake news, come sostiene il leader pentastellato, o se invece è una proposta concreta che Matteo Salvini è pronto a mettere sul piatto per ricomporre l’alleanza gialloverde. Quel che appare certo è che il ministro dell’Interno, una volta preso atto della difficoltà di tornare al voto e della possibile intesa per un governo M5s-Pd, è pronto a ingranare la retromarcia. I toni belligeranti dei giorni scorsi sono stati sostituiti infatti da vere e proprie aperture. «Niente governicchi per fare la manovra e basta», ribadisce il Pd. Il leader della Lega rilancia: «A differenza del Pd, noi abbiamo votato per il taglio dei parlamentari. Bene il risparmio di mezzo miliardo, ancora meglio il risparmio di due miliardi con i porti chiusi», sottolinea Salvini.

100 deputati M5S pronti ad accordo col Pd

14 agosto ore 17:30. L’Agenzia stampa Adnkronos rende noto, con una nota flash, che sarebbero già 100 i deputati del M5s pronti a un accordo col Pd pur di non andare ad elezioni anticipate.

Così come al Senato, anche alla Camera è in corso, tra le fila del Movimento 5 Stelle, una sorta di ‘conta’ dei parlamentari disposti ad avviare un dialogo politico col Partito democratico per tenere in vita la legislatura e dare il via libera a un nuovo esecutivo. Fonti parlamentari grilline
parlano di un’area di almeno 100 persone pronte ad aprire ai dem: di queste, a quanto apprende l’Adnkronos, una cinquantina avrebbero già  garantito la propria adesione a questo progetto.

“L’intenzione – confida un deputato 5 Stelle – è quella di fissare una linea chiara e sottoporla al capo politico Luigi Di Maio” dando seguito, in questo modo, al ragionamento impostato in occasione dell’ultima assemblea congiunta. Non è escluso che la prossima settimana possa essere stilato un documento. E non manca, all’interno del gruppo parlamentare, chi ‘invoca’ una sorta di nuovo “contratto di governo” (o comunque un “accordo programmatico”, visto che la precedente formula, dopo lo strappo di Matteo Salvini, fa storcere il naso agli eletti più scaramantici) con l’obiettivo di creare “un fronte comune” contro la Lega e “l’irresponsabilità autoritaria di Matteo Salvini”.

I riflettori sono puntati sulla prossima riunione congiunta dei deputati e dei senatori, convocata per lunedì prossimo. Sulla prospettiva di un eventuale accordo con i dem, racconta un parlamentare, nelle ultime ore si sarebbero saldate le posizioni di varie ‘aree’ interne al M5S: dagli scontenti agli ortodossi, dai grillini più di ‘sinistra’ a molti eletti nei collegi uninominali.

Il 90% del gruppo Camera vuole andare avanti con Pd, senza se e senza ma”, dice un parlamentare M5S. Percentuali bulgare si registrano anche a Palazzo Madama, dove, ragiona a taccuini chiusi una senatrice che preferisce rimanere anonima, “il 97-98% degli eletti vuole andare avanti col Partito democratico”: in direzione ostinata e contraria rispetto alla linea favorevole al voto espressa in assemblea da big come Paola Taverna e Manlio Di Stefano.

Tra gli iscritti al ‘club’ dei dialoganti figura sicuramente il deputato siciliano Giorgio Trizzino, che si definisce “cattolico democratico” ma soprattutto “mattarelliano”. “Dopo la distanza di questi anni dal Pd – spiega all’Adnkronos – non possiamo aspettarci che tutto venga sanato. Ci vuole un cammino work in progress, andare lentamente verso una ricomposizione. Sono convinto che buona parte dei nostri valori siano condivisi dal mondo riformista del Partito democratico”.

“Qui c’è un problema di salute pubblica”, osserva ancora Trizzino, che aggiunge: “Da quello che ho potuto percepire, c’è un sentire comune in
tutto il Pd. Sta maturando l’esigenza di chiudere con questo passato polemico con il M5S e aprire una nuova dimensione di confronto. Il
nostro ex alleato ha dimostrato di non essere attento all’interesse dell’Italia. Nutro molta speranza e fiducia nelle forze sane di questo Paese. Sono convinto che non si lascerà nulla di intentato”.

Salvini parla con Conte

14 agosto ore 16:47. «Il 20 sono a Roma per costruire il futuro. Noi stiamo ragionando di futuro». Lo ha detto il vicepremier e ministro dell’Interno, Matteo Salvini, in vista del voto di sfiducia al presidente del Consiglio, Giuseppe Conte.

«Temo che in questi minuti, mentre noi stiamo ragionando di futuro e di ponti, qualcuno stia ragionando di poltrone. Speriamo che non ci siano giochini di palazzo e che non accada che gli italiani possano essere governati da chi ha perso le ultime elezioni tutte una dopo l’altra. Sarebbe democraticamente curioso», ha detto. Questa mattina alla cerimonia di commemorazione delle vittime del crollo del ponte Morandi a Genova c’era anche il segretario del Pd, Nicola Zingaretti.

