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Riposo settimanale: come si calcola

15 Agosto 2019 | Autore:
Riposo settimanale: come si calcola

A quante giornate di riposo alla settimana hanno diritto i lavoratori dipendenti, come conteggiare il totale delle ore libere, che cosa succede se non si interrompe il lavoro.

Il datore di lavoro non ti permette di fare una pausa settimanale dal lavoro, obbligandoti a prestare servizio anche la domenica, e senza offrirti un riposo compensativo? Si giustifica col fatto che il tuo contratto è stagionale o a termine, quindi di breve durata?

Devi sapere che tutti i lavoratori dipendenti hanno diritto, ogni settimana, a interrompere per almeno una giornata l’attività lavorativa, anche i lavoratori a tempo determinato e stagionali. Per la precisione, in base al decreto sull’orario di lavoro [1], la generalità dei lavoratori dipendenti ha diritto ad un periodo di riposo settimanale, da fruire consecutivamente al riposo giornaliero, di regola nella giornata di domenica.

Ma il riposo settimanale come si calcola? Bisogna tassativamente interrompere l’attività per almeno un giorno ogni settimana, oppure è possibile saltare la giornata di riposo settimanale e recuperarla successivamente?

Proviamo a fare chiarezza, ricordando che, comunque, ci sono numerose eccezioni alla disciplina generale dei riposi settimanali. Le deroghe possono essere previste in base alla particolare attività svolta o alle peculiarità dell’organizzazione, alle disposizioni del contratto collettivo applicato e ad ulteriori disposizioni speciali.

Come si conta il riposo settimanale?

Il riposo settimanale deve essere goduto dal lavoratore dipendente:

  • ogni 7 giorni;
  • in misura almeno pari a 24 ore consecutive, da cumulare con le 11 ore di riposo giornaliero (quindi l’ammontare totale delle ore di riposo consecutive è pari a 35); se vuoi approfondire: Come funziona il riposo giornaliero;
  • di regola in coincidenza con la domenica.

Il riposo settimanale va fruito ogni 7 giorni?

Il periodo di riposo consecutivo non deve, in ogni caso, essere tassativamente goduto ogni 7 giorni, ma può essere calcolato come media in un periodo non superiore a 14 giorni.

In pratica, è possibile saltare il riposo settimanale se lo si recupera la settimana successiva.

Franco gode del riposo settimanale sabato 14 settembre; dato che il calcolo della media parte dall’ultimo giorno di riposo settimanale fruito, quindi dal 14 settembre, si deve procedere a ritroso nei 13 giorni precedenti: in questo arco di tempo Franco deve aver goduto di almeno un altro giorno di riposo.

In sostanza, la periodicità del riposo stabilita dalla legge è rispettata se nell’arco temporale di 14 giorni vengono concessi due riposi.

Bastano 24 ore di riposo settimanale?

Bisogna in ogni caso ricordarsi che il riposo settimanale non si limita a 24 ore consecutive, ma deve ammontare a 35 ore, in quanto alle 24 ore vanno sommate le 11 ore di riposo giornaliero, salvo eccezioni e deroghe in materia di riposi giornalieri.

Quando si può derogare al riposo settimanale?

Il decreto sull’orario di lavoro [1], dopo aver illustrato le regole fondamentali sul riposo settimanale, prevede numerose eccezioni e deroghe.

È infatti possibile derogare alla periodicità del riposo settimanale, alla sua coincidenza con la domenica, alla sua durata e alla consecutività nei seguenti casi:

  • per le attività di lavoro a turni, ogni volta che il lavoratore cambia turno o squadra e non può usufruire, tra la fine del servizio di una squadra e l’inizio di quello della squadra successiva, o al cambio del turno, di periodi di riposo giornaliero o settimanale;
  • per le attività con periodi di lavoro frazionati durante la giornata (ad esempio addetti alle pulizie);
  • per il personale ferroviario, relativamente a peculiari attività.

Particolari regole sono previste per i lavoratori marittimi e per il personale mobile.

I contratti collettivi possono introdurre ulteriori deroghe, purché:

  • al dipendente sia concesso un periodo equivalente di riposo compensativo;
  • in caso di eccezionale impossibilità oggettiva, sia predisposta una protezione appropriata a favore del lavoratore.

Il riposo settimanale deve coincidere con la domenica?

La legge stabilisce che il riposo settimanale debba di regola coincidere con la domenica. È in ogni caso possibile fissare il riposo in una giornata differente, o attuarlo mediante turni:

  • per il personale con turnazioni particolari;
  • per il personale addetto a peculiari attività (attività industriali da svolgere continuativamente per ragioni tecniche, industrie stagionali, servizi ed attività il cui funzionamento domenicale corrisponda ad esigenze tecniche, o soddisfi interessi rilevanti della collettività o sia di pubblica utilità, attività di vendita al minuto, o di vendita al dettaglio al dettaglio situate in località turistiche, in città d’arte, in luoghi d’interesse o di passaggio).

