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Risarcimento danno emotrasfusione: ultime sentenze

6 Luglio 2022
Risarcimento danno emotrasfusione: ultime sentenze

Trasfusione sangue infetto; onere probatorio; decorrenza del termine prescrizionale; responsabilità medica; risarcimento del danno non patrimoniale; presunzione del danno morale.

Diritto al risarcimento del danno da emotrasfusione

“Ciò che rileva per il termine prescrizionale ex art. 2935 c.c., in tema di risarcimento del danno da contagio da HCV derivate da emotrasfusione, è il momento in cui l’emotrasfuso ha avuto consapevolezza della natura dell’infezione e della causalità con la trasfusione o, comunque, ha avuto a disposizione elementi sufficienti che gli avrebbero consentito, usando l’ordinaria diligenza, di individuare il nesso causale ”.

Cassazione civile sez. III, 26/04/2022, n.12966

Prova della conoscenza dell’esistenza della malattia

In tema di risarcimento del danno alla salute causato da emotrasfusione con sangue infetto, ai fini dell’individuazione dell”exordium praescriptionis”, una volta dimostrata dalla vittima la data di presentazione della domanda amministrativa di erogazione dell’indennizzo previsto dalla l. n. 210 del 1992, spetta alla controparte dimostrare che già prima di quella data il danneggiato conosceva o poteva conoscere, con l’ordinaria diligenza, l’esistenza della malattia e la sua riconducibilità causale alla trasfusione, anche per mezzo di presunzioni semplici, sempre che il fatto noto dal quale risalire a quello ignoto sia circostanza obiettivamente certa e non mera ipotesi o congettura, pena la violazione del divieto del ricorso alle “praesumptiones de praesumpto”.

(Nella specie la S.C. ha cassato la decisione di merito, che aveva desunto la prova della pregressa conoscenza o conoscibilità della causa della malattia dalle seguenti circostanze: la scoperta della malattia, la mancata allegazione di altri fattori di rischio diversi dalla trasfusione, la lettera di dimissioni consegnata al paziente, la conoscenza della correlazione tra HVC e trasfusioni al momento della diagnosi della malattia).

Cassazione civile sez. VI, 30/03/2022, n.10190

Domanda di condanna al risarcimento del danno

In tema di azione per il risarcimento dei danni, nel suo nucleo immodificabile la domanda non va identificata in relazione al diritto sostanziale eventualmente indicato dalla parte e considerato alla stregua dei fatti costitutivi della fattispecie normativa (che costituisce oggetto della qualificazione del giudice), bensì esclusivamente in base al bene della vita e ai fatti storici-materiali che delineano la fattispecie concreta; ne consegue che, se i fatti materiali ritualmente allegati rimangono immutati, è compito del giudice individuare quali tra essi assumano rilevanza giuridica, in relazione alla individuazione della fattispecie normativa astratta in cui tali fatti debbono essere sussunti ed indipendentemente dal tipo di diritto indicato dalla parte.

(In applicazione del principio, la S.C. ha confermato la pronuncia del giudice di merito che aveva condannato il Ministero della Salute, a titolo di responsabilità contrattuale, a risarcire i danni subiti da un paziente in regime di ricovero ospedaliero per avere contratto, a seguito di una emotrasfusione l’infezione da HVC, sebbene l’originaria domanda fosse stata proposta dall’attore su fondamento extracontrattuale).

Cassazione civile sez. III, 29/03/2022, n.10049

Erede del danneggiato da emotrasfusione

La previsione di cui all’articolo 5, comma 1, lettera b), del Dm 4 maggio 2012 comprende nel proprio ambito applicativo l’ipotesi della richiesta di adesione alla transazione formulata dall’erede del danneggiato da emotrasfusioni, il quale abbia fatto valere in giudizio la propria pretesa al risarcimento del danno iure hereditario; il termine decennale contemplato dal citato articolo 5, comma 1, lettera b), non è riferibile alla presunta prescrizione ma si limita a segnare l’ambito temporale entro il quale la pendenza del giudizio costituisce il necessario presupposto per l’ammissione alla transazione.

Consiglio di Stato ad. plen., 05/11/2021, n.16

Azione di risarcimento degli eredi del danneggiato da emotrasfusione

Per la domanda di risarcimento del danno proposta dagli eredi del danneggiato iure proprio, al fine di ottenere il ristoro per la morte del congiunto, ascrivibile alle emotrasfusioni da quest’ultimo subite, il termine prescrizionale è decennale, configurandosi il reato di omicidio colposo.

