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Tutte le tesi del complotto che circolano su Internet

13 Agosto 2019 | Autore:
Tutte le tesi del complotto che circolano su Internet

Paolo VI sostituito con un sosia. La Finlandia non esiste. La Terra (piatta) abitata da giganti. Le storie di chi non si accontenta delle versioni ufficiali.

Chiamarle fake news sarebbe riduttivo. Considerarle delle semplici bufale, pure. Signori, qua parliamo di veri e propri complotti. Avete presente? Dei complotti orditi da forze maligne per venderci l’esatto contrario della verità a loro beneficio. Certe cose o non sono successe così come sono state presentate al mondo o non sono successe proprio. Questo è ciò che sostengono le tesi del complotto che girano su Internet. Alcune sono notissime da molti anni: basti pensare al complotto per farci credere che la Terra è rotonda anziché piatta (chi ha studiato la geometria dovrebbe fare qualche ripetizione). Oppure a quella rispolverata recentemente per via del 50° anniversario del presunto arrivo dell’uomo sulla Luna. Presunto, certo: tutto un complotto degli americani per far credere ai russi di essere in vantaggio nella conquista dello spazio. Ma, in realtà – sostengono le tesi del complotto che circolano su Internet –, è tutto un film girato a Hollywood con tanto di effetti speciali e degno da prendersi tutti gli Oscar.

E che dire degli attentati dell’11 settembre? Davvero credete che gli Stati Uniti fossero all’oscuro degli attacchi che hanno cambiato il mondo? Certo che no: come spiegano i complottisti, l’allora presidente americano George W. Bush era in affari con l’allora re del terrorismo islamico Osama Bin Laden e, insieme, progettarono quella messinscena per giustificare le guerre prima in Afghanistan e poi in Iraq.

Ma ci sono altre tesi del complotto che girano su Internet e che sono meno note. Ad esempio, andando in ambienti ecclesiastici molti parlano dei lati oscuri della morte di Giovanni Paolo I, papa Luciani. Per i complottisti, fu assassinato da un gruppo di potere cappeggiato da monsignor Marcinkus. Ma lo sapevi che il suo predecessore, il cardinale Montini, aveva un sosia e che il papa Paolo VI che tutti conosciamo era un impostore messo lì dai massoni per tenere il Vaticano (e la sua banca) sotto controllo? Non ci credi? Poi ti spiego. E ti farò anche vedere un confronto fotografico.

Poi ci sono i complotti del mondo dello spettacolo, come quello delle morti mai avvenute di Elvis Presley e di Michael Jackson, ancora vivi e vegeti in qualche angolo nascosto del mondo. O il complotto che ha preso in giro milioni e milioni di ragazzi in tutto il pianeta facendo credere che esiste una tale JK Rowling, autrice della saga di Harry Potter, quando in realtà è tutto un prodotto da laboratorio editoriale. Tu l’hai mai incontrata quando sei andato a Londra? No, vero? Ecco, appunto.

Attenzione, però: ogni complotto che si rispetti (non le riduttive fake o bufale) presenta un lato in grado di far venire qualche sospetto di verità. Seguici in questa carrellata con tutte le tesi del complotto che circolano su Internet e te ne accorgerai tu stesso.

Che cos’è la teoria del complottismo?

Prima di elencare le tesi del complotto che circolano su Internet, è opportuno fermarsi un attimo a capire che cosa si intende per complottismo. Come dicevamo, non si tratta della semplice fake news buttata lì per avere un po’ di click in più. La parola complottismo si usa per fare riferimento, anche in senso denigratorio, al punto di vista di chi crede che dietro un fatto ci sia una teoria alternativa, montata a regola d’arte per creare il fatto stesso e dare all’opinione pubblica una versione di comodo.

Queste teorie, di norma, non sono sostenute da alcuna prova, quindi lasciano sempre vivo il dubbio che possano essere vere quanto le versioni ufficiali. Anzi, i complottisti sono convinti che i cospiratori nascondano, confondano o distruggano le prove di ciò che hanno architettato.