Il decreto sull’orario di lavoro [1] fa poi salve le disposizioni speciali che consentono la fruizione del riposo settimanale in giornata diversa dalla domenica, con le ulteriori deroghe previste dalla legge sul riposo domenicale e settimanale.

Il dipendente con più rapporti di lavoro può saltare il riposo settimanale?

Il lavoratore ha diritto al periodo di riposo settimanale anche nel caso in cui risulti titolare di più rapporti di lavoro (ad esempio se ha due impieghi part time): in questo caso, ha l’obbligo di comunicare ai datori di lavoro l’ammontare delle ore in cui può prestare la propria attività, nel rispetto dei limiti indicati dal decreto sull’orario di lavoro.

Ricordiamo che la legge non prevede alcun divieto di intrattenere più rapporti di lavoro subordinato, purché non incompatibili (si deve infatti rispettare il divieto di concorrenza; particolari regole sono previste per i lavoratori pubblici).

A chi non si applicano le regole sul riposo settimanale?

Ci sono delle categorie di dipendenti ai quali non si applicano le disposizioni contenute nel decreto sull’orario di lavoro, quindi anche le regole sui riposi settimanali. Si tratta:

  • della gente di mare;
  • del personale di volo;
  • delle forze armate e di polizia, dei servizi di protezione civile, del Corpo nazionale dei vigili del fuoco, dei lavoratori delle strutture giudiziarie, penitenziarie e di quelle destinate per finalità istituzionali alle attività degli organi con compiti in materia di ordine e sicurezza pubblica, delle biblioteche, dei musei e delle aree archeologiche dello Stato, in presenza di particolari esigenze connesse al servizio svolto o ai servizi di ordine e sicurezza pubblica, di difesa e protezione civile;
  • del personale della scuola, relativamente alle attività operative istituzionali;
  • degli addetti al servizio di polizia municipale e provinciale, relativamente alle attività operative istituzionali;
  • degli addetti ai servizi di vigilanza privata.

Che cosa succede se il dipendente lavora nella giornata di riposo settimanale?

Se il dipendente lavora durante il giorno di riposo settimanale, ha il diritto di:

  • godere di un riposo compensativo in un giorno diverso;
  • ricevere la maggiorazione prevista dal contratto collettivo applicato.

Che cosa succede se il datore di lavoro non rispetta il riposo settimanale?

Il datore di lavoro che viola le regole sul riposo settimanale è punito con differenti sanzioni amministrative [2]:

Violazione
Sanzione minima (in euro)
Sanzione massima (in euro)
Mancato rispetto del diritto del lavoratore al riposo settimanale di almeno 24 ore consecutive (di regola in coincidenza con la domenica) ogni 7 giorni, da cumulare alle 11 ore di riposo giornaliero200(+ 40 maggiorazione)1.500(+ 300 maggiorazione)
Se la violazione si riferisce a più di 5 lavoratori o si verifica in almeno 3 periodi di riferimento800(+ 160 maggiorazione)3.000(+ 600 maggiorazione)
Se la violazione si riferisce a più di 10 lavoratori o se si verifica in almeno 5 periodi di riferimento2.000(+ 400 maggiorazione)10.000(+ 2.000 maggiorazione)
non è ammesso il pagamento in misura ridotta.

La maggiorazione del 20% prevista a partire dal 1° gennaio 2019, ed è raddoppiata se, nei 3 anni precedenti, il datore di lavoro risulta destinatario di sanzioni amministrative per le stesse violazioni.

La sanzione è applicabile in tutti i casi in cui, pur concedendo il riposo per 24 ore consecutive, il datore di lavoro non consenta il cumulo con il riposo giornaliero, e cioè non abbia concesso le 35 ore di riposo complessivo [3].

Sono previste sanzioni differenti per la mancata coincidenza del riposo settimanale con la domenica, quando non permessa.

A che cosa ha diritto il lavoratore che non recupera il riposo settimanale?

In caso di mancato recupero del riposo settimanale, il lavoratore ha diritto:

  • a una maggiorazione dello stipendio;
  • al risarcimento del danno da usura psico-fisica per il mancato riposo settimanale.

note

[1] Art.9 DLgs. 66/2003

[2] Art. 18-bis, Co. 3, Dlgs. 66/2003; Art. 1, Co. 445 Lett. d), L. 145/2018.

[3] Circ. Min. Lavoro 8/2005.


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