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Fumo passivo da canna: è dannoso?

14 Agosto 2019 | Autore:
Fumo passivo da canna: è dannoso?

Inalare il fumo da marijuana e quello delle normali sigarette provoca gli stessi effetti a cuore e polmoni? Si può dare positivi ad un test antidroga?

Un minuto di fumo passivo da canna può provocare fino a 90 minuti di effetti dannosi sull’apparato cardiovascolare. Lo afferma un gruppo di ricercatori dell’Università della California di San Francisco. Anche se i sostenitori dello spinello definiscono questo studio «roba da proibizionisti». Chi ha ragione, allora? Il fumo passivo da canna è dannoso oppure tale ipotesi è solo una campagna contro l’uso della cannabis?

Bisognerebbe, intanto, precisare di quale tipo di danno si vuole parlare, se di quello causato solo dalla cannabis o di quello provocato dalla sigaretta che contiene la cannabis. Cioè del solo contenuto o di tutto l’insieme. Tecnicamente, il fumo sprigionato da uno spinello contiene le sostanze della combustione dell’erba e della carta che l’avvolge, come nelle normali sigarette. Si può mettere in dubbio il fatto che il contenuto non è lo stesso, ma rimane il concetto. Resta, quindi, da stabilire la differenza tra la combustione della marijuana e quella del tabacco e, quindi, quanto può essere dannoso il fumo passivo da canna.

Altri effetti collaterali del respirare il fumo da canna, studiati sempre negli Stati Uniti, possono essere l’alterazione del battito cardiaco e la positività al test antidroga. Escluso, a quanto pare, che chi aspira indirettamente quel fumo «sballi» come chi lo fa direttamente: la parte più «rilassante» se la prende tutta quest’ultimo.

Vediamo di capirne di più.

Fumo passivo da canna: che cosa si respira?

L’abbiamo accennato poco fa. Tecnicamente, e per quanto riguarda i polmoni, il fumo passivo da canna e quello della normale sigaretta sono dannosi allo stesso modo?

Partiamo col dire che per il fumatore cambia poco, il che fa dedurre che anche per chi lo respira indirettamente non è proprio una boccata di salute. Lo spinello e la comune «bionda» hanno in comune molte sostanze tossiche responsabili, ad esempio, della bronchite, cioè dell’infiammazione dei bronchi, e della Bpco, vale a dire della broncopneumopatia cronica ostruttiva. Ma anche del tumore ai polmoni.

Bisogna tener presente che il fumo da marijuana sprigiona nell’aria sostanze come l’ammoniaca ed i cianuri, quindi veleni che si trovano anche nelle normali sigarette.

Fumo passivo da canna: che cosa provoca?

Come detto, gli effetti del fumo passivo da canna sono molto simili, per non dire uguali, a quelli provocati dalla normale sigaretta. Oltre al rischio di tumore, di bronchite o di Bpco, il fumo da cannabis può creare altri problemi ai polmoni, come delle sacche d’aria, soprattutto nei fumatori con meno di 45 anni. Queste bolle possono causare affanno e se scoppiano all’improvviso si può rischiare la pelle.

Altre complicazioni possono essere l’asma e la fibrosi cistica, la quale è in grado di limitare la capacità respiratoria e di aumentare il rischio di infezioni polmonari.

C’è da considerare anche il fatto che il fumatore di canna di solito aspira più profondamente il fumo e non usa il filtro, il che lo espone a maggiori pericoli per la salute.

Tutto ciò fa dedurre che i rischi del fumo passivo da canna e quelli della sigaretta tradizionale sono praticamente gli stessi. Si pensi che ogni anno muoiono circa 600mila persone in tutto il mondo a causa del fumo passivo.

Fumo passivo da canna: cosa dicono le ricerche?

Abbiamo anticipato all’inizio il risultato di un paio di ricerche effettuate negli Stati Uniti a proposito del fumo passivo da canna.

Entrando nei dettagli della ricerca dell’Università della California, realizzata su animali da laboratorio, un solo minuto di esposizione al fumo passivo della marijuana può provocare un’alterazione dell’endotelio vascolare, cioè della superficie interna del vaso sanguigno, e di causare, pertanto, un danno all’apparato cardiovascolare della durata di 90 minuti anziché di 30 minuti, come succede con il fumo passivo delle sigarette. In sostanza: respiri la canna di un altro per un minuto e passi un’ora e mezza piuttosto complicata.

Questo, secondo gli scienziati di San Francisco, a causa dell’alterazione della dilatazione flusso-mediata, funzione che non torna alla normalità prima di quel tempo. Tale alterazione sarebbe provocata dai composti chimici delle particelle derivate dalla combustione di sostanze organiche.

Altri ricercatori americani hanno individuato nel fumo passivo da canna il rischio di un modesto aumento del battito cardiaco e dell’appetito, mentre le facoltà cognitive non subirebbero delle variazioni. Detto in parole semplici: sballa solo chi fuma direttamente lo spinello, non chi respira il fumo passivo.

Fumo passivo da canna: si dà positivo al test antidroga?

Qui non si parla di un danno alla salute, ma di un altro rischio derivato dal fumo passivo da canna: che succede se sono stato in un locale dove gli altri fumavano degli spinelli e poi mi metto alla guida? Posso dare positivo al test antidroga?

Dicono gli scienziati (sempre americani) che in base ai test effettuati tramite un prelievo delle urine la risposta è sì. Tuttavia, la positività è stata riscontrata nei soggetti che avevano respirato il fumo da marijuana in un locale chiuso e senza ricambio d’aria, mentre quelli che l’hanno inalato in un luogo dove il ricambio d’aria era garantito sono risultati negativi al test.


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