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Abolito il bollo auto: cosa c’è di vero?

16 Agosto 2019
Abolito il bollo auto: cosa c’è di vero?

Bollo auto cancellato: cosa c’è di vero? Bisogna ancora pagare la tassa sulle automobili in attesa del bollo auto europeo?

Non abbiamo mai trovato tante bufale su internet come quando si parla del bollo auto. Chissà perché la fantasia popolare si è accanita proprio contro questa imposta. C’è chi è convinto che l’Unione Europea ha dichiarato illegittimo il bollo auto e che, ogni anno, l’Italia pagherebbe una sanzione per non aver ancor rimosso la tassa. C’è chi invece sostiene che il bollo sia stato dichiarato incostituzionale e che tutt’ora sopravvive per il capriccio di qualche politico. Proprio ieri, sulla pagina di Google News, abbiamo letto la notizia «Bollo auto cancellato: le Regioni potranno annullarlo o aumentarlo». In questo articolo si legge testualmente che:

«La Corte di Cassazione ha deciso di abolire il bollo auto grazie all’idea di Luca Antonini [si tratta in realtà di un giudice della Corte Costituzionale, N.d.R]». In realtà, la Suprema Corte non ha alcun potere di cancellare le norme del nostro ordinamento. Lo potrebbe fare al massimo la Corte Costituzionale, su ricorso di un cittadino, nel caso in cui rilevi un contrasto tra la legge e la Costituzione.

«Il giudice della Cassazione – prosegue l’articolo in questione – avrebbe ricevuto anche il beneplacito di Luigi Di Maio, Ministro dello Sviluppo Economico. Ma aspettiamo a cantar vittoria, in quanto l’ultima parola per la decisione di tale abolizione spetterà alle Regioni che potranno decidere il da farsi in piena autonomia e indipendenza».

Chiaramente si tratta di una notizia clamorosamente errata o mal interpretata, anche perché un uomo di Governo non potrebbe mai, senza prima convertire la propria volontà in una disposizione di legge e sottoporla al Parlamento, stabilire in autonomia la nascita o l’abolizione di una legge. Peraltro alle Regioni non ha accordato alcun potere di cancellare norme fiscali imposte dallo Stato centrale.

La notizia – come spesso succede in questi casi – è stata poi riportata, con ulteriori errori, da altri siti.

Bollo auto cancellato: cosa c’è di vero?

La pagina web, per come appena letta, ha male interpretato alcune notizie degli ultimi mesi. Ecco allora cosa c’è di vero nell’abolizione del bollo auto.

La prima: la Corte Costituzionale – ben lontana dall’accordare alle Regioni il potere di cancellare la tassa automobilistica – ha invece consentito loro di prevedere delle semplici esenzioni fiscali (come, ad esempio, nel caso in cui il veicolo sia sottoposto a fermo amministrativo): unico vincolo, non aumentare la pressione fiscale oltre i limiti fissati dal legislatore statale che, appunto, resta l’unico riferimento in merito alla vita e alla morte dell’imposta.

La seconda: il M5S, per voce di Luigi di Maio, si è detto favorevole all’abolizione del bollo auto passando per una prima fase intermedia di riduzione dell’importo. La dichiarazione è dello scorso luglio ma rischia di naufragare con l’attuale crisi di governo. Peraltro – non sappiamo ancora quando – il bollo auto dovrebbe essere regolato dall’Unione Europea (proprio come l’Iva), sicché il nostro Stato non avrà alcun potere di modifica sull’imposta. Il nuovo bollo auto europeo sarà determinato non sul tipo di autovettura e sulla potenza ma sull’emissione di CO2. Si tratterebbe quindi di un’imposta sull’inquinamento prodotto dal veicolo.

Bollo auto oggi: cosa c’è di vero?

Anche quest’anno, dunque, gli italiani dovranno pagare il bollo auto regolarmente. Chi ha invece l’auto sottoposta a fermo amministrativo da parte di Agenzia Entrate Riscossione dovrà verificare cosa prevede la normativa locale, potendo questa imporre ugualmente il versamento della tassa.

Chi non paga il bollo auto potrà ricevere l’accertamento fiscale da parte della propria Regione (entro massimo il termine di 3 anni di prescrizione) e, di lì, la notifica della cartella esattoriale con successivo pignoramento. L’Esattore potrà tutelare il proprio credito imponendo il fermo auto che resterà in vita finché non verrà sanata la morosità o, in caso di richiesta di rateazione, non sarà versata la prima rata.



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3 Commenti

  1. La Regione Piemonte avrebbe termine prescrizionale di 5 anni diversamente dalle altre Regioni.

    1. Non è dato sapere che fine fanno i soldi del bollo auto;i soldi li pretendono mentre in campania moltissime strade fanno solo danni alle auto circolanti. Poveri noi automobilisti!

  2. La tassa e ingiusta perché per molti non è un lusso ma è un mezzo per raggiungere posto di lavoro…E visto che nostri stipendi sono così bassi confronto i bolli che impongono di pagare che mi sembra una ladrata verso i cittadini. E quando arriva la busta del agenzia delle entrate che da 198 euro ti fanno trasformare in 303 euro con tanto di interessi, sanzioni e oneri e una truffa bella e buona da parte del governo al cittadino, e abbiamo “vuotato “noi come fanno quello che vogliono sulla pelle di cittadini più deboli e vulnerabili e che guadagniamo per arricchire loro…sono veramente delusa ed arrabbiata.

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