Diritto e Fisco | Articoli

Tirare i capelli durante una lite è reato di lesioni?

15 Agosto 2019 | Autore:
Tirare i capelli durante una lite è reato di lesioni?

La Cassazione si è pronunciata sul concetto di malattia provocata da lesioni affinché queste siano penalmente rilevanti. Cosa si rischia?

Hai presente la tipica scena di due donne che litigano e si tirano i capelli? Un gesto del genere può essere considerato reato di lesioni? Può sembrare banale, ma la Cassazione si è pronunciata recentemente in merito con una sentenza [1] che stabilisce fino a che punto si può tirare i capelli durante una lite senza commettere reato.

Va detto, prima di tutto, che secondo il Codice penale viene punito «chiunque cagiona ad alcuno una lesione personale dalla quale deriva una malattia nel corpo o nella mente» [2]. Se ne deduce che per commettere il reato c’è bisogno che tirare i capelli durante una lite provochi una malattia, ad esempio nel cuoio capelluto. Altrimenti, il reato non sussiste.

È un po’ come quando nel corso di un’accesa discussione scappa una sberla. C’è differenza tra un ceffone che non lascia neppure il segno e quello che ti fa saltare un molare e che ti costringe ad andare dal dentista a sistemare il danno. Così, pure con la tirata di capelli durante una lite: un conto è provocare un momentaneo dolore e un altro ben diverso è rimanere con una bella ciocca in mano e provocare nell’altro (o nell’altra) un’abrasione alla testa.

Vediamo che cosa ha deciso la Cassazione in merito.

Tirare i capelli: quando è reato?

La Suprema Corte si è pronunciata sul caso di un diverbio piuttosto violento avvenuto in un ufficio di collocamento nel corso del quale una donna tirò per i capelli con forza un’impiegata dell’ufficio causandole delle lesioni giudicate guaribili in due giorni. L’impiegata chiedeva ai giudici di condannare la responsabile dell’aggressione per ingiuria, dato che il suo comportamento era finalizzato alla lesione e all’offesa del decoro più che a colpire l’incolumità fisica, visto che l’entità del danno era irrisoria: nemmeno un’abrasione o una ferita nel cuoio capelluto, solo dolore (e parecchio).

Basta questo affinché sussista il reato di lesioni personali? Secondo la Cassazione, no. Trattandosi di una tirata di capelli, infatti, per la Corte non è sufficiente una semplice screpolatura o il dolore patito ma un’alterazione funzionale o una compromissione delle funzioni dell’organismo.

Come anticipato, infatti, il reato di lesioni si configura quando dal gesto di chi ha aggredito un’altra persona (in questo caso, di chi ha tirato per i capelli durante una lite l’impiegata dell’ufficio di collocamento) deriva una malattia nel corpo o nella mente.

Quindi, la nozione di malattia – precisa la Cassazione – non comprende tutte le alterazioni di natura anatomica (come può essere una leggera abrasione) ma solo quelle che causano una limitazione funzionale, un processo patologico significativo o una notevole compromissione delle funzioni dell’organismo, anche non definitiva. Avere il mal di testa per un paio di giorni a causa di una tirata di capelli, insomma, non è un elemento sufficiente per condannare per il reato di lesioni personali colui (o colei) che l’ha provocato.

Nel caso in cui, invece, il reato sussista, la pena stabilita dal Codice penale è la reclusione da 6 mesi a 3 anni, a querela della persona offesa se la malattia provocata dalle lesioni è guaribile entro 20 giorni e non ci sono aggravanti.

Lesioni personali: quando c’è il dolo?

Appare abbastanza evidente che se uno si mette a tirare i capelli durante una lite sta compiendo un gesto volontario. A meno che nello strattonarsi con l’altra persona, i capelli di quest’ultima gli restino impigliati da qualche parte e la tirata di capelli sia involontaria. Cosa possibile, per carità, ma abbastanza improbabile.

Affinché venga considerato reato, oltre a provocare una malattia come recita il Codice penale, ci deve essere un dolo, cioè l’intenzione di fare del male all’altro. Ad integrare il delitto di lesioni personali ci può essere:

  • il dolo generico, cioè l’essere consapevoli che tirare i capelli provoca o può provocare un danno fisico all’altro, senza che l’aggressore punti a fare un determinato danno;
  • il dolo eventuale, cioè il fatto di tirare comunque i capelli accettando il rischio di provocare una lesione all’altra persona.

Lesioni personali: cosa si intende per malattia?

Se, come detto, per poter accusare qualcuno di lesioni personali anche per una tirata di capelli la conseguenza del gesto deve essere una malattia nel corpo e nella mente, bisogna vedere che cosa si intende, appunto, per malattia, cioè quale deve essere la conseguenza «fisica» o psichica dell’aggressione.

Finora, la Cassazione si è sempre orientata su un concetto di malattia piuttosto ampio, a tal punto di farla prevalere sulle percosse.

E’ stata considerata malattia qualsiasi alterazione anatomica o funzionale dell’organismo, anche se circoscritta, di lieve entità e che non influisce sulle condizioni organiche generali e sulla funzionalità della persona sempre che comporti un processo di reintegrazione [3].

Tra i casi che, secondo la Suprema Corte, costituiscono malattia ci sono:

  • le contusioni;
  • gli ematomi;
  • le ecchimosi;
  • le escoriazioni;
  • il taglio all’avambraccio guaribile in 3 giorni;
  • l’acufene.

Ci sono, tuttavia, dei pareri discordanti. È il caso della sentenza con cui la Cassazione ha escluso il reato di lesioni perché il fatto non comprometteva la funzionalità dell’organismo in una vicenda che vedeva imputati dei medici chirurgi trascinati in tribunale da una donna che, in seguito ad un intervento al seno, aveva perso la simmetria delle mammelle e dei capezzoli [4].


note

[1] Cass. sent. n. 33492/2019 del 26.07.2019.

[2] Art. 582 cod. pen.

[3] Cass. sent. n. 34387/2015 del 18.05.2015.

[4] Cass. sent. del 14.11.1996.

Autore immagine: Carlos Arija


Lascia un commento

Usa il form per discutere sul tema (max 1000 caratteri). Per richiedere una consulenza vai all’apposito modulo.

 


NEWSLETTER

Iscriviti per rimanere sempre informato e aggiornato.

CERCA CODICI ANNOTATI

CERCA SENTENZA

Canale video Questa è La Legge

Segui il nostro direttore su Youtube