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Reddito di cittadinanza a rischio con la Lega?

14 Agosto 2019 | Autore:
Reddito di cittadinanza a rischio con la Lega?

Per Salvini, il sussidio incentiva il lavoro nero e va rivisto. Il suo viceministro all’Economia: il 70% dei richiedenti non ne ha diritto. M5S: cretinate.

Ormai si discute a carte scoperte e su qualsiasi cosa. Anche sui provvedimenti che i due ex alleati di questo governo in crisi hanno approvato insieme. Secondo il viceministro leghista dell’Economia Massimo Garavaglia, il 70% delle persone che presentano domanda per avere il reddito di cittadinanza non ne ha diritto. A sostegno della sua tesi, Garavaglia cita dati della Guardia di Finanza. La risposta della controparte, cioè del Movimento 5 Stelle, non si è fatta attendere: «È la più grande cretinata mai sentita», si legge sulla pagina Facebook del M5S. C’è poco da interpretare. Quello che, invece, c’è da chiedersi è se il reddito di cittadinanza è a rischio con la Lega nel caso in cui Salvini ed i suoi vincessero le prossime elezioni, qualunque sia la data del voto.

Certo è che Salvini non l’ha mai visto di buon occhio e che se ai tempi ha dato il suo consenso per farlo passare era per tenere in piedi il Governo. Non avrebbe potuto, infatti, fare un simile sgarbo agli alleati, che del reddito di cittadinanza hanno fatto uno dei pilastri del loro programma elettorale. Un atteggiamento ben diverso da quello dimostrato alla vigilia della presentazione della mozione di sfiducia a Conte, quando Salvini ormai aveva deciso di non tenere più in piedi l’Esecutivo e diede un sonoro rovescio a Di Maio dicendo di sì alla Tav.

Ora che non bisogna più fare finta di niente e che le ostilità sono ufficialmente aperte nel modo più aspro («Ma con chi c… abbiamo governato questo Paese?» si è lasciato sfuggire al Senato il ministro leghista Gian Marco Centinaio), si gioca a carte scoperte. E così, all’indomani dalla bagarre a Palazzo Madama sulla calendarizzazione del voto alla mozione di sfiducia a Conte, non solo Garavaglia dice che quasi tre richiedenti del reddito di cittadinanza su quattro non hanno i documenti in regola per ottenerlo, ma Salvini rincara la dose e dice: «È una misura che va rivista perché incentiva il lavoro nero, soprattutto al Sud». Ecco che riappare il Meridione nei discorsi del capo della Carroccio.

Si può, dunque, pensare che il reddito di cittadinanza sia a rischio con la Lega? Salvini, parlando già da futuro premier, risponde: «Non lo cancello, ma sono situazioni che vanno monitorate. Preferisco crescita e sviluppo all’assistenza».

Per l’ex alleato di governo, i dati forniti da Garavaglia non hanno proprio il sapore di una grigliata di Ferragosto, semmai quello amaro «della più grande cretinata mai sentita», come scrive il Movimento sui social. La collega di Garavaglia, il viceministro grillino all’Economia Laura Castelli, sostiene che il reddito di cittadinanza ha ridato dignità alle persone e giura che non le risultano dei dati della Guardia di Finanza a questo proposito.

Qualche perplessità in merito è stata espressa anche dalla consulta dei Caf, cioè dai centri di assistenza fiscale che molto spesso fungono da intermediari per effettuare le richieste del reddito di cittadinanza. «Sembra un numero esagerato – commenta il coordinatore della consulta Massimo Bagnoli – perché significherebbe che su 1,2 milioni di domande, circa 800mila non hanno i requisiti a posto». Come a dire: state mettendo in dubbio anche il nostro lavoro?


1 Commento

  1. dal 2004 con sentenza di divorzio del tibunale di Milano ogni mese conferisco alla mia ex un assegno divorzile, a quei tempi la mia ex non aveva reddito. Da 2 mesi sono stato colpito da un infarto ho 70 anni e i medici mi hanno chiesto tassativamente di smettere di lavorare. Ho una pensione minima come artigiano. La mia ex nel frattempo é andata in pensione e come tale percepisce un assegno dall’Inps, poi ha l’assegno di accompagnamento perché colpita da da Alzheimer e credo che abbia anche l’assegno di invalidità.Posso chiedere la revoca dell’assegno divorzile considerato che ogni mese la mia ex ha un sostentamento Inps di parecchio superiore alla mia pensione. Vi sono tre figli di 40 anni e ognuno di loro ha la propria retribuzione mensile di lavoro e mi hanno intimato tramite l’avvocato che io continui a versare l’assegno divorzile. Io questo lo trovo assurdo come faccio a darle il contributo alla mia ex, se la mia pensione é parecchio inferiore. I figli dicono che non possono aiutare economicamente la madre,penso sia una scusa per mon dare quattrini. A questo punto perché non ricoverano la madre presso una RSA (Struttura a lunga degenza) pubblica sovvenzionata dal sistema sanitario e dal Comune dove risieda la paziente. Grazie, Cordialità

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