Il complotto della Terra piatta

Una delle più famose e antiche tesi del complotto che circolano su Internet è quella secondo cui la Terra non è rotonda ma piatta. È quella dei cosiddetti «terrapiattisti». Praticamente, secondo loro, se prendi una nave e tiri sempre dritto, non arriverai mai al punto di partenza, ma prima o poi ti troverai davanti al nulla e sprofonderai nel vuoto là dove finisce il pianeta.

Una volta, quando l’America non era stata ancora scoperta, si pensava che la Terra finisse in Spagna, nella Galizia, dove la parte più sporgente verso Ovest è il capo chiamato – non a caso – di Finisterre, cioè fine della Terra. Più in là, solo l’acqua dell’Oceano e poi basta.

Nemmeno l’impresa di Cristoforo Colombo, convinto di andare a sinistra, andato invece a destra e finito per sua sorpresa in America, è riuscita a convincere i terrapiattisti. Ma forse anche Colombo era un cospiratore assoldato dai potenti dell’epoca, interessati soltanto a farsi portare il caffè e le patate dal Sudamerica.

Oggi, esiste un’Associazione della Terra piatta, la Flat Earth Society, nata in Inghilterra e trasferitasi, successivamente in California, il che ci dà una notizia: partendo dall’Europa, la Terra finisce almeno oltre la California. Il fatto è – dicono – che nessuno è riuscito a dimostrare la curvatura del globo terrestre. Per i terrapiattisti, il Sole è molto più piccolo di quanto si pensi, è grande quanto una lampadina e non è la Terra che gira attorno a lui, ma è lui che gira sopra la Terra dando origine alle stagioni, al giorno e alla notte.

Quindi, perché dire che la Terra è rotonda? Ad un convegno sull’argomento, uno dei più convinti terrapiattisti italiani, Albino Galuppini, laureato in Scienze Naturali, ha sostenuto che è tutta colpa della Nasa, intenta ad ingannarci e a farci vivere a Disneyland: «C’è un piano chiaro per creare in Europa una nuova America aperta a tutti, dove gli unici valori sono quelli del consumismo».

Il complotto dell’uomo sulla Luna

Uno studio di Hollywood. Un membro dello staff che si mette davanti alle cineprese: «Ciak, si gira». Ed ecco che appare un attore vestito d’astronauta che saltella piano piano, come se non ci fosse la gravità, e pianta una bandiera degli Stati Uniti su quella che sembra la superficie lunare. Che sembra, appunto. Perché nessuno l’ha mai vista. Quindi, se ti dicono che è fatta così, o ci credi o non ci credi.

E c’è, naturalmente, chi non ci crede affatto che Armstrong, Aldrin e Collins siano saliti 50 anni fa a bordo dell’Apollo 11 ed abbiano raggiunto il nostro satellite. Insomma, l’arrivo dell’uomo sulla Luna è un grandissimo complotto ordito dall’America, in competizione con l’Unione Sovietica nella conquista dello spazio, per poter dire: «Ho fatto prima io». Altro che un grande passo per l’umanità: quello era un passo enorme per l’industria degli effetti speciali cinematografici e per gli Stati Uniti.

Tutto va visto nel contesto della Guerra Fredda tra le due superpotenze. Mosca era riuscita a mandare in orbita i primi satelliti ed il primo uomo nello spazio (tale Yuri Gagarin, ricordi?) e ce l’aveva anche fatta a fotografare il lato occulto della Luna (sempre che sia tonda e non piatta, altrimenti scatta il complotto dei lunapiattisti). Allora, ecco che Washington doveva replicare alla grande. La terra degli studios holywoodiani partorì il copione perfetto e, con l’ausilio degli effetti speciali, creò uno dei più grandi imbrogli della storia.

Si dice anche che la Nasa avesse commissionato questa sorta di «cortometraggio» perché stavano per tagliarle i fondi, i 30 miliardi di dollari che il Governo americano aveva promesso, ma che non voleva più sganciare. Cosa c’è di meglio di una spedizione sulla Luna per convincere il mondo intero delle capacità della Nasa e dell’opportunità di investire nell’Agenzia?