Tribunale Lecce sez. I, 21/04/2021, n.1125

Trasfusione di sangue infetto

In tema di risarcimento del danno alla salute causato da emotrasfusione con sangue infetto, che costituisce una ipotesi di danno cd. “lungolatente”, in cui il fatto in relazione al quale decorre il termine ex art. 2947, comma 1, c.c., coincide con il momento in cui viene ad emersione il completamento della fattispecie costitutiva del diritto, da accertarsi, rispetto al soggetto danneggiato, secondo un criterio oggettivo di conoscibilità, la parte eccipiente ha l’onere di allegare e provare, ai sensi dell’art.2697, comma 2, c.c., il fatto temporale costitutivo dell’eccezione di prescrizione, ossia la prolungata inerzia dell’esercizio del diritto al risarcimento del danno, in quanto riconducibile al termine iniziale di oggettiva conoscibilità della etiopatogenesi, mentre non è tenuta ad indicare altresì le norme applicabili, essendo rimessa al giudice la sussunzione di quel fatto nello schema normativo astratto dello specifico tipo di prescrizione applicabile alla fattispecie concreta, il quale può essere anche diverso da quello indicato dalla parte e condurre all’individuazione di un termine di estinzione del diritto maggiore o minore.

Cassazione civile sez. III, 07/05/2021, n.12182

Detrazione dell’indennizzo dalle somme liquidabili a titolo di risarcimento del danno

Nel giudizio promosso nei confronti del Ministero della salute per il risarcimento del danno conseguente al contagio a seguito di emotrasfusioni con sangue infetto, l’indennizzo di cui alla l. n. 210 del 1992 può essere scomputato dalle somme liquidabili a titolo di risarcimento del danno (“compensatio lucri cum damno”) solo se sia stato effettivamente versato o, comunque, sia determinato nel suo preciso ammontare o determinabile in base a specifici dati della cui prova è onerata la parte che eccepisce il “lucrum”; pertanto la detrazione non è limitata alle somme percepite al momento della pronuncia ma concerne anche le somme da percepire in futuro, purché riconosciute e dunque liquidate o determinabili.

Cassazione civile sez. VI, 31/03/2021, n.8866

Termine di prescrizione per l’azione di risarcimento

In tema di danni da emotrasfusione, la manifestazione dell’intenzione di ottenere comunque il risarcimento del danno, contenuta nella richiesta di informazioni circa la proposta domanda di indennizzo previsto dalla legge, costituisce atto di interruzione della prescrizione, in quanto idoneo a costituire in mora il debitore della prestazione risarcitoria.

Cassazione civile sez. III, 17/11/2020, n.26189

Emotrasfusione con sangue infetto: risarcimento del danno alla salute

In tema di risarcimento del danno alla salute causato da emotrasfusione con sangue infetto, ai fini dell’individuazione dell’ “exordium praescriptionis”, una volta dimostrata dalla vittima la data di  presentazione della domanda amministrativa di erogazione dell’indennizzo previsto dalla l. n. 210 del  1992, spetta alla controparte dimostrare che già prima di quella data il danneggiato conosceva o poteva conoscere, con l’ordinaria diligenza, l’esistenza della malattia e la sua riconducibilità causale alla  trasfusione anche per mezzo di presunzioni semplici, sempre che il fatto noto dal quale risalire a quello  ignoto sia circostanza obiettivamente certa e non mera ipotesi o congettura, pena la violazione del  divieto del ricorso alle “praesumptiones de praesumpto”.

(Nella specie la Corte ha ritenuto che il fatto noto non potesse essere desunto dalla mera preesistenza della malattia, al fine di stabilire il dies a quo  della prescrizione).

Cassazione civile sez. III, 28/06/2019, n.17421

Riconducibilità del contagio ad un’emotrasfusione: occorre la prova?