«Con Zingaretti ci siamo salutati, ma non era il contesto per parlare di altro», ha spiegato Salvini.

Sul fronte migranti, ha poi riferito che il preside del Consiglio, Giuseppe Conte, «mi ha scritto per lo sbarco di alcune centinaia di migranti a bordo di una nave Ong che è in acque straniere. Gli risponderò garbatamente che non si capisce perché debbano sbarcare in Italia». Salvini e Conte hanno partecipato alla cerimonia per le vittime del ponte Morandi questa mattina. “Ci siamo salutati”, ha spiegato Salvini.

Conte alle Camere

14 agosto ore 10:11. Le comunicazioni alla Camera del presidente del Consiglio Giuseppe Conte sono previste per mercoledì 21 agosto alle 11.30. E’ quanto ha stabilito la conferenza dei capigruppo della Camera.

Mattarella: forse un ‘no’ alla proposta di Salvini

14 agosto ore 9:10. Come riporta Il Sole 24 Ore, la proposta di Salvini di votare prima il taglio dei parlamentari e poi andare ad elezioni anticipate non sarebbe fattibile e non piace a Mattarella.  Un paletto il capo dello Stato, ancora alla Maddalena per qualche giorno di riposo, vuole metterlo per tempo. Il paletto riguarda l’ipotesi di votare subito in Aula alla Camera il sì finale alla riforma costituzionale che taglia di oltre un terzo il numero dei parlamentari, per poi andare subito alle elezioni come proposto pubblicamente da Salvini in Senato. «È improponibile votare una legge costituzionale che modifica il Parlamento e congelarla applicandola alle elezioni tra cinque anni…», fanno sapere fonti del Quirinale. E non a caso in serata la terza carica dello Stato, ossia il presidente della Camera Roberto Fico, si fa quasi portavoce delle preoccupazioni quirinalizie e aiuta a sgombrare il campo dagli equivoci: la Capigruppo calendarizza il taglio dei parlamentari il 22, dopo che Conte si sarà dimesso e quindi il voto sarà sospeso fino alla chiusura della crisi.

Sondaggi ancora a favore del centro destra

14 agosto ore 9:05. Come riporta Il Sole 24 Ore, stando agli ultimi sondaggi, tutti precedenti l’8 agosto, data di innesco della crisi, il blocco di centrodestra fatto da Lega, Forza Italia e Fdi sarebbe vicinissimo al 50% dei consensi. Secondo Antonio Noto addirittura al 52,5%. E con l’attuale legge elettorale avrebbe la maggioranza assoluta in entrambe le Camere. «La Lega ha il 38%, Fdi l’8% e Forza Italia il 6,5% – ragiona il direttore di Noto sondaggi -. Percentuali che permetterebbero alla coalizione di avere la stragrande maggioranza in entrambi i rami del parlamento». Certo, questi numeri – riflette ancora Noto – devono fare i conti con l’attuale situazione politica e le sue evoluzioni: «Salvini potrebbe aggregare ulteriori consensi oppure subire un effetto boomerang».

Salvini ci ripensa: lasciamo Conte fino al taglio dei parlamentari

13 agosto ore 19.00. Prima approviamo la legge per il taglio dei parlamenti e poi andiamo alle elezioni anticipate. Lo ha appena detto Salvini in Senato. Il leader del Carroccio ci ha ripensato. Non ritira più i ministri e non voterà la sfiducia a Conte in cambio dell’assicurazione dei Cinque Stelle di non fare patti con Renzi. Il timore di un ribaltone gli ha fatto cambiare idea.

Leggi maggiori approfondimenti nell’articolo Salvini ci ripensa. Niente crisi.

Crisi di governo: Salvini non ritirerà i ministri

13 agosto ore 18:13. La tentazione di strappare è stata molto forte fino all’ultimo momento. ma poi è arrivata la frenata e il passo indietro. Solo in zona Cesarini, raccontano, Matteo Salvini avrebbe deciso di rinunciare al ritiro della sua delegazione ministeriale. Dopo aver minacciato le dimissioni in blocco dei sette ministri del Carroccio, il leader della Lega non avrebbe premuto l’acceleratore, perché, raccontano fonti parlamentari del Carroccio, teme le contromosse del premier Giuseppe Conte, magari di sponda con il Colle, che potrebbe di fatto annullare gli effetti del blitz leghista (magari assumendo l’interim dei ministri dimissionari) per prendere tempo ed evitare le dimissioni.

Non solo, ma la procedura per le dimissioni di un ministro sono complesse, gli effetti non immediati, e necessitano del «timbro» del Colle, ovvero di un decreto presidenziale.