Già, la Nasa. Che altro non sarebbe se non un richiamo a Satana (Satana-SataNa-SataNaSa), come indica il suo logo rosso con una lingua di serpente. Da Satana, aggiungono i complottisti, deriva Nasa. Ma anche Ansa, come l’agenzia nazionale di stampa italiana. Ed ecco spiegata la manipolazione dell’informazione. Potremmo, a questo punto, pensare che l’essenza del tempo è alterata dall’agenzia AdnKronos: Adn come Dna e Kronos che, in greco, significa tempo (dici che ho appena creato un’altra tesi del complotto su Internet?).

Ma si dice pure che qualche errore grossolano sia stato commesso, forse per un eccesso di fiducia. Uno, la luce: non sarebbe stata naturale. Il secondo, la bandiera degli Stati Uniti: come faceva a restare orizzontale e a non adagiarsi sull’asta in un luogo in cui non c’è vento?

Il complotto della Terra con giganti e senza dinosauri

Davvero pensi che chi ha costruito il Duomo di Milano o la Basilica di San Pietro abbia fatto una cosa così imponente solo per pura bellezza? Niente affatto. Un’altra delle tesi del complotto che circolano su Internet parla proprio di questo: se le porte del Duomo vigilato dalla Madonnina o della Basilica vaticana sono così grandi è perché una volta la Terra era abitata dai giganti. E perché non ce lo dicono? Perché – ricordano i complottisti – chi controlla la verità del passato controlla anche il nostro futuro. Ecco perché. Bugie e nient’altro per tenerci in pugno. Dici di no? Allora senti questa: quante volte ci hanno detto che ci siamo evoluti prima dai pesci che dalle scimmie? Ecco, allora fai questo esperimento. Prendi un pesce vivo, lo metti su un tavolo ed osserva quanto ci vuole per vedere che gli crescono le gambe e si mette a correre verso l’acqua. Macché teoria dell’evoluzione, per favore. Se aspetti qualche minuto, potrai metterlo in padella o sulla griglia.

Lo stesso dicasi per i dinosauri. Non crederai sul serio che siano veramente esistiti? Guarda che le ossa che sono state ritrovate e con le quali qualche esperto in modellismo ha ricostruito gli scheletri dei dinosauri in realtà appartengono ai giganti sopracitati. Va a finire che Don Chisciotte aveva ragione. E che quelli che aveva davanti erano veramente dei giganti e non dei mulini a vento, come si ostinava a ripetere quel complottista di Sancho Panza.

Il complotto della geografia

Prendi in mano una cartina e troverai non uno, ma diversi complotti preparati da chi vuol farci credere che il mondo è come in realtà non è. A cominciare dai poli. Il Polo Nord in cima al globo (o ad un estremo della Terra piatta, se preferisci)? Niente affatto: quello che ci viene descritto come Polo Nord altro non è che il centro del pianeta. E il Polo Sud? È una linea di confine che circonda e circoscrive tutte le terre che conosciamo.

Inoltre, attorno alla Terra c’è una catena montuosa alta 400 chilometri (che sarà mai l’Everest, che non arriva ai 9 km) e lunga 72mila km (quasi due giri del pianeta, visto che la circonferenza terrestre è di 40.075 km), di colore smeraldo e popolata da guardiani che proteggono da oltre mila anni i confini terrestri e mangiano i prodotti della Terra (guardiani ortolani, insomma). E che c’è oltre quei confini? Altre terre da esplorare. Urge un altro Colombo.

Spiace deludere le centinaia se non migliaia di ragazzi italiani che credono di essere andati in Australia a farsi un’esperienza di lavoro. Secondo una delle tesi del complotto che circolano su Internet, sono sicuramente andati da qualsiasi parte tranne che in Australia. Perché qualcuno ci ha detto, chissà perché, che il Paese oceanico si trova dove dicono le cartine, ma in realtà non è così. L’Australia, – complottista docet – si trova in un punto all’orizzonte visibile dalla cima di un monte della Norvegia. Il tutto ha una sua spiegazione logica.

Dato che, come abbiamo visto, la Terra è piatta, da quel monte norvegese si vede dove il pianeta finisce e ricomincia. Hai presente il videogioco di Pac-Man, quello del cerchietto che si mangia i fantasmini e che se esce da una parte dello schermo rientra da quella opposta? Ecco, sulla Terra sarebbe più o meno così: esci da una parte e rientri in Australia. Se hai qualche dubbio, ci sono fior di piloti aerei a confermarlo.