In tema di giudizio relativo al risarcimento del danno da emotrasfusioni, promosso dal danneggiato contro il ministero della Salute, l’accertamento della riconducibilità del contagio a una emotrasfusione compiuto dalla Commissione di cui all’articolo 4 della legge n. 210 del 1992 e in base al quale è stato  riconosciuto l’indennizzo ai sensi della detta legge ­ non può essere messo in discussione dal ministero, quanto alla riconducibilità del contagio alla trasfusione o alle trasfusioni individuate come causative del  contagio e il giudice deve ritenere detto fatto indiscutibile e non bisognoso di prova, in quanto, essendo  la Commissione organo dello Stato, l’accertamento è da ritenere imputabile allo stesso ministero.

(Principio enunciato in motivazione, ai sensi dell’articolo 384 del codice di procedura civile).

Cassazione civile sez. III, 15/06/2018, n.15734

Termine di prescrizione del diritto al risarcimento del danno

In aderenza al principio di conoscibilità del danno, il termine di prescrizione del diritto al risarcimento del danno da parte di chi assume di aver contratto per contagio una malattia (nel caso specifico epatite C a seguito di trasfusione) per fatto doloso o colposo di un terzo decorre non dal giorno in cui il terzo determina la modificazione causativa del danno o dal momento in cui la malattia si manifesta  all’esterno, bensì da quello in cui tale malattia viene percepita o può essere percepita, quale danno  ingiusto conseguente al comportamento del terzo, usando l’ordinaria diligenza e tenendo conto della  diffusione delle conoscenze scientifiche.

Ciò considerato, l’accertamento di fatto, rimesso al Giudice del merito, sull’inizio della decorrenza dei termini prescrizionali quinquennale (nei confronti del ministero della Salute) e decennale (nei confronti dell’Azienda Ospedaliera) del diritto al risarcimento del danno in esito a emotrasfusione non può prescindere dal fatto noto dell’oggettiva conoscenza della malattia da parte del danneggiato; fatto quest’ultimo su cui dover poi costruire il giudizio di inferenza circa il  momento in cui il danneggiato ha avuto consapevolezza (secondo l’ordinaria diligenza, ma senza che la verifica trasmodi in un’indagine di tipo psicologico) del pregiudizio patito, così per poter, infine,  apprezzare l’efficacia interruttiva della prescrizione recata dagli atti a tal fine compiuti dal danneggiato medesimo, e dovendosi, pertanto, escludere che la consapevolezza del danneggiato circa la  correlazione tra malattia e trasfusioni possa essere ragionevolmente retrodatata in epoca precedente  alla stessa conoscenza, effettiva e certa, della prima, individuante il fatto noto dal quale è dato  apprezzare la decorrenza dei termini prescrizionali.

Cassazione civile sez. III, 29/03/2018, n.7776

Danno da emotrasfusione: le tabelle di Milano

Valutato il danno patito da emotrasfusione alla stregua delle tabelle redatte dal tribunale di Milano, vi è  a tal punto da precisare che, tenuto conto che il trasfuso è deceduto prima di raggiungere l’aspettativa  di vita considerata dalla tabella, il risarcimento va liquidato non più con riferimento alla durata probabile  della vita futura del soggetto, ma alla sua durata effettiva.

Ai fini della sua quantificazione, la Corte, in linea con i precedenti di questa sezione, ritiene di dover far ricorso, piuttosto che al criterio empirico,  per ciò stesso inadeguato, adottato dal primo Giudice, al metodo della proporzione, secondo cui il  danno che sarebbe liquidato a persona vivente sta al numero di anni che il danneggiato avrebbe  vissuto secondo le statistiche di mortalità come il risarcimento da liquidare alla persona defunta sta al  lasso di tempo da questa effettivamente vissuto tra l’infortunio e la morte.

Corte appello Catania sez. I, 20/03/2018, n.639

Invalidità temporanea parziale 

In caso di invalidità temporanea parziale conseguente ad una infezione di epatite C dovuta a emotrasfusione, il danno morale, consistente nel turbamento psichico transitorio e soggettivo  conseguente al sinistro, si deve ritenere sussistente in via presuntiva e liquidabile equitativamente ex  art. 1226 c.c. Al contrario, il danno esistenziale, consistente in una alterazione permanente delle  abitudini di vita e degli assetti relazionali del danneggiato, deve essere specificatamente dimostrato, non essendo sufficiente a tal fine la mera prova della lesione di un diritto fondamentale.

Tribunale Roma sez. II, 07/01/2018, n.46726

Nesso causale nelle emotrasfusioni: si commisura alla causalità penale?

