Come non essere rilevati dal tutor

18 Agosto 2019 | Autore:
Come non essere rilevati dal tutor

Una nuova funzione del navigatore Google Maps avvisa in anticipo gli automobilisti della presenza dei tutor in autostrada: come utilizzarla al meglio.

Subito dopo Ferragosto, Autostrade per l’Italia ha annunciato di aver riattivato i tutor sulla rete autostradale ed ha reso noto che il sistema di controllo sarà di nuovo operativo già per il contro esodo di fine agosto. Intanto, però, arriva una nuova contromossa che può aiutare  gli automobilisti a non essere rilevati dal tutor e così ad evitare multe e decurtazione di punti dalla patente. Gli smanettoni sempre aggiornati l’hanno già denominata “opzione salvamulte”: non si tratta di uno schermo spaziale che rende l’auto invisibile, ma è pur sempre un’innovazione tecnologica ora finalmente pronta per l’uso. Ecco in cosa consiste e come può essere utile allo scopo.

Google, nell’applicazione Maps, sta rendendo attiva proprio in questi giorni in Italia una nuova utility che segnala le posizioni degli apparecchi di controllo della velocità. Il sistema – che è del tutto gratuito – parte in automatico e non c’è bisogno di alcuna configurazione (a parte l’installazione iniziale dell’applicazione sul dispositivo, smartphone o tablet): le indicazioni compaiono automaticamente non appena si è selezionata la modalità navigazione tra il punto di partenza ed il punto di destinazione che abbiamo selezionato per il nostro percorso.

Si tratta di una funzione in più che arricchisce le mappe dinamiche di Google, come è accaduto per le informazioni sul traffico (code, rallentamenti, incidenti) e per quelle sulle stazioni di rifornimento, estese alle stazioni di ricarica per le auto elettriche. A questo punto, la domanda sorge spontanea: è davvero possibile utilizzare al meglio questo nuovo servizio di Google per prevenire le multe dei tutor? Ci dobbiamo anche chiedere un’altra cosa essenziale: questo sistema ed il suo utilizzo da parte dell’automobilista sono legali?

Accorgimenti di base per evitare i tutor

Ricorda che il tutor è uno strumento che misura la velocità media in un determinato tratto e non è facile eluderlo con una semplice frenata all’ultimo momento, così come accadrebbe per i dispositivi che rilevano la velocità istantanea, come l’autovelox. Però ci sono molti accorgimenti che tornano utili a condizione di saperli prima del “momento del bisogno”, quando ormai è troppo tardi.

Molti non sanno che il tutor non considera le curve ma calcola il percorso considerando la linea più breve. Significa che le curve vengono tagliate in modo ideale e perfetto, mentre nella guida concreta gli automobilisti seguono la traiettoria esterna, soprattutto quando la strada è trafficata e non consente di “tagliare” la curva.

Inoltre, c’è sempre la tolleranza del 5% prevista dalla legge: questo comporta che in autostrada il limite reale da non superare non è quello di 130 imposto, ma quello di 137 km/h (così come sulle strade extraurbane principali, dove vige il limite a 110, non si dovranno superare i 116 km/h). Questo margine offre una possibilità in più per evitare le multe per superamento dei limiti di velocità.

In alcuni tratti rettilinei, poco trafficati e particolarmente scorrevoli a volte le autorità di polizia elevano ulteriormente questo margine di tolleranza, quando un piccolo superamento dei limiti non comporta pericoli per la circolazione. Meglio, però, non fare troppo affidamento su quest’ultima possibilità, che è discrezionale, mentre il margine di tolleranza del 5% è fisso e invariato in tutti i casi; su di esso si può sempre contare.

Tieni presente che il tutor non considera neppure il traffico: invece, nella guida concreta basta un breve rallentamento, come un veicolo lento che sta occupando la corsia di sorpasso, per far scendere anche di parecchio la velocità media in quel tratto. A questo punto, diventa utile sapere qual è davvero la nostra velocità di percorrenza nel tratto interessato dai tutor, e, prima ancora di questo, sapere dove i tutor sono posizionati.

Per questo, non basta più il solo contachilometri di bordo e neppure il normale navigatore satellitare preinstallato sul veicolo, ma ci viene in aiuto la tecnologia con i suoi strumenti di ultima generazione ma accessibili a tutti, come Google Maps che offre possibilità formidabili per prevenire il pericolo dei tutor. Vediamo subito come questo semplice programma può essere di aiuto allo scopo.

Google Maps: cosa ci indica sui tutor

La prima cosa da sapere è che Google Maps non segnala proprio tutte le postazioni di controllo presenti sulle autostrade, ma soltanto quelle fisse. Quindi, su Google non compaiono, ad esempio, gli autovelox mobili posizionati dalle pattuglie della Polizia stradale e neppure  i nuovi servizi di controllo con apparecchi montati su autovetture in movimento (i cosiddetti Scout). Però, già il fatto di sapere in anticipo la presenza dei tutor può aiutare a controllare la velocità nei tratti interessati ed a prevenire le multe.

