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Fino a che età si può andare in galera?

19 Agosto 2019 | Autore:
Fino a che età si può andare in galera?

Detenzione domiciliare per persone anziane: cos’è e come funziona? Un settantenne può andare in prigione? Per quali reati si va sempre in carcere?

Chi rompe, paga: un principio tanto semplice quanto scontato. In termini giuridici, quanto detto significa che chi sbaglia deve subire le conseguenze: ad esempio, se causi un sinistro stradale dovrai risarcire gli altri automobilisti; se commetti un furto, dovrai affrontare un processo penale al termine del quale potresti essere condannato alla galera. Proprio su quest’ultimo aspetto vorrei soffermarmi, cioè su quello inerente alla responsabilità penale. Devi sapere che non tutti i condannati sono chiamati a scontare la loro pena in carcere: ne esistono alcuni, infatti, che per legge non possono andare in prigione. Non si tratta solamente delle persone non imputabili perché, ad esempio, malate di mente, ma anche di chi è particolarmente anziano. Fino a che età si può andare in galera?

Forse non lo sapevi, ma esiste un limite massimo oltre il quale non è possibile finire in carcere, a meno che non si è autori di reati che la legge ritiene particolarmente grave e che, pertanto, meritano la massima sanzione anche nel caso di persona molto anziana. Il motivo per cui una persona entrata nella terza età non può andare in galera è piuttosto semplice: l’ordinamento giuridico ritiene deleterio per la salute la permanenza in un luogo come la prigione, preferendo a quest’ultima la detenzione domiciliare. Se ne vuoi sapere di più sull’argomento, prosegui nella lettura: vedremo insieme fino a che età si può andare in galera.

Le persone anziane vanno in prigione?

Qual è il limite massimo di età per poter scontare la pena in prigione? Secondo la legge [1], la pena detentiva può essere espiata nella propria abitazione o in altro luogo pubblico di cura, assistenza ed accoglienza, quando trattasi di persona che, al momento dell’inizio dell’esecuzione della pena, o dopo l’inizio della stessa, abbia compiuto i settanta anni di età.

In pratica, la legge prevede la detenzione domiciliare per coloro che, avendo compiuto i settant’anni, devono scontare la pena del carcere. L’età deve essere valutata nel momento in cui la persona è chiamata concretamente ad espiare la pena: di conseguenza, bisognerà valutare l’età del condannato quando la pena della reclusione è divenuta definitiva.

La legge dice altresì che la detenzione domiciliare può essere chiesta anche da colui che, all’inizio dell’esecuzione della pena, non aveva ancora settant’anni, ma che li ha compiuti mentre era in carcere: in un’ipotesi del genere, il resto della sanzione detentiva può essere scontata a casa.

Detenzione domiciliare per persone anziane: come si chiede?

La detenzione domiciliare per persone anziane non si applica automaticamente, nel senso che la legge non impedisce al settantenne di andare in carcere: semplicemente, viene offerta la possibilità al condannato avanti con l’età di richiedere, personalmente o a mezzo avvocato, di ottenere questo particolare beneficio.

Nello specifico, la persona anziana può chiedere la detenzione domiciliare seguendo una di queste due strade:

  • se l’esecuzione della pena è già iniziata, la misura è concessa dal tribunale di sorveglianza competente, ovvero provvisoriamente dal magistrato di sorveglianza nel caso di grave pregiudizio derivante dalla protrazione dello stato di detenzione. L’istanza andrà quindi rivolta al tribunale di sorveglianza;
  • se l’esecuzione della pena non è iniziata, il pubblico ministero ne dichiara la momentanea sospensione. L’ordine di esecuzione e il decreto di sospensione sono notificati al condannato che entro trenta giorni può presentare l’istanza di concessione della misura. L’istanza viene dunque trasmessa dal pubblico ministero al tribunale di sorveglianza che dovrà decidere entro quarantacinque giorni dal ricevimento.

Quando un settantenne può andare in prigione?

La misura alternativa al carcere rappresentata dalla detenzione domiciliare non si applica sempre: esistono dei casi in cui, sebbene il condannato abbia settant’anni (e anche di più), non è possibile sfuggire alla pena della reclusione.

La legge esclude che la detenzione domiciliare si possa applicare alla persona che abbia superato i settant’anni quando la condanna riguardi uno dei seguenti reati:

  • delitti contro la libertà individuale, come la riduzione o il mantenimento in stato di schiavitù o servitù, la prostituzione minorile e tutti i delitti contro i minori (pedopornografia, ecc.);
  • violenza sessuale, violenza sessuale di gruppo e atti sessuali con minorenne;
  • associazione per delinquere di stampo mafioso e narcotraffico;
  • gravi delitti contro la pubblica amministrazione, come peculato, concussione e corruzione.

Inoltre, va comunque in carcere senza alcun limite d’età il condannato recidivo o che sia stato dichiarato delinquente abituale, professionale o per tendenza.

In questi casi, la detenzione domiciliare è esclusa per via del fatto che la persona riconosciuta colpevole dalla giustizia mostra una particolare attitudine al crimine, nel senso che non è la prima volta che trasgredisce alla legge e nulla fa pensare che, nonostante l’età, non possa proseguire a delinquere se lasciato a casa a scontare la pena.

note

[1] Art. 47-ter cod. pen.

Autore immagine: Pixabay.com


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