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La nuova riforma delle pensioni

13 Agosto 2019 | Autore:
La nuova riforma delle pensioni

Pensione quota 100, proroga opzione donna, blocco dei requisiti per la pensione anticipata, pace contributiva e riscatto laurea agevolato: le novità della previdenza.

Nel 2019 sono intervenuti numerosi ed importantissimi cambiamenti in materia di pensioni: grazie al cosiddetto decreto Welfare [1], difatti, è diventata operativa una nuova tipologia di pensione anticipata, cosiddetta quota 100, mentre sono stati bloccati, sino al 31 dicembre 2026, i requisiti per la pensione anticipata ordinaria. È stata inoltre prorogata l’opzione donna, una tipologia di pensione che consente alle lavoratrici di cesare l’attività con un minimo di 58 anni di età.

Inoltre, per chi, privo di contributi precedenti al 1996, vuole recuperare dei periodi scoperti ai fini della pensione, è stata prevista la possibilità di riscatto attraverso la cosiddetta pace contributiva; per i laureati, è invece possibile beneficiare del cosiddetto riscatto agevolato del corso di studi.

La nuova riforma delle pensioni, insomma (così è stato ribattezzato quest’intervento normativo), contiene diversi incentivi per agevolare nell’uscita dal lavoro.

Attenzione, però: non si tratta di una vera e propria riforma delle pensioni: l’apparato previsto dalla legge Monti Fornero [2], ultima vera e propria riforma della previdenza, resta infatti lo stesso, anche se è stato reso più flessibile.

Ricapitoliamo allora le principali novità in materia di previdenza introdotte nel 2019.

Pensione quota 100

La pensione quota 100 è una tipologia di pensione anticipata; per la precisione, il trattamento è denominato pensione anticipata con opzione quota 100.

Il trattamento può essere ottenuto da chi possiede:

  • almeno 62 anni di età;
  • almeno 38 anni di contributi, accreditati presso le gestioni amministrate dall’Inps, di cui almeno 35 anni al netto dei contributi figurativi accreditati per disoccupazione e malattia; è possibile cumulare, cioè sommare i contributi accreditati presso gestioni previdenziali Inps diverse; sono utili anche i periodi accreditati all’estero, in Paesi UE o convenzionati con l’Italia.

Per ottenere la quota 100 è inoltre necessario:

  • attendere una finestra, dalla data di maturazione dei requisiti alla decorrenza della pensione, pari a 3 mesi, se si è lavoratori del settore privato;
  • attendere una finestra, dalla data di maturazione dei requisiti alla decorrenza della pensione, pari a 6 mesi, e fornire all’amministrazione di appartenenza un preavviso di 6 mesi, se si è lavoratori pubblici;
  • cessare l’attività lavorativa dipendente.

Dalla decorrenza della pensione sino al compimento dell’età per la pensione di vecchiaia, è permesso conseguire soltanto redditi di lavoro occasionale, sino a 5mila euro annui. Inoltre, è consentito il conseguimento di alcune tipologie di reddito indirettamente collegate all’attività lavorativa, come i rimborsi spese o l’indennità di mancato preavviso. La pensione è calcolata senza penalizzazioni di alcun genere, ma è sospesa nel caso in cui siano conseguiti redditi incumulabili.

Per approfondire: Come funziona la pensione quota 100.

Nuova opzione donna

La pensione con opzione donna è una pensione di anzianità, introdotta in via sperimentale dalla legge Maroni [3], che consente alle lavoratrici di cessare l’attività con un forte anticipo, in cambio di un ricalcolo della prestazione col sistema contributivo (solitamente sfavorevole, perché basato sui soli contributi accreditati e non sugli ultimi stipendi o redditi).

