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Dolo d’impeto: ultime sentenze

15 Agosto 2019
Dolo d’impeto: ultime sentenze

Leggi le ultime sentenze su: omicidio volontario; dolo d’impeto; responsabilità penale; circostanza aggravante; crudeltà; sevizie; motivi futili; condizione psicologica; connessione teleologica tra reati.

Dolo d’impeto e aggravante della crudeltà: compatibilità

Il dolo d’impeto, designando un dato meramente cronologico consistente nella repentina esecuzione di  un proposito criminoso improvvisamente insorto, non è incompatibile con la circostanza aggravante  della crudeltà di cui all’art. 61, comma 1, n. 4, c.p.

Cassazione penale sez. un., 23/06/2016, n.40516

Omicidio: circostanze attenuanti generiche ­e­ criteri di valutazione

L’assenza di una personalità delinquenziale strutturata in grado di esprimersi al di fuori dell’ambito familiare, il compimento del gesto proprio in famiglia ed il dolo d’impeto accertato consentono di  individuare la pena base in posizione mediana rispetto a quanto previsto dal delitto di omicidio.

Corte assise Milano sez. II, 17/11/2015, n.52

Circostanze aggravanti, sevizie e crudeltà

In tema di omicidio, il giudice, per ritenere la sussistenza dell’aggravante di aver agito con sevizie e  crudeltà, deve preliminarmente procedere all’esame delle modalità complessive dell’azione e del  correlato elemento psicologico, poiché, essendo il fondamento della circostanza costituito dall’esigenza  di irrogare una maggior pena correlata alla volontà dell’agente di infliggere sofferenze “aggiuntive”  rispetto a quelle ordinariamente implicate dalla produzione dell’evento, ai fini della sua configurabilità  non possono assumere rilievo elementi di disvalore di per sé insiti nel finalismo omicidiario o in diversa  e autonoma circostanza.

(Fattispecie in cui la Corte ha escluso la sussistenza dell’aggravante della  crudeltà, riconosciuta dal giudice di merito con prevalente riferimento al numero di colpi inferti e  all’abbandono della vittima in stato agonico, evidenziando che tali elementi si collocavano in un  contesto di dolo d’impeto e di finalismo omicidiario correlato a tale condizione psicologica).

Cassazione penale sez. I, 10/02/2015, n.8163

Reato continuato: quando sussiste?

Il dolo d’impeto o l’occasionalità di una delle condotte sono incompatibili con il riconoscimento della  continuazione con altri episodi delittuosi.

Cassazione penale sez. I, 02/07/2013, n.35639 

Dolo d’impeto e dolo eventuale

Non sussiste incompatibilità logica e giuridica tra dolo d’impeto e dolo eventuale, posto che l’agire sulla spinta emotiva del momento non esclude la lucidità mentale e le facoltà cognitive che consentono di prevedere ed accettare il rischio dell’evento come conseguenza della propria azione.

(Fattispecie in cui l’imputato, per arrestare la fuga degli autori di un tentativo di furto in suo danno, aveva esploso colpi di  arma da fuoco contro la vettura a bordo della quale i ladri erano fuggiti, accettando il rischio di  cagionarne la morte).

Cassazione penale sez. I, 07/03/2013, n.23517

Efferato omicidio

In tema di continuazione, laddove venga commesso da parte del medesimo soggetto un furto aseguito di un efferato omicidio, nello stesso luogo e mentre presumibilmente la vittima era ancora agonizzante,  deve escludersi la continuazione tra i reati; detto istituto infatti, è incompatibile con il dolo d’impeto, che escludendo la volizione preventiva e preordinata dell’insieme dei reati non consente l’invocato  riconoscimento nemmeno laddove sia relativo anche solo ad uno dei reati concorrenti.

Corte assise La Spezia, 30/10/2012, n.2

Quali sono le circostanze aggravanti comuni?

L’aggravante del nesso teleologico (art. 61 n. 2 cod. pen.) è compatibile con il dolo d’impeto, in quanto l’ideazione e l’esecuzione del reato­mezzo e del reato­fine possono coincidere, mantenendo il  collegamento strumentale e funzionale tra i due fatti di reato.

Cassazione penale sez. VI, 27/06/2012, n.34285

Dolo d’impeto e continuazione 

Il dolo d’impeto (anche se relativo ad uno soltanto dei reati concorrenti) è incompatibile con la  continuazione, perché esclude la volizione preventiva e preordinata dell’insieme dei reati.

Cassazione penale sez. I, 30/03/2010, n.23810

Motivi abietti o futili

L’aggravante dei futili motivi è compatibile con il dolo d’impeto, posto che nel breve intervallo tra  deliberazione ed esecuzione dell’azione criminosa, è razionalmente concepibile che l’agente, percepito  il lieve stimolo, si sia fatto guidare dall’impulso lesivo, senza che sia stata necessaria un’intensa  meditazione o una composta comparazione tra condotte alternative.

Cassazione penale sez. V, 26/01/2010, n.17686

Circostanza aggravante del nesso teleologico

Il dolo d’impeto è compatibile con la circostanza aggravante del nesso teleologico in quanto la risposta  immediata o quasi immediata, in cui si concreta il primo non collide con una connessa e coeva ulteriore (e contestuale) intenzionalità.

Cassazione penale sez. I, 13/07/2009, n.31583

Omicidio volontario e aggravante

Il cosiddetto dolo d’impeto è compatibile con la circostanza aggravante dei motivi abietti e futili.  (Fattispecie in tema di omicidio volontario).

Cassazione penale sez. I, 28/05/2009, n.24894 

L’ideazione e l’esecuzione del reato 

L’aggravante del nesso teleologico (art. 61 n. 2 cod. pen.) è compatibile con il dolo d’impeto, in quanto  l’ideazione e l’esecuzione del reato mezzo e del reato fine possono coincidere, mantenendo il  collegamento strumentale e funzionale tra i due fatti­reato.

Cassazione penale sez. I, 23/04/2009, n.26702



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