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Rottura trattative contrattuali e buona fede: ultime sentenze

15 Agosto 2019
Rottura trattative contrattuali e buona fede: ultime sentenze

Responsabilità precontrattuale in base alla regola “secondo buona fede”. Contratti e accordo delle parti: regola ex art. 1337 c.c.

Rottura trattative e responsabilità 

La responsabilità precontrattuale non è limitata al caso di rottura ingiustificata delle trattative, ma, consistendo l’articolo 1337 cod. civ. in una clausola generale può risultare da ogni comportamento sleale o contrario a correttezza che abbia significativamente inciso sulle trattative, e che può rilevare anche se il contratto si è poi in realtà concluso.

Ai fini dell’accertamento della responsabilità precontrattuale, il giudice di merito, dopo aver individuato il comportamento della parte che si assume contrario ai doveri di correttezza, deve altresì considerare l’idoneità di tale condotta ad ingenerare nella controparte l’idea di una rottura ingiustificata delle trattative e in tale valutazione non può prescindere dal comportamento tenuto dalla stessa parte adempiente.

Corte di cassazione, sezione III civile, sentenza 12 luglio 2019 n.18748 

Responsabilità precontrattuale e valenza della prova testimoniale

In ambito di responsabilità precontrattuale, la prova testimoniale volta a dimostrare il contenuto delle informazioni fornite alla controparte risulti certamente rilevante al fine di apprezzare la misura e la ragionevolezza dell’altrui affidamento e che, ove le parti siano addivenute – come nel caso di specie – ad una “puntuazione” dell’eventuale contratto, tale prova, afferendo a circostanze esterne al contenuto del documento, non sia volta a dimostrare patti aggiunti o contrari ad esso (nei termini di cui all’art. 2722 c.c.), bensì a fornire elementi circostanziali atti a connotare il contesto “precontrattuale” in cui la puntuazione è avvenuta, per consentire di valutare se ed in quale misura l’affidamento sulla conclusione dell’affare fosse ragionevole e se l’interruzione delle trattative sia stata o meno ingiustificata.

Cassazione sent. n. 15873/2019

Responsabilità precontrattuale: presupposti

La responsabilità precontrattuale presuppone, per essere integrata, non solo la pendenza di trattative tra le parti, ma pure che queste siano giunte ad uno stadio idoneo ad ingenerare, nella parte che invoca l’altrui responsabilità, il ragionevole affidamento sulla conclusione del contratto, venendo quindi interrotte senza un giustificato motivo dalla parte cui si addebita detta responsabilità.

Tribunale Trieste, 26/03/2019, n.176

Il destinatario di plurime proposte contrattuali non ha l’obbligo di accettare quella ricevuta per prima o quella economicamente migliore

Non è configurabile una responsabilità precontrattuale in capo all’oblato in caso di mancata accettazione di una proposta contrattuale poziore nel tempo ed economicamente più vantaggiosa rispetto a quella diversa preferita, non gravando sul destinatario di plurime proposte contrattuali alcun obbligo di accettare quella ricevuta temporalmente per prima, ovvero di accettare l’offerta economicamente migliore, sicché il medesimo è libero, in difetto di obblighi eventualmente insorgenti da una precorsa trattativa, di accettare la proposta ravvisata preferibile in base a considerazioni anche prescindenti da valutazioni di carattere meramente economico.

Cassazione civile sez. III, 28/02/2019, n.5834

Responsabilità precontrattuale: obbligo di buona fede e correttezza nella fase delle trattative e conseguenze del rifiuto immotivato a contrarre

In tema di responsabilità precontrattuale, l’art. 1337 c.c. impone ai contraenti l’obbligo di comportarsi secondo i canoni della buona fede e della correttezza altresì nella fase delle trattative; ne deriva che un rifiuto immotivato a contrarre può tutt’al più determinare una responsabilità con conseguente obbligo di risarcire il danno.

Tribunale Torino sez. I, 21/11/2018, n.5407

Violazione obbligo buona fede nelle trattative 

La violazione dell’obbligo di comportarsi secondo buona fede nello svolgimento delle trattative e nella formazione del contratto, previsto dagli artt. 1337e 1338 c.c., assume rilievo in caso non solo di rottura ingiustificata delle trattative e, quindi, di mancata conclusione del contratto o di conclusione di un contratto invalido o inefficace, ma anche di contratto validamente concluso quando, all’esito di un accertamento di fatto rimesso al giudice di merito, alla parte sia imputabile l’omissione, nel corso delle trattative, di informazioni rilevanti le quali avrebbero altrimenti, con un giudizio probabilistico, indotto a una diversa conformazione del contratto stesso.

Corte di cassazione, sezione I civile, sentenza 23 marzo 2016 n. 5762 

Risarcimento danni per rottura trattative

L’azione di risarcimento danni ex art. 2043 cod. civ. per lesione della libertà negoziale è esperibile allorché ricorra una violazione della regola di buona fede nelle trattative contrattuali – nella specie, finalizzate alla stipulazione di una transazione – che abbia dato luogo a un assetto d’interessi più svantaggioso per la parte che abbia subìto le conseguenze della condotta contraria a buona fede, e ciò pur in presenza di un contratto valido, ovvero, nell’ipotesi di invalidità dello stesso, in assenza di una sua impugnativa basata sugli ordinari rimedi contrattuali.

Corte di cassazione, sezione III civile, sentenza 17 settembre 2013 n. 21255 

Comportamenti contrari alla buona fede nelle trattative contrattuali

La regola posta dall’art. 1337 cod. civ. non si riferisce alla sola ipotesi della rottura ingiustificata delle trattative ma ha valore di clausola generale, il cui contenuto non può essere predeterminato in modo preciso e implica il dovere di trattare in modo leale, astenendosi da comportamenti maliziosi o reticenti e fornendo alla controparte ogni dato rilevante, conosciuto o conoscibile con l’ordinaria diligenza, ai fini della stipulazione del contratto. Ne consegue che la violazione dell’obbligo di comportarsi secondo buona fede nello svolgimento delle trattative e nella formazione del contratto assume rilievo non solo in caso di rottura ingiustificata delle trattative e, quindi, di mancata conclusione del contratto o di conclusione di un contratto invalido o inefficace, ma anche nel caso in cui il contratto concluso sia valido e, tuttavia, risulti pregiudizievole per la parte vittima dell’altrui comportamento scorretto. (In applicazione del riportato principio, la S.C. ha confermato la sentenza dei giudici di merito per i quali costituiva violazione del canone di buona fede di cui il comportamento di una società di leasing che aveva omesso di informare la controparte circa la già avvenuta sospensione delle agevolazioni fiscali di cui alla legge n. 341 del 1995 e, anzi, aveva fornito assicurazioni circa la possibilità di far ricorso alle dette agevolazioni, per le quali la controparte medesima si era indotta alla stipula del contratto di locazione finanziaria).

Corte di cassazione, sezione III civile, sentenza 8 ottobre 2008 n. 24795



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