L’opzione donna è stata prorogata dalla nuova riforma delle pensioni, e ora può essere ottenuta coi seguenti requisiti:

  • aver compiuto 58 anni di età e avere alle spalle almeno 35 anni di contributi al 31 dicembre 2018, se lavoratrici dipendenti;
  • aver compiuto 59 anni di età e avere alle spalle almeno 35 anni di contributi al 31 dicembre 2018, se lavoratrici autonome.

Dal momento della maturazione dei requisiti al momento della liquidazione della pensione si deve attendere un periodo, detto finestra, pari a:

  • 12 mesi per le lavoratrici dipendenti;
  • 18 mesi per le lavoratrici autonome;
  • per le lavoratrici della scuola, si deve attendere il 1° settembre di ogni anno (o il 1° novembre per le appartenenti al comparto dell’Alta Formazione Artistica Musicale e Coreutica AFAM), in quanto si applica la finestra annuale.

Per approfondire: Nuova opzione donna

Blocco dei requisiti per la pensione anticipata

La nuova normativa sulle pensioni ha anche bloccato i requisiti per la pensione anticipata. Sino al 31 dicembre 2026, per ottenere il trattamento bisogna conseguire:

  • 42 anni e 10 mesi di contributi, se uomini;
  • 41 anni e 10 mesi di contributi, se donne.

È necessaria l’attesa di una finestra pari a 3 mesi, dal momento della maturazione dei requisiti.

Per saperne di più: Come funziona la pensione anticipata.

Pace contributiva

La pace contributiva consiste nella possibilità di riscattare, con onere agevolato, tutti i periodi scoperti da contribuzione compresi tra:

  • l’anno di prima iscrizione a una gestione previdenziale amministrata dall’Inps;
  • l’anno in cui risulta accreditato l’ultimo contributo presso una gestione previdenziale Inps;

I periodi da riscattare non devono essere soggetti a obbligo contributivo, o già coperti da contribuzione versata presso altre forme di previdenza obbligatoria. Possono accedere alla misura soltanto le persone prive di contributi al 31 dicembre 1995.

Il costo del riscatto si calcola in questo modo, col sistema interamente contributivo:

  • per ogni anno da recuperare bisogna applicare, al reddito imponibile degli ultimi 12 mesi, l’aliquota contributiva vigente nella gestione previdenziale a cui appartiene l’iscritto (33% per i dipendenti);
  • bisogna poi moltiplicare il risultato per il numero di anni da riscattare;
  • nel caso in cui i periodi siano più brevi, o non risultino annualità intere, si deve rapportare l’imponibile dell’ultimo anno a mese, o a settimana;
  • quando l’imponibile è inferiore al reddito minimale, o non sono stati percepiti redditi, l’aliquota si applica sul minimale annuo.

L’onere di riscatto è rateizzabile in un massimo di 120 rate, ossia in 10 anni.

Riscatto agevolato della laurea

Il riscatto agevolato della laurea consiste nella possibilità di recuperare, con un onere più leggero, il costo degli anni del corso di studi, relativamente ai soli periodi da valutare con il sistema contributivo.

Il costo del riscatto si calcola in questo modo:

  • per ogni anno da recuperare bisogna applicare, al reddito imponibile minimo vigente nella gestione Inps Commercianti (15.878 euro per il 2019) al momento della domanda, l’aliquota contributiva vigente nella gestione previdenziale dei lavoratori dipendenti (33%);
  • bisogna poi moltiplicare il risultato per il numero di anni da riscattare;
  • nel caso in cui i periodi siano più brevi, o non risultino annualità intere, si deve rapportare l’imponibile dell’ultimo anno a mese, o a settimana;

Mario si avvale del riscatto agevolato, presentando la relativa domanda, nel 2019. Per calcolare il costo di un anno di riscatto deve eseguire quest’operazione: 15878 x 33%; dunque per ogni anno riscattato deve versare 5.240 euro circa.

note

[1] DL 4/2019.

[2] DL 201/2011.

[3] L. 234/2004.

Autore immagine: 123rf.com


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