La strategia di Renzi

13 agosto ore 16: 48. Siamo di fronte a un fatto clamoroso, nella veste di ex presidente del consiglio trovo sia un passaggio che non va sottovalutato, tecnicamente clamoroso”. Lo ha detto Matteo Renzi, illustrando la sua proposta di un governo di scopo. «Il mio appello è serio e non si impicca alle formule, io l’ho chiamato governo istituzionale, qualcuno dice di legislatura o di scopo. Io lo chiamo governo no tax perché deve mettere mano all’Iva e a mille questioni aperte”. «La riduzione del numero dei parlamentari può essere un terreno di incontro». «Salvini si deve dimettere, altro che ritirare la delegazione, si dimetta e torni ai suoi mojito e oggi si scriva una nuova pagina per l’Italia».

«Vedo il Pd che ha decisamente aperto all’accordo, c’è una discussione in corso». Lo ha detto Matteo Renzi aproposito della sua proposta di governo di scopo.

Crisi di governo: il centrodestra potrebbe non votare al Senato

13 agosto ore 16:14. C’è grande confusione al Senato in vista del voto di oggi dell’Aula sul calendario della crisi di governo. Nelle ultime ore, raccontano in ambienti parlamentari, sta circolando l’ipotesi di un centrodestra pronto a non partecipare alla votazione per non risultare in minoranza e certificare, al contrario l’esistenza dell’inciucio Pd-M5S-Leu per la formazione di un governo di garanzia elettorale.

Il voto è previsto per le 18.

Crisi di Governo: Salvini non va da Berlusconi

13 agosto ore 15:05. Salta il vertice tra Matteo Salvini e Silvio Berlusconi ipotizzato per il primo pomeriggio di oggi a Palazzo Grazioli, residenza romana dell’ex presidente del Consiglio. Il leader della Lega, vicepremier e ministro dell’Interno ha declinato l’invito del capo di Forza Italia perché preso da alcuni impegni al Viminale.

Forza Italia: no a lista con Salvini che ci faccia perdere identità

13 agosto ore 14:50. No ad una lista elettorale unica con Matteo Salvini che comporti la perdita della propria identità. Lo ha deciso il coordinamento di Forza Italia nel corso del vertice di oggi presieduto da Silvio Berlusconi a Palazzo Grazioli.

“Il coordinamento di presidenza di Forza Italia – recita una nota degli azzurri – in relazione all’ipotesi di un listone di centrodestra apparsa su alcuni quotidiani, si dichiara radicalmente contrario a questa ipotesi. Forza Italia – si legge ancora – pur auspicando un accordo di coalizione con gli altri partiti di centro-destra, non è disposta a rinunciare alla propria storia, al proprio simbolo e alle proprie liste in vista delle prossime elezioni Politiche”.

Crisi di governo, i sindacati: grandi rischi per i lavoratori

13 agosto ore 14:40. Cgil, Cisl e Uil esprimono “grande preoccupazione per l’attuale situazione di instabilità politica prodotta in pieno periodo feriale che, se non risolta rapidamente, può ulteriormente ridurre le condizioni per la crescita del Paese, aggravare la situazione economica e sociale di tutto il mondo del lavoro e dei pensionati, non far svolgere alcun ruolo al nostro Paese nella costruzione di una nuova Europa sociale. È il momento della serietà, del pieno rispetto dei principi, dei valori e dei comportamenti indicati dalla nostra Carta Costituzionale, nata dalla resistenza e dalla sconfitta del fascismo e del nazismo”. Così in una nota congiunta Cgil, Cisl e Uil sulla situazione politica.

Crisi di governo: Berlusconi con i vertici di FI in attesa di Salvini

13 agosto ore 12:12. In attesa del faccia a faccia con Matteo Salvini sulla crisi di governo e le future alleanze di centrodestra, Silvio Berlusconi ha riunito a palazzo Grazioli lo stato maggiore di Forza Italia. Con Berlusconi ci sono, tra gli altri, il vicepresidente del partito, Antonio Tajani, Gianni Letta e Niccolò Ghedini.

Di Maio: votiamo taglio parlamentari e facciamo storia

13 agosto ore 11:58. “Lo dico a tutti i parlamentari, in particolare a quelli dei partiti di opposizione: del domani non v’è certezza, votate con noi il taglio e passiamo alla storia insieme”. Lo scrive Luigi Di Maio su Facebook.

Crisi di governo, De Micheli (Pd): elezioni, prospettiva più probabile

13 agosto ore 10:31. “Oggi come oggi non ci sono le condizioni per portare avanti un altro governo con questo Parlamento; la prospettiva più probabile sono le elezioni politiche”. Paola De Micheli, vicesegretaria del Pd, ospite dello Speciale Gr1 sulla crisi di governo è convinta che la soluzione più probabile sia quella di andare al voto.

