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Pignoramento del conto corrente: le conseguenze di legge

16 Agosto 2019
Pignoramento del conto corrente: le conseguenze di legge

Pignoramento presso terzi: cosa può fare il debitore nel caso in cui subisca il blocco del conto in banca.

Se ti pignorano il conto corrente puoi continuare a prelevare i soldi al bancomat? Cosa succede se, nel frattempo, arrivano dei bonifici? Si può aprire un altro conto per operare e ricevere bonifici, almeno finché il primo resta bloccato? Il pignoramento del conto corrente desta sempre molti dubbi e preoccupazioni. Non c’è da meravigliarsi: è ormai la banca, e non più il materasso, il luogo ove gli italiani conservano il proprio denaro. Lo sanno bene i creditori che, se autorizzati dal Presidente del Tribunale, possono accedere all’anagrafe dei conti correnti bancari e così scoprire presso quale istituto di credito sono depositati i risparmi. In questo modo avviare un pignoramento a colpo sicuro è un gioco da ragazzi.

Ecco perché è bene sapere, in caso di pignoramento del conto corrente, le conseguenze di legge che il nostro ordinamento prevede.

Per chi non è “addetto ai lavori” e vuole maggiori chiarimenti sulla materia, abbiamo predisposto questa breve guida. Qui di seguito potrai capire come comportarti se ricevi la notifica di un pignoramento del conto corrente.

Cos’è il pignoramento del conto corrente?

Il pignoramento del conto è un mezzo di esecuzione forzata di cui può disporre qualsiasi creditore munito di “titolo esecutivo”. Titolo esecutivo è una sentenza di condanna, un decreto ingiuntivo non opposto nei 40 giorni, un assegno, una cambiale, un contratto di mutuo firmato davanti al notaio, una cartella esattoriale, un attestato di credito della Siae. In tutti gli altri casi, pur in presenza di un documento scritto che certifica il debito (ad esempio una fattura, una scrittura privata, una promessa di pagamento, un ordine di acquisto, una bolletta, ecc.), il creditore deve prima agire dinanzi al tribunale per far accertare il proprio diritto e l’entità dello stesso; in tali ipotesi si ricorre alla procedura di decreto ingiuntivo.

Per avviare il pignoramento del conto corrente è necessario innanzitutto che il creditore – a mezzo dell’ufficiale giudiziario – notifichi al debitore il titolo esecutivo e il cosiddetto atto di precetto, ossia un’ultima intimazione a pagare entro massimo 10 giorni.

Entro non oltre 90 giorni dalla notifica del precetto, deve essere notificato, tanto alla banca quanto al correntista, l’atto di pignoramento del conto corrente. Da questo momento, il conto corrente resta “bloccato” nei limiti dell’importo pignorato e non oltre. Questo significa che se il conto è in rosso o contiene una disponibilità inferiore rispetto alla somma vantata dal creditore, il relativo titolare non potrà più operare con lo stesso finché il giudice dell’esecuzione non avrà deciso la sorte del pignoramento (v. dopo). Se invece il conto contiene una disponibilità superiore, il correntista potrà utilizzare l’eccedenza.

Leggi Pignoramento del conto corrente: cos’è e cosa comporta. 

Marco subisce il pignoramento del conto per un debito di 50mila euro. Sul conto però ci sono depositati 100mila euro. Marco potrà prelevare fino a massimo 50mila euro.

Il debitore non può disporre del conto – e, in particolare, delle somme pignorate – fino al provvedimento del giudice. Se infatti leggi bene l’atto di pignoramento noterai che, in esso, è indicata una data di udienza alla quale il tribunale dovrà assegnare al creditore le eventuali somme presenti sul conto, liberando poi il rapporto bancario dal vincolo.

Per quanto tempo dura il pignoramento del conto corrente?

La durata del pignoramento del conto dipende dal tipo di somme che, in esso, sono depositate. Facciamo quindi la seguente distinzione.

