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Gratuito patrocinio: procedura

29 Agosto 2019 | Autore:
Gratuito patrocinio: procedura

Patrocinio a spese dello Stato: guida completa su come ottenerlo. Come si prepara l’istanza di ammissione? A chi va consegnata? Cosa fare in caso di rigetto?

Il gratuito patrocinio consente a coloro che non dispongono di adeguate risorse economiche di potersi avvalere di un avvocato esattamente come ogni altra persona, con la differenza che l’onorario del difensore viene pagato dallo Stato. In pratica, il gratuito patrocinio fa sì che anche colui che non abbia alcun reddito possa essere difeso in tribunale, senza dover sborsare neanche un centesimo. Per ottenere il gratuito patrocinio, però, occorre seguire una precisa procedura, della quale vorrei parlarti con il presente articolo.

Il patrocinio a spese dello Stato può essere concesso solamente al ricorrere di determinate condizioni: comprenderai, infatti, che non tutti possono accedervi, ma soltanto coloro che soddisfano i requisiti reddituali (e non solo) previsti dalla legge. Per far ciò, occorrerà dichiarare, sotto la propria responsabilità, di essere in possesso delle condizioni stabilite. Ovviamente, un ruolo fondamentale riveste l’avvocato, il quale potrà aiutare il proprio assistito a compilare correttamente tutta la documentazione necessaria. Se ne vuoi sapere di più su questo argomento, prosegui nella lettura: ti spiegherò qual è la procedura per il gratuito patrocinio.

Patrocinio a spese dello Stato: cos’è?

Come anticipato, il patrocinio a spese dello Stato (o gratuito patrocinio) consente alla persona che, a qualunque titolo, abbia bisogno di rivolgersi alla giustizia italiana di poterlo fare con l’assistenza di un avvocato.

Come senz’altro saprai, salvo poche eccezioni la legge prevede che colui che si trovi in giudizio debba necessariamente essere rappresentato da un difensore. Ora, poiché gli avvocati non sono pagati dallo Stato (non sono dipendenti pubblici, in pratica) ma dal cliente, l’individuo che ha necessità di essere tutelato davanti al giudice ma che non può pagare la parcella del difensore si troverebbe nell’incresciosa situazione di dover rinunciare al proprio diritto alla difesa.

Proprio per evitare ciò, la Costituzione italiana [1] dice che sono assicurati ai non abbienti, con appositi istituti, i mezzi per agire e difendersi davanti ad ogni giurisdizione. In buona sostanza, il gratuito patrocinio trova il proprio fondamento direttamente in Costituzione; se tale istituto non esistesse, verrebbe violato il principio, anch’esso costituzionale, per cui il diritto alla difesa è inviolabile in ogni stato e grado del procedimento.

Il patrocinio a spese dello Stato è previsto per ogni tipo di processo: civile, amministrativo, penale, tributario, ecc. Sostanzialmente, però, possiamo limitarci ad operare solamente due distinzioni:

  • il patrocinio a spese dello Stato nei giudizi civili e amministrativi;
  • il patrocinio a spese dello Stato nei giudizi penali.

Vediamo più da vicino qual è la procedura per ottenere il gratuito patrocinio.

Gratuito patrocinio nei giudizi civili e amministrativi

Cominciamo a spiegare qual è la procedura per il gratuito patrocinio nei giudizi civili e amministrativi. Va immediatamente detto che, in tale ambito, è possibile ottenere il gratuito patrocinio sia nel caso in cui ci si debba difendere in giudizio (ad esempio, dall’atto di citazione, dal ricorso o dal decreto ingiuntivo di controparte) sia nel caso contrario, cioè quando sia necessario convenire un altro davanti al giudice: ciò significa, in poche parole, che potrai chiedere il gratuito patrocinio non solo per “giocare in difesa”, cioè per difenderti da una pretesa altrui, ma anche per “attaccare”, cioè per far valere un tuo diritto, ad esempio per chiedere il pagamento di un debito.

Il gratuito patrocinio, inoltre, può essere richiesto anche nelle procedure di volontaria giurisdizione (separazioni consensuali, divorzi congiunti, nomina di amministratore di sostegno o di tutore, ecc.).

Da precisare, poi, che l’ammissione al gratuito patrocinio è valida per ogni grado del processo e per le procedure connesse: ciò significa che, se ottieni il gratuito patrocinio per il primo grado di giudizio, questo si estenderà anche al giudizio di appello e a quello eventuale di Cassazione, salvo che, nel frattempo, i requisiti reddituali non si siano modificati.

Come chiedere il gratuito patrocinio nel processo civile?

Vediamo qual è la procedura da seguire per chiedere il gratuito patrocinio in un processo civile o amministrativo. Va subito detto che l’istanza di ammissione si presenta presso la segreteria del consiglio dell’ordine degli avvocati del luogo ove:

  • ha sede il giudice davanti al quale è in corso il processo;
  • ha sede il giudice competente a conoscere del merito, se il processo non è ancora in corso;
  • ha sede il giudice che ha emesso il provvedimento impugnato per i ricorsi in Cassazione, Consiglio di Stato, Corte dei Conti.

L’istanza può essere presentata personalmente dall’interessato con allegata fotocopia di un documento di identità valido, oppure può essere presentata dall’avvocato che dovrà autenticare la firma di chi sottoscrive la domanda. L’istanza può, in alternativa, essere inviata a mezzo raccomandata con avviso di ricevimento con allegata fotocopia di un documento di identità valido del richiedente.