In merito alla conferenza stampa indetta per oggi da Matteo Renzi: “Non so cosa deve dire Renzi, credo che la prospettiva con i cinque stelle – rileva – non abbia i numeri in Parlamento e credo che Renzi abbia a cuore quanto me l’unità del partito. Mi auguro che quello che dirà sarà orientato a tenere unito il Pd perché più saremo in forma più saremo utili agli italiani”, conclude.

Crisi di Governo: cosa succederà oggi 13 agosto

13 agosto ore 9:47: L’aula del Senato si riunisce oggi alle 18 per votare il calendario dei lavori uscito ieri dalla conferenza dei capigruppo, che ha deciso di ascoltare le comunicazioni del presidente del Consiglio Giuseppe Conte, sulla crisi della maggioranza, il prossimo 20 agosto. Lo riferisce la nota agenzia stampa Adnkronos.

Ma la battaglia per stabilire i tempi della crisi, ha rimescolato gli assetti politici: da un lato M5s, Pd e Leu che hanno votato l’agenda dei lavori; dall’altro Lega-Fi-Fdi che avrebbero voluto un’accelerazione dei tempi, con il premier in aula già il 14 agosto.

L’aula sarà quindi chiamata a riconfermare l’esito della capigruppo, frutto della convergenza di M5S-Pd e Leu o sovvertirlo, votando per la proposta dei tempi brevi, voluta in primo luogo da Matteo Salvini che, tuttavia, non ha i numeri sufficienti per imporre il ‘suo’ calendario.

Sulla carta il centro-destra a palazzo Madama può contare su 137 senatori, M5s-Pd e parte del gruppo Misto-Autonomie su 173-174 voti.

La capigruppo della Camera, che dovrà anch’essa stabilire tempi e modi delle procedure parlamentari sulla crisi di governo, è stata convocata alle 19, per attendere l’esito del voto dell’aula del Senato sul calendario.

Il presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, firmerà oggi alle 11:30 alla prefettura di Foggia il contratto istituzionale di sviluppo per la Capitanata.

Dopo le polemiche all’interno del Pd sull’adesione o meno a un governo istituzionale, Matteo Renzi spiegherà la sua posizione in una conferenza stampa che si terrà ale Senato alle 16.30.

Crisi di governo, nessun accordo: si va alla conta

13 agosto ore 8:45. La conferenza dei capigruppo che si è tenuta ieri 12 agosto ha, alla fine, deciso di riunire il Senato, per oggi martedì 14 agosto alle ore 18, per votare il calendario. Poi il 20 agosto l’Aula si riunirà di nuovo per ascoltare le comunicazioni del premier Conte.

I presidenti dei gruppi, dopo due ore di discussione, non hanno raggiunto la maggioranza. Da qui la convocazione rivolta all’assemblea di Palazzo Madama per decidere le date della calendarizzazione della crisi di Governo. La conferenza dei capigruppo ha votato invece a maggioranza per calendarizzare al 20 agosto le comunicazioni del premier Giuseppe Conte.

Il centrodestra, tornato unito intorno alla Lega, aveva chiesto il dibattito dal 14 agosto. In aula, tuttavia, il fronte che non vuole accelerazioni della crisi annuncia che potrà contare sul voto di 159 senatori contro i 136 al massimo che possono schierare Carroccio, Fi e FdI. Il leader leghista, Salvini: «Pronto a ritirare delegazione? Pronto a tutto. Non siamo attaccati alle poltrone, lo vedrete presto. Mi affido alla saggezza del Colle, non c’è altra maggioranza». Imminente un faccia a faccia tra Salvini e Berlusconi per decidere una nuova coalizione elettorale di centrodestra.

Fonti parlamentari di Fi si dicono ottimiste, negano l’esistenza di drappelli di parlamentari “responsabili” pronti a sostenere un Esecutivo istituzionale e sintetizzano così l’approdo che vedono più probabile: «O tutti insieme al voto o tutti insieme all’opposizione».

A sera, quando riunisce i suoi parlamentari in assemblea all’Hotel Palatino, Salvini dice di «confidare nella saggezza del presidente della Repubblica», come Luigi Di Maio. Ma la sua convinzione è opposta a quella del leader M5S. Bisogna andare subito al voto – spiega – perché «non c’è una maggioranza, il Parlamento è bloccato. Mi domando: chi ha paura degli italiani?». Le contestazioni ricevute durante il tour al Sud lo hanno convinto della necessità di dialogare con Berlusconi.

