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Che fare se non mi consegnano la merce ordinata

15 Agosto 2019 | Autore:
Che fare se non mi consegnano la merce ordinata

Come agire se il venditore non consegna tempestivamente la merce ordinata e quando, eventualmente, scatta la responsabilità penale.

Capita di frequente che si ordini della merce in un negozio oppure attraverso uno dei tanti siti internet che propongono il cosiddetto e-commerce. Com’è noto, questa particolare modalità d’acquisto non si caratterizza per lo scambio immediato delle prestazioni oggetto della compravendita. L’acquirente, infatti, ordina il bene di cui ha bisogno e ne attende l’arrivo in un momento successivo. A tale scopo, egli potrebbe versare un anticipo sul prezzo o, addirittura, l’intera somma richiesta dal venditore per potergli spedire la merce. Magari anche tu che stai leggendo questo articolo avrai appena compiuto un’operazione di questo tipo ed è per questa ragione che ti stai chiedendo: che fare se non mi consegnano la merce ordinata?

Ti sei posto questa domanda perché hai acquistato online un certo bene, lo hai regolarmente pagato, ma sei in attesa da troppo tempo che lo stesso ti arrivi puntualmente. Per questo motivo, sei legittimamente preoccupato, temi di aver perso il tuo denaro, ma soprattutto sei disorientato e non sai come agire. Pertanto, a questo punto, vorresti sapere: se non mi consegnano il bene acquistato, cosa devo fare? Entro quale termine massimo il venditore deve consegnare la merce ordinata? In caso di ritardo, posso risolvere il contratto ed avere il rimborso? Posso denunciare il venditore? Si tratta di domande assolutamente lecite alle quali avrai risposta leggendo questa pubblicazione.

Merce ordinata: qual termine per la consegna?

Quando desideri un bene e procedi con l’ordine, sia che si tratti di un negozio sia che ti trovi in un sito di e-commerce, nel documento di vendita, cioè il contratto, è normalmente indicata un data di consegna. In particolare, negli acquisti online, esso è precisato nella schermata principale in cui è offerto l’oggetto. Si tratta del cosiddetto termine per la prestazione che, in questo caso, è stato specificatamente pattuito tra i contraenti. Sarà questo il limite, superato il quale, scatterebbe la responsabilità del venditore per la mancata tempestiva consegna della merce ordinata.

Ma qual è la regola se, invece, le parti del contratto non hanno stabilito alcun termine? In tal caso, come spesso accade, è la legge a regolamentare questa ipotesi specifica, precisando che il venditore è obbligato a recapitare il bene ceduto entro il termine massimo di trenta giorni e che la merce s’intende consegnata nel momento in cui è materialmente in possesso dell’acquirente [1].

Chiarito, quindi, quest’aspetto essenziale della vicenda in esame, come deve comportarsi il compratore se il bene non gli viene consegnato tempestivamente? Quali iniziative deve e può assumere?

Merce ordinata: che fare se scade il termine?

La legge stabilisce che se scade il termine previsto per la consegna, l’acquirente deve invitare il venditore ad eseguirla entro un lasso di tempo ragionevole secondo le circostanze [2]. Per farlo è consigliabile inviare una lettera raccomandata a.r oppure una mail certificata dal proprio indirizzo pec. Trascorso anche questo termine senza che sia avvenuta alcuna consegna, il compratore può risolvere il contratto, chiedere il rimborso dell’anticipo o del prezzo intero già versato, oltre a poter pretendere l’eventuale risarcimento del danno, sempreché lo stesso sia dimostrato (il danno morale non è risarcibile in questo caso).

La legge, inoltre, elenca alcune circostanze in cui l’acquirente, alla scadenza del termine pattuito in contratto oppure dei fatidici trenta giorni, può chiedere la risoluzione del contratto, senza dover concedere ulteriori proroghe. Essi sono:

  • quando il venditore ha già chiarito che non consegnerà il bene;
  • quando il termine pattuito dalle parti per la consegna del bene era essenziale. Lo è quel termine scaduto il quale il compratore non ha più interesse e/o utilità a ricevere la prestazione dalla controparte;
  • quando l’acquirente ha comunicato, prima della conclusione del contratto, che la consegna entro una certa scadenza era da considerarsi essenziale.

Merce ordinata e mai consegnata: è reato?

In linea di massima, il comportamento del venditore scorretto che omette di consegnare tempestivamente la merce ordinata, nonostante sia stata già pagata, seppur in parte, ha rilevanza soltanto da un punto di vista civilistico. In altri termini, se sei stato vittima di una situazione del genere devi rivolgerti al giudice ordinario per eventuali mancati rimborsi e/o il risarcimento dei danni patiti.

Tuttavia, potresti essere stato vittima di una vera e propria truffa. Potrebbe, infatti, accadere che l’intento del venditore fosse sostanzialmente fraudolento fin dal principio. In pratica, egli era già consapevole che non avrebbe mai consegnato la merce ordinata, incassando illegittimamente l’acconto dall’acquirente. In tal caso, come precisato dai giudici della Suprema Corte di Cassazione [4], si tratterebbe del reato di truffa [5], di natura contrattuale. Esso, chiariscono gli Ermellini, va distinto da quello di insolvenza fraudolenta [6], in cui, invece, la condotta del responsabile è principalmente diretta a dissimulare il proprio stato di insolvenza e non a raggirare l’altrui contraente. Il reo, pertanto, rischierebbe la pena della reclusione da uno a cinque anni e una multa da un minimo di 309 euro ad un massimo di 1.549.

Se, quindi, ti riconosci in una situazione come quella appena descritta, sappi che avrai anche la possibilità di querelare il venditore responsabile per la mancata consegna della merce ordinata.


note

[1] Art. 61 co. 1 Dlvo 206/2005

[2] Art. 61 co. 3 Dlvo 206/2005

[3] Art. 61 co. 4 Dlvo 206/2005

[4] Cass. pen. sent. n. 18821/2017

[5] Art. 640 cod. pen.

[6] Art. 641 cod. pen.


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