L’istanza va scritta in carta semplice e deve contenere le indicazioni che ti illustrerò nel prossimo paragrafo; tuttavia, praticamente tutte le segreterie dei consigli degli ordini sono in possesso di modelli prestampati che vanno semplicemente compilati. Il consiglio, dunque, è di recarti prima presso il consiglio dell’ordine presso il tuo tribunale e prelevare uno dei modelli, a meno che tu non ti sia già rivolto ad un avvocato per farti seguire nella procedura.

Gratuito patrocinio: come si prepara l’istanza?

L’istanza di ammissione al gratuito patrocinio deve indicare:

  • le generalità anagrafiche e codice fiscale del richiedente e dei componenti il suo nucleo familiare;
  • l’attestazione, sotto la propria responsabilità, dei redditi percepiti l’anno precedente alla domanda (autocertificazione);
  • l’impegno a comunicare le eventuali variazioni di reddito rilevanti ai fini dell’ammissione al beneficio;
  • se il giudizio è già stato instaurato, l’autorità giudiziaria competente e la data della prossima udienza;
  • le generalità e la residenza della controparte processuale;
  • le ragioni di fatto e di diritto utili a valutare la fondatezza della pretesa da far valere;
  • i mezzi di prova di cui intendi avvalerti (documenti, contatti, testimoni, consulenza tecniche, ecc.).

Riporta minuziosamente tutte le informazioni sopra richieste: se non lo farai, la tua istanza potrebbe essere rigettata per carenza di condizioni oppure perché ritenuta immeritevole (è il caso in cui l’azione giudiziaria si presenti palesemente pretestuosa e/o infondata).

Limite di reddito per chiedere il gratuito patrocinio

La condizione fondamentale da rispettare affinché la procedura di gratuito patrocinio possa andare in porto è quella riguardante il reddito. Per essere ammessi al patrocinio a spese dello Stato è necessario che il richiedente sia titolare di un reddito annuo imponibile, risultante dall’ultima dichiarazione, non superiore a 11.493,82 euro [2]. 

Se l’istante convive con il coniuge, l’unito civilmente o con altri familiari, il reddito è costituito dalla somma dei redditi conseguiti nel medesimo periodo da ogni componente della famiglia, compreso il richiedente.
Eccezionalmente, si tiene conto del solo reddito personale quando sono oggetto della causa diritti della personalità, ovvero nei processi in cui gli interessi del richiedente sono in conflitto con quelli degli altri componenti il nucleo familiare con lui conviventi (pensa ad una causa di separazione, ad esempio).

Il gratuito patrocinio nei giudizi penali

Quanto detto nei paragrafi precedenti a proposito della procedura di gratuito patrocinio vale anche per i giudizi penali, con le seguenti differenze:

  • il limite di reddito visto prima (11.493.82 euro) è aumentato di 1032,91 euro per ogni familiare eventualmente convivente con l’interessato;
  • l’istanza di ammissione al gratuito patrocinio va presentata non alla segreteria del consiglio dell’ordine degli avvocati, bensì direttamente alla cancelleria del giudice competente (gip se si è nella fase delle indagini preliminari; giudice di merito se c’è stato rinvio a giudizio). Se il richiedente è detenuto, la domanda può essere presentata al direttore dell’istituto carcerario che ne cura la trasmissione al magistrato che procede. Sulla richiesta di ammissione al gratuito patrocinio decide il giudice con decreto motivato che viene depositato in cancelleria;
  • l’istanza, per ovvie ragioni, non deve riportare le generalità e la residenza della controparte processuale, le ragioni di fatto e di diritto utili a valutare la fondatezza della pretesa da far valere, i mezzi di prova di cui ci si intende avvalere.
  • il gratuito patrocinio penale è sempre escluso per gli imputati accusati di reati di evasione in materia di imposte, se il richiedente è assistito da più di un difensore (è ammesso, invece, nei procedimenti relativi a contravvenzioni); per i condannati con sentenza definitiva per i reati di associazione mafiosa, e connessi al traffico di tabacchi e agli stupefacenti.

Rigetto del gratuito patrocinio: cosa fare?

È possibile che l’istanza di ammissione al gratuito patrocinio non venga accolta dal Consiglio dell’ordine degli avvocati (nel caso di giudizio civile o amministrativo) oppure dal giudice (nel caso di processo penale). Cosa fare in questa ipotesi? Dipende dal tipo di procedura:

  • nel caso di gratuito patrocinio civile o amministrativo, è possibile proporre l’istanza di ammissione al giudice competente per il giudizio, che decide con decreto;
  • nel caso di gratuito patrocinio penale, contro il provvedimento di rigetto è possibile fare ricorso al presidente del tribunale o della corte di appello entro venti giorni dal momento in cui se ne è avuta conoscenza. Il ricorso va notificato anche all’Ufficio delle Entrate. Contro l’ulteriore provvedimento negativo è possibile fare ricorso per Cassazione entro venti giorni; stessa possibilità è offerta all’ufficio delle entrate nel caso di accoglimento dell’istanza. Il ricorso, ad ogni modo, non sospende l’esecuzione del provvedimento impugnato.

note

[1] Art. 24 Cost.

[2] D.m. 16 gennaio 2018 in G.U. n. 49 del 28 febbraio 2018.

Autore immagine: Pixabay.com


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