Cosa succederà nei prossimi giorni

13 agosto ore 8:58. Come scrive Il Sole 24 Ore stamattina in edicola: «Una volta votata la sfiducia al premier Conte, partiranno dal giorno dopo le consultazioni al Quirinale dei partiti e solo allora Sergio Mattarella scoprirà la sue carte. Ma da parte del Presidente non ci sarà ad ogni modo alcuna forzatura: la linea resta quella del rispetto del confronto tra i partiti. Se non dovessero emergere indicazioni chiare in favore di una nuova maggioranza le consultazioni dureranno prevedibilmente un paio di giorni al massimo, dopodiché si potrebbero sciogliere le Camere a fine mese per poter votare a fine ottobre o al massimo ai primi di novembre. In questo caso, anche per espressa disponibilità di Salvini a dimettersi dal Viminale, è probabile che il Capo dello Stato nomini un presidente del Consiglio e un governo – anche senza fiducia in Parlamento – con il solo scopo di traghettare il Paese alle urne in un clima il più possibile sereno».

Bettini (PD): confronto Pd-M5S

13 agosto «Il Pd deve avere il coraggio e la determinazione di trattare un accordo di governo con il M5S in chiave anti-Salvini». Lo afferma l’ex deputato e coordinatore della segreteria dem, Goffredo Bettini, in un’intervista al “Corriere della sera”.

«L’idea di un governo istituzionale, di transizione, di un governo del presidente, chiamatelo come volete, è un tragico errore. E bene ha fatto, con coraggio, Nicola Zingaretti a opporsi con forza. Dopo esserci fatti carico di una manovra economica pesantissima, che avrebbe come obiettivo quello di porre rimedio ai guai provocati dal governo gialloverde, torneremmo comunque al voto nel giro di poco. Con la certezza di vedere decuplicato il rischio della deriva plebiscitaria di Salvini».

Bettini parla esplicitamente di «un governo politico di legislatura”, sorretto da una maggioranza Pd-M5s. “È un tentativo difficilissimo ma vale la pena di provarci. Salvini non lo contrasti con gli insulti, né con le polemiche sulla moto d’acqua o sulle sue mutande, né tantomeno con un governicchio che gli darebbe l’arma, fasulla ma efficace, di sostenere che stiamo facendo un golpe per evitare il voto democratico.

Soltanto un accordo di legislatura, basato su una profonda riflessione politica, può consentire al Pd e al M5S di rispondere alla rivoluzione conservatrice lanciata dal leader della Lega».

Meloni: Pd-M5s, prove di inciucio

13 agosto ore 9.26 «La crisi sta prendendo una piega che non mi piace neanche un po’. Andare a votare in Senato sul calendario significa consentire le prove tecniche di inciucione». Lo dice la presidente di Fdi, Giorgia Meloni, commentando in un’intervista al ‘Messaggero’ l’esito della capigruppo di ieri a palazzo Madama.

«Non è solo un problema di date – commenta – non c’è grande differenza tra il 14 o il 20. La questione vera, su cui vorrei accendere i riflettori, è sull’ordine dei lavori. Di fronte a un presidente del Consiglio di fatto sfiduciato (…) Bisognava semplicemente formalizzare la sfiducia votando la mozione. Poi, certo, diranno che dopo le comunicazioni del premier si possono votare delle risoluzioni, ma stiamo dando a Conte l’occasione di fingere che il suo governo possa andare avanti costruendo una maggioranza diversa con 5 Stelle e Pd».

Senato: in Aula domani alle 18, comunicazioni Conte il 20

12 agosto ore 17:55. L’Aula del Senato è convocata per domani martedì alle ore 18 per votare sul calendario relativo alla mozione di sfiducia presentata dalla Lega contro il Governo. La riunione dei capigruppo convocata per il pomeriggio di oggi non ha, infatti, registrato l’accordo all’unanimità di tutti i gruppi parlamentari. Il presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, farà le sue comunicazioni a Palazzo Madama il 20 agosto.

Capigruppo al Senato: ipotesi Conte in Aula il 19 o il 20 agosto

12 agosto ore 17:10. La capigruppo del Senato è in corso e sta discutendo dei tempi e del corso che dovrà prendere la crisi di governo. Durante tutta la mattinata, in cui tra l’altro si è tenuta la assemblea del Pd, ci sono però stati diversi contatti tra i gruppi parlamentari e sono state messe in campo diverse ipotesi, tutte da verificare.Tra queste, anche quella di convocare l’aula del Senato per domani ma per decidere (con un voto) sul calendario dei lavori e fissare un’informativa del premier Conte il 19 o il 20 agosto, per la quale da palazzo Chigi sarebbe arrivato un ok informale. A questo scopo, secondo alcuni calcoli fatti dal Pd, potrebbero essere almeno 145 i senatori presenti in rappresentanza di un fronte formato da M5s, Dem, Leu e Misto. Numeri superiori ai circa 136 senatori che potrebbero assicurare Lega, Fi e Fdi.Come spiegavano alcuni senatori di opposizione illustrando il percorso che si aprirebbe, l’informativa di Conte (cui potrebbe anche seguire un voto su una risoluzione che riprende il testo della stessa) farebbe decadere le mozioni di sfiducia già depositate al Senato, quella del Pd e quella della Lega. Dopodichè, il premier potrebbe recarsi al Quirinale per formalizzare la crisi.