Conto corrente con redditi di lavoro o pensioni

In questo caso, all’atto della notifica del pignoramento, vengono congelati tutti i risparmi che eccedono il triplo dell’assegno sociale (circa 1450 euro). Il che significa che se sul conto vi è una disponibilità inferiore, questa resta svincolata e il debitore potrà ancora prelevarla.

Tutte le mensilità successive alla notifica del pignoramento verranno bloccate fino a massimo un quinto. Il residuo resta al debitore. All’udienza di assegnazione, il giudice autorizza la banca a versare al creditore gli importi nel frattempo bloccati. Da quel momento in poi, tutte le successive somme accreditate a titolo di stipendio o pensione saranno decurtate del 20% da parte della banca che, fino ad estinzione totale del debito, dovrà erogarle direttamente al creditore.

Luca ha un conto in banca con 500 euro su cui gli viene accreditato lo stipendio. Il 1 febbraio riceve un atto di pignoramento. I risparmi possono essere ugualmente prelevati da Luca in quanto inferiori al triplo dell’assegno sociale. Tuttavia le successive mensilità dello stipendio saranno decurtate del quinto fino a quando il debito di Luca sarà interamente estinto.

Conto corrente con redditi di natura diversa

In tutti gli altri casi, al momento della notifica del pignoramento il conto viene congelato nei limiti della somma indicata dall’ufficiale giudiziario senza alcun limite.

Giovanni ha un conto con 3mila euro su cui accredita compensi ricevuti da alcuni clienti e i regali dei familiari. C’è anche un risarcimento per un incidente stradale. La banca riceve la notifica del pignoramento del conto di Giovanni per 5mila euro, così gli blocca tutto il conto corrente.

Fino all’udienza di assegnazione da parte del giudice, il conto del debitore resta bloccato e tutti i bonifici ricevuti vengono anch’essi trattenuti dall’istituto di credito. All’udienza, il tribunale assegna le somme al creditore, ma libera definitivamente il conto corrente dal pignoramento. Sicché il debitore potrà tornare a usarlo come prima senza altri rischi.

Se ricevo un bonifico dopo il pignoramento che fine fa?

Se il denaro presente sul conto è inferiore alla somma portata nell’atto di pignoramento, ogni successivo versamento sul conto o bonifico viene trattenuto dalla banca per essere poi versato al creditore su ordine del giudice.

Posso aprire un altro conto corrente?

Se il conto è pignorato, il debitore può ugualmente aprire un altro conto corrente e operare su quest’ultimo. Ma l’operazione va svolta presso un altro istituto di credito. Difatti la banca su cui viene svolto il pignoramento presso terzi è tenuta a trattenere, in favore del creditore, tutte le somme in essa depositate dal debitore e non solo quelle presenti su uno specifico conto corrente. Dunque, se alla data del pignoramento il debitore ha più conti correnti, tutti questi vengono pignorati fino alla concorrenza del debito.

Posso prelevare dal conto prima del pignoramento?

Il debitore può prelevare liberamente dal proprio conto corrente tutte le somme che vuole prima dell’atto di pignoramento. Tale attività non può essere oggetto di revocatoria e il creditore non potrà impedirglielo. Eventuali bonifici in favore di terzi, invece, se fatti a titolo di donazione o di pagamento fittizio, possono essere contestati e revocati per massimo cinque anni da quando sono stati eseguiti.

 



2 Commenti

  1. ho avuto il pignoramento del C/C postale ma sul conto vi erano 500 € ( meno della pensione mensile ma precedentemente avevo autorizzato l’accredito della pensione in un altro conto ) l’ufficio postale ha bloccato il conto per circa 6 mesi sino alla diffida fatta al creditore da parte del mio Legale di chi le responsabilità conseguenziali

  2. sul mio conto viene accreditato solo la pensione, circa 1.600 €! Per cui, in caso di pignoramento, “perderei” solo 150 €?
    Rimborso 730/Unico vengono pure pignorati?

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