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Pensione Quota 100: con quali lavori è compatibile?

13 Agosto 2019 | Autore:
Pensione Quota 100: con quali lavori è compatibile?

Ultimi chiarimenti dell’Inps sulla pensione quota 100: quali attività lavorative è possibile svolgere?

La pensione quota 100 è una tipologia di pensione anticipata, divenuta operativa di recente, che è possibile conseguire con un minimo di 62 anni di età e 38 anni di contributi Inps (di cui almeno 35 al netto dei periodi di disoccupazione e malattia, per gli iscritti all’Assicurazione generale obbligatoria).

L’anticipo previsto nel requisito di età è consistente, rispetto alla pensione di vecchiaia: chi decide di uscire con quota 100, se possiede il requisito contributivo, se ne va a 62 anni, anziché dover attendere l’età pensionabile, pari a 67 anni per il biennio 2019- 2020.

In cambio di questo beneficio, poi, non sono previsti ricalcoli della pensione o penalizzazioni: chiaramente, però, chi smette prima di lavorare, potendo contare su un minor versamento di contributi, ottiene normalmente un trattamento più basso.

Inoltre, la prestazione, sino al compimento dell’età per la pensione di vecchiaia, non è compatibile con l’attività lavorativa, fatta eccezione per il lavoro autonomo occasionale e per alcune attività, tassativamente elencate dall’Inps [1].

Facciamo allora il punto sulle ultime novità sulla Pensione Quota 100: con quali lavori è compatibile, quali attività non si possono svolgere, che cosa deve fare chi ha intenzione di continuare a lavorare.

A questo proposito, l’Inps ha annunciato che a breve sarà pubblicato un nuovo modulo, il modello Quota 100, col quale si dovrà comunicare l’eventuale svolgimento di un’attività lavorativa, se non è stata ancora compiuta l’età pensionabile. Ma procediamo con ordine.

Pensione Quota 100: devo licenziarmi?

L’Inps, in merito alla cessazione dell’attività lavorativa per chi richiede la pensione quota 100, chiarisce che è indispensabile, per il lavoratore dipendente, rassegnare le dimissioni, mentre non è necessaria la cessazione dell’attività di lavoro autonomo, anche se il reddito di lavoro è comunque incumulabile con l’assegno di pensione. Come mai?

Pensione Quota 100: devo chiudere la partita Iva?

Come appena osservato, per conseguire la pensione quota 100 è richiesta la cessazione del rapporto di lavoro dipendente, mentre non è richiesta la cessazione dell’attività di lavoro autonomo.

Per la precisione, non è necessario:

  • cancellarsi dagli elenchi dei lavoratori autonomi;
  • cancellarsi dalla Camera di Commercio;
  • cancellarsi dall’albo professionale;
  • chiudere la partita Iva.

Questo perché la pensione quota 100, secondo quanto chiarito dall’Inps, è incumulabile con i redditi di lavoro, ma non incompatibile con lo svolgimento dell’attività lavorativa.

Quali redditi non si possono cumulare con Quota 100?

Nello specifico, non sono cumulabili con la Pensione Quota 100:

  • i redditi di lavoro autonomo non occasionale, al lordo delle ritenute erariali e al netto della contribuzione previdenziale e assistenziale;
  • i redditi d’impresa connessi ad attività lavorativa, al lordo delle ritenute erariali e al netto della contribuzione;
  • il reddito fondiario agrario dei coltivatori diretti, al netto della contribuzione previdenziale (dovuta sul reddito medio convenzionale);
  • i compensi percepiti per l’esercizio di arti;
  • i diritti d’autore;
  • i brevetti;
  • i redditi derivanti da contratti di associazione in partecipazione con apporto di lavoro (nei rari casi in cui questo rapporto sia ancora attivo).

Quali redditi si possono cumulare con Quota 100?

È invece possibile cumulare con Quota 100 i seguenti redditi, tassativamente indicati dall’Inps:

  • tutte le indennità percepite per cariche pubbliche elettive;
  • i redditi di impresa non collegati ad un’attività di lavoro;
  • i redditi derivanti da contratti di associazione in partecipazione senza apporto di lavoro;
  • i compensi percepiti per l’esercizio della funzione di sacerdote;
  • le indennità percepite per l’esercizio della funzione di giudice di pace;
  • le indennità percepite per l’esercizio della funzione di giudice onorario aggregato, per l’esercizio delle proprie funzioni, o per l’esercizio della funzione di giudice tributario;
  • l’indennità sostitutiva del preavviso, perché non fa parte della retribuzione, ma ha natura;
  • i redditi derivanti da attività socialmente utili svolte nell’ambito di programmi di reinserimento degli anziani;
  • le indennità percepite per le trasferte e missioni fuori del territorio del Comune;
  • i rimborsi percepiti dal lavoratore per le spese di viaggio e di trasporto;
  • le spese di alloggio che non fanno parte dell’imponibile fiscale;
  • le spese di vitto che non fanno parte dell’imponibile fiscale.

Infine, è pienamente cumulabile l’indennizzo per la cessazione dell’attività commerciale: si tratta, infatti, di un sussidio pari al trattamento minimo di pensione, riconosciuto a partire dal compimento dei 57 anni di età per le donne e dei 62 anni per gli uomini, sino al raggiungimento dell’età pensionabile.

Lavoro con Quota 100

Chi intende svolgere un’attività lavorativa, se dalla stessa derivano redditi incumulabili con la pensione quota 100, deve presentare all’Inps un’apposita dichiarazione col cosiddetto «modello Quota 100». Questo modulo sarà pubblicato a breve nel portale web dell’istituto.

Utilizzare il modello Quota 100 comporterà il vantaggio di poter indicare se i redditi percepiti in un determinato anno debbano essere imputati:

  • al periodo che precede la decorrenza della pensione quota 100: in questo caso non vi sono problemi di sorta, in quanto, non essendo ancora liquidata la pensione, non vi può essere incumulabilità;
  • al periodo successivo al compimento dell’età per la pensione di vecchiaia: in questo caso non vi sono più limiti di cumulo tra lavoro e pensione;
  • sarà inoltre possibile indicare se i redditi percepiti rientrano tra quelli pienamente cumulabili.

note

[1] Inps Circ. n.117/2019.

Autore immagine: 123rf.com


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