Di Maio: nessun accordo con Renzi

12 agosto ore 16:55. Di Maio ha appena messo a tacere le voci secondo cui M5S e il nuovo partito di Renzi starebbero trattando per una alleanza: «Nessuno vuole sedersi al tavolo con Renzi» ha detto. «In queste ore si parla di aperture, chiusure, mezze aperture, ma il M5s vuole solo l’approvazione della legge sul taglio di 345 parlamentari». Luigi Di Maio ha poi sottolineato: «Presenteremo richiesta alla presidenza della Camera affinchè si proceda quanto prima all’approvazione del ddl sul taglio dei parlamentari. Nessun gioco di palazzo, i nuovi gruppi si formano solo con nuove elezioni».

Poi, riferendosi ai ministri della Lega ha detto: «Si dimettano: voteranno la sfiducia a loro stessi».

Berlusconi riunisce coordinatori di FI

12 agosto ore 16:43:  Silvio Berlusconi sta rientrando a Roma. Il leader di Forza Italia riunirà a palazzo Grazioli il nuovo coordinamento nazionale azzurro per fare il punto della situazione e decidere le mosse da fare sulla crisi di governo. Fi è consapevole di poter giocare un ruolo importante in questo passaggio, soprattutto dopo che la proposta di un governo istituzionale lanciata da Matteo Renzi ha sparigliato le carte e aperto una discussione all’interno delPd e dei 5 stelle.

Sul tavolo anche il tema dell’accordo del centrodestra. Nei giorni scorsi, Berlusconi aveva invitato Matteo Salvini a siglare un patto prima del voto. Il Cav vorrebbe avere assicurazioni da Salvini, e blindare (qualcuno dice anche per iscritto) un’alleanza di centrodestra tradizionale, che ha vinto tutte le elezioni amministrative da un anno a questa parte.

Il leader della Lega ha risposto oggi con un’intervista a Il Giornale: “Nelle prossime ore vedrò Berlusconi e la Meloni alla luce del sole” e”proporrò un patto, l’Italia del sì contro l’Italia del no”. Tra gli azzurri gira con insistenza la voce che già stasera i due potrebbero incontrarsi (e magari sentire in collegamento Giorgia Meloni che si trova all’estero). Ipotesi che al momento non trova alcuna conferma incasa Lega.

Elezioni o avanti con la legislatura? M5S diviso

12 agosto ore 13:30. Da una parte i big del partito che chiedono di andare al voto, senza passare da accordi con altre forze politiche, dall’altra tanti parlamentari che chiedono di ragionare su «un governo politico di legislatura», mettendo fuori gioco Matteo Salvini. A quanto si apprende la discussione nella congiunta del M5S, vede da una parte molti dei volti noti del movimento, tra cui Paola Taverna, Manlio Di Stefano e lo stesso ministro Alfonso Bonadefe (che avrebbe detto «io sono per il voto»). Dall’altra tanti parlamentari che invece chiedono di continuare la legislatura.

Bitonci (Lega): «la manovra è pronta, andiamo al voto»

12 agosto ore 13: «Sento e leggo di probabili accordi tra renziani e pentastellati per il bene del Paese, per assicurare la legge di Bilancio. La manovra economica per il 2020 è pronta, andiamo al voto e con la fiducia degli elettori la attueremo». Così il deputato della Lega e sottosegretario al ministero dell’Economia e finanze Massimo Bitonci. «Alcune importanti misure fiscali di semplificazione e riduzione della pressione fiscale – spiega il sottosegretario Bitonci – sono già delineate: l’abolizione della Tasi e il pagamento della nuova Imu con bollettino F24 precompilato, che recupererebbe un’evasione fiscale di circa 5,1 miliardi di euro o la cancellazione del doppio binario fiscale Irap/Ires, con l’abrogazione dell’Irap e la trasformazione dell’Ires in imposta regionale. Altra misura di semplificazione già pronta è l’abrogazione del modello 770 per le tipologie di reddito più ricorrenti, cioè quelle riguardanti il lavoro dipendente e autonomo e quelle sui pagamenti effettuati dagli amministratori di condominio, i cui dati relativi alle ritenute versate sono già in possesso dell’Agenzia delle Entrate». «E poi, flat tax al 15% per pensionati e lavoratori, saldo e stralcio per le imprese in crisi aziendale certificata, incentivazione ai pagamenti elettronici e conseguente cancellazione dell’ISA per i commercianti, maggiore deducibilità sulle auto aziendali. Queste e molte altre le misure nella manovra economica targata Lega. Andiamo al voto. La parola agli elettori», conclude Bitonci.

