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Autovelox in città: multa valida?

12 Agosto 2019
Autovelox in città: multa valida?

Se l’autovelox è fisso e il conducente non viene fermato subito e messo nelle condizioni di difendersi la contravvenzione per violazione del codice della strada è illegittima.  

Le città sono sempre più trafficate ed essere multati per eccesso di velocità nel cuore della giornata è pressoché impossibile. Ma laddove la circolazione si fa più rada e la strada che costeggia il centro urbano è ampia e a due corsie non è improbabile essere fermati dalla polizia per una guida spericolata. Così, consapevoli della maggiore concentrazione di incidenti in determinati tratti, le autorità possono predisporre degli impianti di autovelox non solo sulle strade statali ma anche su quelle urbane.

A volte, però, il funzionamento del misuratore elettronico viene attivato in automatico, ossia senza la presenza contestuale della polizia. L’automobilista scopre così di essere stato multato solo quando vede arrivare il verbale a casa. È legittimo un comportamento del genere? Più in generale, in caso di autovelox in città, la multa è valida? La risposta è stata fornita, proprio di recente, dalla Cassazione [1]. Ecco quali sono stati i chiarimenti della Suprema Corte in merito.

Autovelox in città: sono validi?

Non c’è alcuna legge che vieta l’installazione di autovelox nel centro città così come sulle strade di periferia o su quelle che costeggiano l’agglomerato urbano. Affinché l’apparecchio però possa dirsi regolamentare è necessario che:

  • sia presegnalto con congruo anticipo, tale cioè da consentire al conducente di rallentare dolcemente, senza brusche frenate;
  • il cartello di avviso deve essere ben visibile e non nascosto da altra cartellonista o dalla vegetazione;
  • l’autovelox deve essere stato sottoposto a taratura non più di un anno prima. La taratura, effettuata da centri convenzionati, deve essere certificata in un apposito verbale; inoltre la contravvenzione deve dare menzione della data in cui è avvenuto l’ultimo di tali controlli diretti ad accertare la funzionalità del misuratore di velocità;
  • l’autovelox deve essere munito di certificato di iniziale collaudo;
  • il conducente deve essere fermato immediatamente, in modo da potersi difendere subito e non dover rinviare le proprie contestazioni al ricorso dinanzi al giudice. Si tratta di una garanzia fissata dalla nostra Costituzione, che nel caso di autovelox nei centri urbani non può essere derogata in nessun modo.

Autovelox senza polizia in città: è legittimo?

L’obbligo della cosiddetta «contestazione immediata» di cui abbiamo appena parlato all’ultimo punto del precedente paragrafo lascia intendere una questione molto importante: sono illegittimi gli autovelox fissi in città, quelli cioè che funzionano anche senza il presidio degli agenti della polizia municipale. E ciò perché, se così fosse, l’automobilista non potrebbe essere fermato nell’immediatezza e messo nelle condizioni di difendersi, ad esempio argomentando l’urgenza per uno stato di necessità (l’esigenza di portare un familiare in ospedale).

In sintesi, una multa fatta con l’autovelox in un centro urbano senza contestazione immediata è nulla e può essere impugnata o entro 30 giorni davanti al giudice di pace o entro 60 giorni al Prefetto.

Ma attenzione: affinché si possa contestare la multa elevata da un autovelox fisso in città bisogna stare molto attenti alla classificazione del tratto stradale in cui essa è stata elevata. Difatti, affinché la regola predetta possa operare è necessario che la rilevazione sia avvenuta in una «strada urbana». Invece, le contravvenzioni “automatiche” – ossia senza gli agenti – effettuate sulle strade urbane a scorrimento e su quelle extraurbane secondarie sono legittime se vi è una ordinanza del Prefetto che autorizzi tale rilevamento elettronico. Il provvedimento deve peraltro indicare l’esatta posizione chilometrica ove l’autovelox può essere piazzato. Se vi è discrasia tra l’autorizzazione prefettizia e il punto in cui è piazzato l’autovelox o anche il senso di marcia il verbale è illegittimo.

Autovelox in città: come devono essere?

Nella sentenza citata in apertura la Cassazione ricorda che gli autovelox i città possono essere solo mobili e con l’obbligo della presenza della polizia, tenuta a bloccare nell’immediato il trasgressore e consegnargli il verbale. Se invece la multa dovesse essere spedita a casa, senza contestazione immediata, sarebbe illegittima.

Sulle strade extraurbane invece gli autovelox fissi saranno ammissibili purché le strade ove sono collocati possano definirsi «a scorrimento».

L’infrazione rilevata con autovelox su strada urbana di scorrimento è illegittima se manca il provvedimento prefettizio di installazione. E anche laddove questo sia presente, la strada deve comunque avere le caratteristiche per essere catalogata come di scorrimento. In particolare, ai sensi dell’articolo 2 del codice della strada, si può parlare di strada a scorrimento quando vi siano i seguenti requisiti: strada a carreggiate indipendenti o separata da spartitraffico, ciascuna con almeno due corsie di marcia, ed una eventuale corsia riservata ai mezzi pubblici, banchina pavimentata a destra e marciapiedi, con le eventuali intersezioni a raso semaforizzate; per la sosta sono previste apposite aree o fasce laterali esterne alla carreggiata, entrambe con immissioni ed uscite concentrate.


note

[1] Cass. sent. n. 16622/2019.


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