La geografia dà luogo ad altri complotti. Come quello secondo cui la Finlandia non esiste ma è una ricostruzione architettata da Russia e Giappone per spartirsi il pesce pescato nel mar Baltico. I finlandesi sono, così, stati educati a credere di vivere in un Paese vero.

Chissà se anche nelle scuole del nostro Sud si fa lo stesso per evitare di far sapere ai cittadini di Campobasso che il Molise non esiste. Questa è un’altra delle tesi del complotto che circolano su Internet. Perché? Non c’è un perché. Ma ai sostenitori di questa teoria basta il fatto che nessun italiano sa pronunciare il nome di una specialità culinaria o di una canzone molisana. Con buona pace del capofreddo, del caprino di Montefalcone, dei cavatelli o spigatelli, della centofoglie di Isernia, ecc. Consumate magari mentre si ascolta la Pagliara Maje Maje, un canto molisano di primavera legato al rinnovamento della natura e alla rinascita.

Il complotto dell’11 settembre

Altra tesi del complotto che circola su Internet da quasi 20 anni riguarda gli attentati dell’11 settembre 2001 a New York. Secondo alcuni, la versione del terrorismo islamico che è stata ventilata dall’amministrazione americana non è assolutamente vera, ma dietro gli attacchi c’è un vero e proprio complotto organizzato – tra gli altri – dall’allora presidente Usa George W. Bush per difendere i suoi interessi economici e giustificare le guerre in Afghanistan ed in Iraq.

La tesi del complotto, alimentata ulteriormente dal film-documentario del regista Michael Moore Fahrenheit 9/11, si basa su alcuni dubbi riguardanti la ricostruzione dei fatti e in particolare:

  • le torri non sarebbero crollate per l’impatto degli aerei né per il successivo e conseguente incendio, ma per l’esplosivo piazzato negli edifici qualche giorno prima;
  • tra la famiglia di Osama Bin Laden e la famiglia Bush ci sarebbero stati dei rapporti di affari per oltre 30 anni. Il clan del capo dei terroristi islamici avrebbe finanziato la Arbusto Energy, azienda dei Bush, attraverso un intermediario. Tant’è che nei giorni successivi agli attacchi dell’11 settembre, almeno 24 parenti dell’ex sceicco del terrore sarebbero stati evacuati dagli Stati Uniti nel massimo riserbo e senz’alcun controllo da parte delle autorità locali;
  • il presidente Bush venne a sapere della strage mentre era in una scuola a presentare un libro. Informato dell’accaduto, il capo della Casa Bianca non si scompose, ma rimase a leggere il libro ai bambini per diversi minuti anziché annullare immediatamente l’atto e prendere la situazione in mano da presidente.

Il complotto della morte di papa Luciani

Nemmeno il Vaticano è immune alle tesi del complotto che circolano su Internet. Due quelle più interessati, una delle quali è molto nota. Riguarda la morte di papa Giovanni Paolo I nel 1978 che, secondo alcuni, avvenne nel più intricato mistero.

Come si osa mettere in dubbio la parola dei piani più alti della Chiesa cattolica? Beh, verrebbe da dire che se la sono cercata da soli. Perché, come nel caso degli attacchi dell’11 settembre, la ricostruzione fatta del decesso di Albino Luciani e le omissioni volute dallo stesso Vaticano non hanno fatto altro che alimentare la teoria del complotto secondo cui il «Papa del sorriso» è stato assassinato.

Che cosa non quadra? La più importante delle inspiegabili contraddizioni riguarda la persona che trovò il Papa morto. Il Vaticano si ostinò a dire in un comunicato di poche parole che fu il segretario personale di Luciani, padre McGee, a scoprire il decesso. Successivamente, si seppe che era stata una suora, suor Vincenza Taffarel, a trovare il cadavere di Giovanni Paolo I quando, come ogni mattina, gli lasciò il caffè sul tavolino dell’anticamera e poi vide che il Papa non lo aveva bevuto, com’era sua abitudine.