Zingaretti: niente governi ponte

12 agosto ore 12 «Non credo sia possibile e credibile un’ipotesi che preveda un governo per fare la manovra da cui questo governo sta scappando per poi andare a votare. Questo sarebbe davvero un regalo a quella destra pericolosa che tutti vogliamo fermare». Lo ha detto il segretario partito democratico, Nicola Zingaretti parlando al Nazareno: «Apriamo la crisi – sottolinea – e vedremo con Mattarella quale è la forma migliore più seria e credibile per salvare l’Italia».

«Voglio fare un appello all’unità del partito democratico perché di fronte ai pericoli che ci sono per la democrazia, sarebbe davvero sbagliato in questo momento dividerci o dare segnali in questo senso», così il segretario del Pd, Nicola Zingaretti, parlando al Nazareno. Il rischio di dividerci “significherebbe”, sottolinea Zingaretti  «regalare l’Italia alla destra, invece noi dovremmo combattere forte. C’è una crisi di governo in cui tempi e modi verranno decisi nelle  prossime ore e poi ci sarà il Presidente della Repubblica Mattarella, non Salvini, che deciderà i tempi e le scadenze».

«Ho ben chiara la minaccia rappresentata dall’iniziativa di Salvini, addirittura per la tenuta della democrazia liberale, ma il sostegno a ipotesi pasticciate e deboli, non illudiamoci, ci riproporrebbe ingigantito lo stesso problema tra poche settimane. Di fronte a una leadership della Lega che tutti giudichiamo pericolosa e che si appella al popolo in maniera spregiudicata è credibile imbarcarsi in un esperienza di governo Pd-5 stelle (perché di questo stiamo parlando) per affrontare la drammatica manovra di bilancio e poi magari dopo tornare alle elezioni? Su cosa? Nel nome della salvaguardia della democrazia? Io con franchezza credo di no».

Lo ha scritto ieri il segretario del Pd, Nicola Zingaretti, sul suo blog su Huffington post, replicando alla proposta di Matteo Renzi di un governo istituzionale con un post dal titolo ‘Con franchezza dico no. Un accordicchio Pd-M5s regalerebbe a Salvini uno spazio immenso. Nessuna paura del voto’.

Il nuovo asse centro-destra per dare “pieni poteri” a Salvini

12 agosto ore 11:30 «Centrodestra unito. Come vogliono i nostri elettori e come è logico che sia, per dare all’Italia un governo di cinque anni, con un programma semplice, concreto e coerente con i valori e le priorità del centrodestra. L’intervista di Matteo Salvini al direttore del Giornale è chiara, con la condivisione del percorso indicato da Forza Italia. Ora si deve agire di conseguenza in Parlamento, affinché gli italiani si possano esprimere al più presto».

Lo dichiara il senatore Maurizio Gasparri (FI)

Oggi Salvini incontra Meloni e Berlusconi per trattare le condizioni della nuova alleanza. La sinistra invece si avvia all’ennesima spaccatura.

Briatore: un incarico da Salvini? «Potrei dire di si»

12 agosto ore 11: Flavio Briatore potrebbe dire di sì ad una chiamata di Matteo Salvini nel caso in cui il leader della Lega gli offrisse un incarico di governo, magari nel turismo. «Potrei dirgli di sì, a patto di esser messo nelle condizioni di fare le cose», sottolinea Briatore in un’intervista a ‘Il Foglio’. «Il tempo – rileva Briatore – è prezioso, specie alla mia età. Se ne sottraggo un po’ a mio figlio e alla mia famiglia, non voglio sprecare le giornate in commissioni inutili a sentire idioti che non hanno mai viaggiato in vita loro».

In merito alla crisi di governo tra M5S e Lega, Briatore sottolinea che «in generale, io evito di lavorare in società perché sei più vincolato; quando lo faccio mi garantisco sempre la quota di maggioranza e, appena ho il sentore che le cose non vadano per il verso giusto, sciolgo la società. Mi pare che quella costituita da Matteo con il M5s con tanto di ‘contratto’ abbia esaurito la propria funzione: i due non vanno d’accordo su nulla. Gli italiani di chiacchiere ne hanno già sentite troppe. Matteo farebbe bene ad andare per la sua strada: la gente gli manifesta affetto nelle piazze perché si aspetta da lui gesti concreti per dare una scossa al paese con una squadra di gente preparata e capace».

Meloni: un nuovo governo per cinque anni

12 agosto ore 10: «Un governo di ‘garanzia, elettorale o per le riforme’? Sarebbe scandaloso – prosegue – uno schiaffo per la democrazia.

Bisognerà vigilare. Qualcuno potrebbe utilizzare il periodo estivo per prendere tempo e inventarsi giochi di palazzo. Non si capisce perché dovremmo formare un governo che resti in carica solo qualche mese: servirebbe solo ad assicurare la poltrona a chi teme di non essere rieletto o magari consentirebbe a certi poteri che non nulla hanno a che fare con la sovranità popolare di dettare legge. Si può votare in tempi rapidi e dalle urne uscirebbe una maggioranza chiara a sostegno di un governo solido. Con forze politiche che vantano grandi convergenze programmatiche».