In punto di danno da emotrasfusione, la fonte costitutiva primaria della responsabilità del Ministero è  rappresentata dal principio generale del neminem laedere. L’art. 2043 cod. civ. subordina il  risarcimento del danno alla positiva dimostrazione degli elementi costitutivi dell’illecito, ossia la condotta dolosa o colposa del danneggiante, l’evento, il nesso di causalità tra la condotta e l’evento ed i danni  che ne sono derivati, il cui nesso è regolato dal principio di cui agli artt. 40 e 41 cod. pen.

Tribunale Bari sez. III, 22/03/2017, n.1571

Danno da trasfusione infetta e indennizzo

Deve scomputarsi l’indennizzo già corrisposto al danneggiato (da emotrasfusione) dalle somme liquidabili a titolo di risarcimento del danno, al fine di evitare un ingiustificato arricchimento consistente  nel porre a carico di un medesimo soggetto (il Ministero) due diverse attribuzioni patrimoniali in  relazione al medesimo fatto lesivo.

Tribunale Bari sez. III, 15/09/2016, n.4617

Responsabilità medica da emotrasfusione

In caso di responsabilità medica da emotrasfusione, l’indennità corrisposta al danneggiato ex l. n.  210/1992 deve essere scomputata dalle somme liquidabili a titolo di risarcimento. L’applicazione della compensatio lucri cum damno all’attribuzione indennitaria comporta che si tratti di eccezione in  senso lato, come tale rilevabile d’ufficio e proponibile per la prima volta in appello.

Corte appello Torino sez. IV, 12/05/2016, n.786

Danno da emotrasfusione

Deve escludersi che l’eventuale illegittimità del diniego ministeriale a transare in relazione al danno da  emotrasfusione, rispetto alle regole che la stessa Amministrazione si è data, e l’eventuale illegittimità  derivata dalla ipotetica illegittimità di queste stesse regole integri una lite sul diritto soggettivo al  risarcimento: si tratta, infatti, di una lite che concerne una situazione giuridica soggettiva ritenuta di interesse legittimo all’osservanza della normativa secondaria concernente la procedura transattiva,  appunto lesa dal diniego dell’Amministrazione alla transazione, che non incide, invece, sul diritto  soggettivo al risarcimento, di talché l’impugnazione del diniego medesimo non rientra nella giurisdizione del Giudice ordinario ma in quella del Giudice amministrativo.

Cassazione civile sez. un., 03/02/2016, n.2050

Contagio da emotrasfusione con sangue infetto

Nelle ipotesi di contagio da emotrasfusione con sangue infetto, dal risarcimento del danno extracontrattuale, cagionato dalla condotta omissiva e colpevole del Ministero della salute, può essere  interamente scomputato l’indennizzo già corrisposto ai sensi della l. n. 210 del 1992, in applicazione del principio “compensato lucri cum damno”.

Corte appello Firenze, 15/04/2015, n.695

Lesione dell’integrità fisica dovuta a emotrasfusione

In caso di risarcimento del danno, ai sensi dell’art. 2043 c.c., per la lesione dell’integrità fisica dovuta a emotrasfusione e somministrazione di sangue infetto, al risarcimento del danno va scorporata la  somma già prevista per l’indennizzo corrisposto ai sensi della l. n. 210 del 1992, onde evitare una  locupletatio iniusta a favore del danneggiato, venendo altrimenti la vittima a godere di un ingiustificato  arricchimento consistente nel porre a carico di un medesimo soggetto due diverse attribuzioni  patrimoniali in relazione al medesimo fatto lesivo.

Tribunale Firenze sez. II, 14/01/2015, n.76

Omessa adozione di adeguate misure di emovigilanza

In tema di risarcimento da emotrasfusione infetta, la “compensatio lucri cum damno” tra l’indennizzo corrisposto al danneggiato ai sensi dell’art. 1 Legge 25 febbraio 1992, n. 210 e il risarcimento richiesto  al Ministero della Sanità per l’omessa adozione di adeguate misure di emovigilanza, integra  un’eccezione in senso lato, rilevabile d’ufficio e proponibile per la prima volta anche in appello.

Cassazione civile sez. III, 20/01/2014, n.991



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1 Commento

  1. Gentilmente chiedo, in merito a quanto da voi scritto in questo articolo circa i termini di prescrizione, cosa si intenda per “bensì da quello in cui tale malattia viene percepita o può essere percepita”. Grazie

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