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Salvini ci ripensa: niente crisi, prima la legge sul taglio dei parlamentari

13 Agosto 2019
Salvini ci ripensa: niente crisi, prima la legge sul taglio dei parlamentari

Salvini fa marcia indietro: niente crisi prima del taglio dei parlamentari. Ma la nuova legge entrerà in vigore alle successive elezioni e non toccherà comunque la Lega.

A volte ritornano. Matteo Salvini ha deciso di non ritirare più i suoi ministri, forse timoroso che in sua assenza si potesse decidere un rimpasto con nuovi ministri. Ma il vero colpo di scena è un altro: il leader del Carroccio non vuole più far cadere il governo, non almeno prima di aver approvato la legge costituzionale sul taglio dei parlamentari. Ossia circa 9 mesi. 9 mesi in cui resterebbe in piedi il vecchio esecutivo approvando anche la prossima legge di bilancio. Con buona pace per le clausole di salvaguardia e dell’aumento dell’Iva che, in questo modo, verrebbe sterilizzato se dovessero essere trovate le coperture.

«Ho sentito più volte Di Maio in questi giorni chiedere il taglio dei parlamentari”, ha esordito Salvini in Aula al Senato. «Prendo la palla al balzo: la Lega voterà per anticipare il taglio dei parlamentari, si chiude in bellezza con la promessa fatta agli italiani e poi, per dignità e onestà, si va subito al voto».

Applausi dei senatori della Lega e di parte del M5s alla proposta del vicepremier Matteo Salvini di approvare il taglio del numero dei parlamentari, e poi votare. «Vedo che ora il Pd non applaude più e qualche abbronzatura si spegne», ha aggiunto Salvini.

Il ministro dell’Interno ha insistito sulla necessità di andare al più presto alle elezioni: «Chi ha paura del voto – ha attaccato – vuol dire che ha la coscienza sporca, allora si inventa l’Iva, i marziani, il mojito e il Papeete. Ma non sapevo – ha ironizzato Salvini – che era reato andare in spiaggia, ho imparato anche questo». E a chi lo accusa di essere fascista: «Mai conosciuto un fascista che vuole dare la parola al popolo».

Più volte interrotto dai banchi del Partito Democratico, Salvini si è rivolto al M5S dicendo: «Amici dei 5 Stelle, vi consiglio di pensarci due volte prima di allearvi con questi qua».

«Abbiamo accettato la sfida del taglio dei parlamentari. Adesso vediamo cosa farà Di Maio, che ovunque e ripetutamente, ha detto: ‘tagliamo e poi subito al voto’. Mi aspetto coerenza da Di Maio. Se poi uno taglia e fa l’inciucio lo stesso con il Pd, lo spiegherà al Paese…»

Quindi, l’affondo finale: «Noi andiamo a testa alta a chiedere agli italiani la possibilità di prendere per mano questo Paese per i prossimi cinque anni – ha concluso il vicepremier leghista – e non abbiamo paura di alzarci dalle poltrone dei ministeri o del Senato. Chi ha paura muore ogni giorno, chi non ha paura muore una volta sola. Viva la libertà, viva l’Italia, viva la democrazia».

Salvini, dunque, dice di non avere paura di niente e di nessuno. Non la pensa così la presidente del Gruppo Misto, Loredana De Petris (Leu), che nel suo intervento in Aula ha detto: “E’ vero che lei non ha paura del voto, ha paura dei processi: è il capitano coraggioso che in aula è venuto per chiedere l’immunità”.

Più pepato il commento su Facebook di Matteo Renzi, che Salvini ha continuamente attaccato durante il suo intervento: “Salvini ha fatto un intervento di 10 minuti – ha scritto l’ex premier sul social – e mi ha citato 13 volte. Renzi, Renzi, Renzi… O è innamorato o è ossessionato. O tutte e due. #CapitanFracassa”.

Cosa succederà ora? La procedura della crisi di governo è già stata attivata e Conte dovrà presentarsi il 20 agosto alle Camere. Lì, se non dovesse essere più votata la sfiducia, l’Esecutivo resterebbe in piedi. Ma ci vuole prima il consenso dei 5 Stelle. Da sola, la Lega non ha il potere di confermare l’Esecutivo. Non almeno con questo Parlamento.

Tuttavia, e se ci fossero ancora le condizioni per tenere in piedi la presente legislatura per approvare il taglio dei parlamentari, le prossime elezioni potrebbero essere più lontane rispetto a quello che ha ipotizzato Salvini. Una volta partito l’iter parlamentare, si corre il rischio di andare al voto tra un anno, se non addirittura all’inizio del 2021, come abbiamo spiegato in questo articolo. Difatti la legge per il taglio dei parlamenti non è una legge qualsiasi ma una legge di modifica della costituzione che richiede in tutto quattro votazioni (due per ciascun ramo del Parlamento), tre delle quali sono state già fatte, più un termine per un eventuale referendum. Quindi non meno di nove mesi per approvarla. Il che significa che le elezioni ad ottobre – così come anticipato da Salvini – sono pura fantascienza, frutto forse di un equivoco sul tipo di iter parlamentare da rispettare.

C’è una finezza – se così la possiamo chiamare – nel ragionamento di Salvini: se anche la legge sul taglio parlamentare fosse approvata oggi e le camere fossero sciolte domani si voterebbe ancora con le vecchie regole perché, nel frattempo (i mesi per l eventuale referendum), la riforma non entrerebbe ancora in vigore.

«Andatevi a leggere la legge. Anche con il taglio dei parlamentari si può votare entro ottobre con la legge attuale. Non c’è nessun problema, lo dice l’articolo 4 della riforma stessa che ora vi mando per whatsapp se volete…». Lo ha detto Matteo Salvini lasciando palazzo Madama.

Subito la reazione di Di Maio. «Voglio darvi una buona notizia, dopo le proteste dei cittadini nelle piazze e sui social la Lega ha ceduto sul taglio dei parlamentari, una riforma del MoVimento 5 Stelle e che il Paese aspetta da anni. Settimana prossima tagliamo 345 parlamentari». Lo scrive su facebook il leader del M5S.


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