«Sono convinta – rileva Meloni – che questo nuovo governo sarebbe pronto a durare cinque anni. In questa campagna elettorale insisteremo soprattutto sull’economia. Spiegheremo la nostra ricetta economica di stampo trumpiano: choc fiscale, investimenti pubblici, difesa delle aziende tricolore. Mi piacerebbe tornare a parlare di miracolo italiano».

«“Ad Atreju, che torna a Roma dal 20 al 22 settembre, daremo voce a quell’Italia che guarda verso il cielo e pensa ancora in grande e non crede di essere all’ultima spiaggia. Insomma, rispolveriamo un po’ di orgoglio nazionale», conclude Meloni.

Salvini, secondo De Magistris, si ispira a Mussolini

12 agosto ore 9.30: Luigi de Magistris, sindaco di Napoli, così si esprime in merito a Salvini. Salvini. «Si candida ad essere il leader della nuova destra per guidare il Paese. E un uomo che ha fiuto, sa comunicare, sa stare tra la gente, ma anche ai tavoli istituzionali. E sessista, razzista, violento sul piano politico ed istituzionale, tutt’altro che trasparente, men che mai il nuovo nella politica. Si ispira a Mussolini, chiede poteri speciali, abusa di apparati di Stato per farsi vedere come l’uomo forte al comando, gli piace mostrare i muscoli con i deboli, per poi essere un docile agnellino, un maggiordomo di riguardo per tutti i poteri forti che non ha mai contrastato, anzi ne fa parte a pieno titolo. Non ha mai fatto nulla per contrastare corruzioni e mafie, nemmeno da ministro dell’interno. Politicamente, anzi, sdogana truppe di impresentabili».

Salvini secondo Grasso

12 agosto ore 9: «A forza di girare per le spiagge, Salvini rischia di finire spiaggiato. E’ stato molto interessante leggere gli articoli di stamattina in merito alla riunione dei capigruppo che si terrà oggi pomeriggio in Senato. Se Cinque Stelle, Pd e Misto sono scaltri, Salvini non potrà vincere questa partita e umiliare il Parlamento col suo 17% di voti». Così il Sen. Pietro Grasso (LeU) in un post su Facebook.

«Partiamo dalle certezze: Salvini vorrebbe votare – prosegue – la mozione di sfiducia prima di ferragosto, gli altri intorno al 20, per dare modo a tutte le senatrici e i senatori di poter partecipare ad un voto così importante. Con ogni probabilità a prevalere in quella riunione sarà la data del 20, ma siccome non ci sarà unanimità  potrebbe essere convocata l’Aula per domani in modo che si voti sul calendario, magari sfruttando le possibili assenze e provando a ‘ribaltare’ il risultato ottenuto in capigruppo».

Conclude Grasso: «Come evitare il ‘blitz salviniano’ sul calendario, un ulteriore sfregio al Parlamento? E’ abbastanza semplice, partendo da un semplice calcolo matematico: Lega, Forza Italia e Fratelli d’Italia in Senato non hanno la maggioranza di 161 voti necessaria per imporre nulla. Basterà contarsi prima: se i senatori di centrodestra sono meno degli altri si potrà votare il calendario in Aula, e fissare la discussione per il 20 agosto (o il 21, o il 22…). Se invece sono di più, semplicemente se gli altri non entreranno in Aula il centrodestra non avrà mai il numero legale per il blitz, e saranno costretti a rimandare di giorno in giorno l’Assemblea.In questo modo Salvini, ognigiorno più nervoso e contestato, capirà che il Parlamento non è a sua disposizione, per ora».

Paola Taverna su Salvini

12 agosto ore 8: «È una crisi totalmente incentrata sull’egocentrismo del ministro Salvini che vuole tornare alle urne; la trovo di un cinismo pazzesco». La senatrice Paola Taverna, M5S, vicepresidente del Senato, interviene ai microfoni dello speciale del Gr1 per commentare l’attuale situazione politica.

«Ci ha spiazzati Salvini – ha spiegato poi la Taverna – ha avuto tempo abbondante per inserire la crisi in tempi ragionevoli. Vedere agire così è stato un affronto per un progetto di governo e un Paese che non meritava questo trattamento, come non lo meritava il premier Conte; mette in dubbio tutta la genesi di questo governo. Ci sembra poco rispettoso anche perché gli italiani sono in meritate ferie. Noi chiederemo per il 20 il confronto con il presidente del Consiglio. Esistono delle regole che Salvini dimentica, ma noi no – ha concluso – nei confronti delle figure istituzionali in primis il Presidente della Repubblica».


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