Altra incongruenza riguarda l’ora del decesso. Il medico del servizio sanitario vaticano, dottor Buzzonetti, lo indicò verso le 23 del 28 settembre. Suor Vicenza, invece (peraltro infermiera ed assistente del Papa per 20 anni), sostenne che la morte avvenne verso le 3 del mattino del 29 e che non si trattò di infarto, ma di embolia polmonare.

E ancora: si disse che Luciani avesse in mano un libro sulla vita dei santi. Ma non si esclude che prima di morire stesse rivedendo alcuni appunti su come intendeva riorganizzare la Curia vaticana e, in particolare, lo Ior.

Ecco che si arriva allo Ior: il complotto sulla morte di Giovanni Paolo I sarebbe stato orchestrato dall’allora capo della Banca vaticana, monsignor Marcinkus, con la complicità del capo del Banco Ambrosiano Roberto Calvi, del segretario di Stato vaticano cardinale Jean Villot, di Licio Gelli e di altri esponenti della Curia. Una dose letale di digitale avrebbe avvelenato il Papa.

E uno dice: bastava fare un’autopsia, no? E, invece, no: il Vaticano si mosse in fretta per imbalsamare il cadavere di Luciani e negò qualsiasi esame autoptico sostenendo che non è possibile farla sul corpo di un Papa. Bugia grande e grossa che alimenta la teoria del complotto: nel 1830 ne fu fatta una su Pio VIII, morto indovinate come? Per presunto avvelenamento.

Il complotto del sosia di Paolo VI

La seconda tesi del complotto che circola su Internet e che interessa in Vaticano riguarda Giovanni Battista Montini, ovvero papa Paolo VI. I complottisti sostengono che la maggior parte delle immagini che conosciamo di Montini sul soglio di Pietro appartengono ad un’altra persona. Un sosia, tanto per capirci. Lo dimostrerebbe, tra le altre cose, questa foto:

Si può vedere a sinistra il cardinale arcivescovo di Milano prima del Pontificato con il naso lungo e affilato, l’orecchio tondo e ampio. A destra, invece, Paolo VI mostra un naso più aquilino e l’orecchio affusolato.

Che è successo, secondo questa teoria del complotto? È successo che Montini sarebbe stato sostituito dalla massoneria dopo essere stato eletto al conclave del 1963, alla morte di Giovanni XXIII. In pratica, Montini sarebbe stato rinchiuso nei sotterranei vaticani e rimpiazzato con un suo sosia.

Inoltre, il «Battente del Bene» della porta di bronzo vaticana raffigura quattro padri consiliari, tra cui Papa Roncalli, di fronte, mentre Paolo VI è stato scolpito di profilo per lasciare in bella mostra incisa sulla mano sinistra la stella a cinque punte che simboleggia la massoneria.

Non ti basta per credere a questa teoria del complotto? Sappi, allora, che su questo sospetto si è pronunciata pure la Madonna. In un’apparizione del 10 aprile 1976, Nostra Signora delle Rose avrebbe detto: «Questo impostore a cui è stata data l’immagine del Papa, proporrà ed ammetterà un modo per compromettere il mondo. È un programma diabolico per screditare il vero Vicario e per distruggerlo». Attenzione, perché la Vergine avrebbe anche dato dei dettagli e fatto dei nomi: «Da lui non riceverete la verità, il vero Vicario è prigioniero. Agostino Casaroli (membro della Curia e segretario di Stato con Wojtyla, ndr), condannerete la vostra anima all’inferno! Giovanni Benelli (diplomatico della Santa Sede, ndr), che strada avete preso? Siete sulla strada per l’inferno e per la dannazione!». Poi, un ultimo nome pronunciato dalla Madonna, accusato di essere «capo della malvagità, introito tra i traditori». Il nome è quello del cardinale Jean Villot. Sì, proprio lui: lo stesso segretario di Stato accusato di avere partecipato al complotto per uccidere Albino Luciani.

Il complotto di Harry Potter

Meno trascendentale, ma altrettanto clamorosa è la tesi del complotto che circola su Internet e che riguarda la scrittrice JK Rowling, ovvero la «mamma» di Harry Potter. Sempre che sia esistita, perché dicono alcuni che la Rowling è soltanto una montatura frutto dell’immaginazione dell’industria editoriale per creare una saga di libri e di film dal successo garantito.

