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Crisi di Governo, Di Maio: quel che dice Salvini non conta

14 Agosto 2019 | Autore:
Crisi di Governo, Di Maio: quel che dice Salvini non conta

Il capo del M5S: dopo quello che ha fatto, ha perso credibilità. «Si vuole tenere i 345 parlamentari nella prossima legislatura»

Matteo Salvini ha passato il cerino del voto nelle mani del Movimento 5 Stelle, ma Luigi Di Maio l’ha spento prima ancora di afferrarlo: «Quella del capo della Lega – sentenzia il leader pentastellato in un’intervista al Fatto Quotidiano – è una mossa della disperazione». Questione di fiducia, o meglio di sfiducia: «Dopo quanto successo l’8 agosto, chi può dare ancora credito alla sua parola?» si chiede Di Maio. Che ricorda anche: «Quando si va al voto lo decide il presidente della Repubblica, non certo lui. Quello che dice Salvini non conta più nulla».

Dunque, la proposta avanzata da Salvini in Aula al Senato durante il dibattito sulla calendarizzazione della mozione di sfiducia al premier Conte presentata proprio dal Carroccio non convince gli ex alleati di governo. «Io voglio tagliare i parlamentari per davvero», spiega Di Maio, «Salvini invece quei 345 parlamentari li vuole tenere anche nella prossima legislatura».

Il capo del M5S è convinto che con la proposta di tagliare subito il numero dei parlamentari e di andare il giorno dopo al voto Salvini si sia «infilato in un cul de sac. In base ai regolamenti parlamentari – sostiene Di Maio – se vuole votare il taglio degli eletti dovrà prima ritirare la mozione di sfiducia a Conte. Altrimenti la votazione sul taglio slitterà a dopo quella del premier. Ma è chiaro – continua il vicepremier – che se dovesse ritirare la richiesta di sfiducia dovrebbe smentire la sua linea. Si è messo da solo in un labirinto».

Salvini, tuttavia, resta fermo sulla sua posizione e chiede che il Quirinale sciolga le Camere al più presto per andare alle urne quest’autunno: «In tantissimi chiedono che non ci siano giochini di Palazzo – ha detto in un’intervista radiofonica a Rtl 102.5 –, governi tecnici e altre cose strane. La via maestra, giusta, lineare, democratica sono le elezioni, non i giochini che vedono in questi giorni improbabili governiRenzi-Boschi-Fico-5Stelle. Stiamo facendo il possibile – ha concluso il vicepremier leghista – per votare il prima possibile».


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