I complottisti, insomma, guidati da una regista norvegese, non accettano che un talento come quello della Rowling riesca a scrivere sei libri tradotti in 55 lingue e a vendere oltre 250mila copie in meno di 10 anni.

Il complotto dei Beatles

Sarà l’invidia? Se un genio come quello di JK Rowling non può essere mai esistito, figuriamoci i Beatles. Non basta sostenere che Paul McCartney sia morto e che sia stato sostituito con un sosia (mica ce li hanno solo i papi i sosia), ma addirittura tutta la band sarebbe stata composta da controfigure.

Insomma, come la Rowling, nemmeno i Beatles sono esistiti. I più acuti complottisti hanno messo a confronto le foto che via via venivano pubblicate durante gli anni ’60, cioè quelli di maggior successo dei Fab Four. E hanno riscontrato vistose differenze tra le orecchie, i nasi, i denti e le sopracciglia di John, Paul, George e Ringo. Conclusione: di tanto in tanto, a salire sui palchi erano dei cantanti diversi.

Il complotto di McCartney morto in un incidente stradale nel 1966, però, è il più documentato. La famosa foto dei Beatles che attraversano la strada sulle strisce pedonali è quella che ha dato maggiore adito a questa teoria. Si chiedono i sospettosi: perché Paul è l’unico che cammina a piedi nudi? Perché ha una luce diversa?

L’interpretazione dei complottisti sarebbe questa: ad aprire il corteo sulle strisce c’è Lennon vestito di bianco, cioè il grande sacerdote che celebrerà il funerale. Dietro c’è Ringo vestito di nero, cioè colui che porta la bara. Quindi McCartney a piedi nudi, cioè la salma. E, infine, Harrison in jeans sarà l’incaricato di scavare la fossa.

Poi c’è il maggiolino parcheggiato a sinistra, con la targa LMW (Linda McCartney widow, cioè vedova) 28IF, letta «28 SE» in italiano. Cioè 28 anni SE fossi stato vivo.

E poi una sfilza di quelle che si ritengono coincidenze ma che per i complottisti tali non sono. Citazioni di versi di canzoni dei Beatles, letti anche al contrario, a cui si attribuisce un riferimento all’assenza di McCartney. Forse da allora quello che attualmente dice di essere Paul McCartney fa perennemente le corna con le mani quando non suona il basso?

L’ex beatle non è l’unico artista ad essere morto: chiedete alla povera Avril Lavigne, presuntamente deceduta nel 2003 e rimpiazzata dalla sua casa discografica da una sosia (ma quanti ce ne sono in giro?) secondo una teoria che gira sul web. E che lei ha smentito di recente. Sempre che sia proprio lei a parlare, ovviamente.

Ma ci sono anche quelli a cui hanno fatto il funerale e che, secondo le tesi del complotto, non sono mai passati a miglior vita. Due nomi su tutti? Elvis Presley e Michael Jackson. Quest’ultimo, addirittura, sarebbe stato ripreso in un video amatoriale che circola sul web mentre veniva riportato a casa dall’ospedale in un Suv quando ormai il mondo intero piangeva la sua scomparsa.

Il complotto dell’incendio di Notre Dame

Tra le tesi del complotto che circolano su Internet poteva forse mancare l’incendio della cattedrale di Notre Dame di Parigi? Certo che no. Allora, la versione ufficiale dice che l’incendio è stato accidentale. Troppo facile, vero? Ecco che scendono in campo i complottisti dall’occhio attento per sostenere che, in realtà, è stato provocato.

Nelle immagini di quella drammatica serata, tra le due torri della cattedrale e quando le fiamme avevano già avvolto il tetto dell’edificio, si vedrebbe un uomo che cammina con una tunica ed un copricapo islamici. Forse un’illusione provocata dalla voglia di trovare a tutti i costi un attentatore, possibilmente musulmano. In realtà, potrebbe trattarsi di un vigile del fuoco con giacca e gilet catarifrangente. E con in testa non un copricapo islamico, ma un casco.


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