La seconda cosa importante è che affidarsi a Google durante il viaggio per conoscere in anticipo la presenza dei tutor non è sicuro al 100%: non c’è infatti nessuna “garanzia di completezza” delle informazioni fornite, quindi alcune posizioni potrebbero mancare perché, ad esempio, sono di nuova installazione e l’applicazione non le ha ancora rilevate ed inserite nelle mappe; così come, al contrario, Google potrebbe indicare la presenza di alcuni apparecchi che, nel frattempo, sono stati rimossi.

Quindi, se ti affidi a Google devi sapere in anticipo che gli indicatori ti potrebbero fornire dei “falsi positivi” così come dei “falsi negativi”: ci potrebbero essere nel tragitto alcuni tutor che la mappa non rileva ed altri che la mappa indica ma che non ci sono più. Senza contare poi il fatto che anche per quelli riportati come presenti non si può sapere in anticipo se siano effettivamente funzionanti oppure no nel momento in cui stiamo attraversando quel tratto di strada; sono frequenti infatti i casi di disattivazione degli apparati in alcuni tratti.

La terza cosa da sapere è che, attualmente, la nuova funzione è in fase di test, quindi a seconda dei tratti che percorriamo e dei momenti può già esserci oppure no. Google ha comunicato che la sperimentazione verrà completata entro agosto, quindi prestissimo sarà rilasciata in via definitiva per tutti. Ricordati, comunque, di aggiornare il tuo telefonino (se non è predisposto in automatico) alla versione più recente della app, che altrimenti continuerebbe a funzionare alla vecchia maniera.

Google Maps è legale?

Ma questa funzionalità è legale? Il Codice della strada vieta [1] l’uso di «dispositivi che segnalino e localizzino i rilevatori di velocità». Chi li produce, li vende o semplicemente li utilizza – quindi anche il normale automobilista – è soggetto ad una sanzione amministrativa [2] del pagamento di una somma da euro 802 a euro 3.212, ed alla confisca del dispositivo illecito. Ma i tutor, così come gli autovelox,non possono essere “segreti”; al contrario è la stessa legge ad imporre che la loro presenza debba essere presegnalata con gli appositi cartelli indicatori, e che i dispositivi stessi siano ben visibili nel punto dove sono posizionati.

Per la giurisprudenza e le circolari ministeriali sono considerati illegittimi i dispositivi elettronici che, intercettando le onde radio o i raggi di frequenza emessi dagli apparecchi, segnalano a chi si sta avvicinando con la propria autovettura la presenza di un autovelox o di un tutor in quel momento in funzione; ma non sono illegali le semplici mappe che indicano la presenza delle postazioni fisse e e questo vale anche per le mappe virtuali e mobili inserite nei navigatori come Google Maps o applicazioni simili.

Dunque, il loro utilizzo è perfettamente lecito ed è molto utile conoscere in anticipo che in un determinato punto del tratto autostradale c’è una postazione che rileva la velocità (o istantanea, come l’autovelox, o media in un tratto, come il tutor). Rimane il fatto che l’automobilista non sa che il controllo in quel tratto sia effettivamente attivo oppure no; ma la nuova funzionalità può aiutare parecchio a non premere il pedale dell’acceleratore e ad evitare qualche eccesso di velocità nei tratti presegnalati.

Google Maps e gli indicatori di velocità

In effetti, Google Maps rappresenta un ottimo sistema di ausilio alla navigazione su strada ed il fatto che ora sia stato “potenziato” con questa nuova funzionalità offre una possibilità in più per regolare la velocità, tant’è che sul display compare anche un tachimetro con i limiti massimi di velocità da seguire nel tratto che stiamo percorrendo. Nella versione “migliorata” che sarà disponibile a breve, questi limiti di velocità saranno comparati, in tempo reale, con la velocità del veicolo a bordo del quale ci troviamo (misurata dalla posizione satellitare), e se li superiamo il colore della scritta diventerà rosso; probabilmente verrà inserito anche un avviso acustico, una “vocina” che ci indicherà che stiamo eccedendo.

Il sistema di misurazione satellitare è molto più preciso del contachilometri dell’auto e del nostro “occhio”, dunque può essere un valido aiuto per evitare di correre troppo, tenendo presente che il tutor misura la velocità media in un determinato tratto ed è molto più difficile “barare” rispetto ad un normale autovelox che misura solo la velocità istantanea in un punto. E’ molto probabile che i prossimi aggiornamenti dell’applicazione, conoscendo già i punti di dislocazione dei tutor, ci aiuteranno nei calcoli e ci indicheranno se stiamo superando il limite di velocità previsto in quel tratto; intanto accontentiamoci delle indicazioni sul display che già ci consentono di capire facilmente se stiamo correndo troppo.

Gli aggiornamenti in arrivo

Rimane, invece, ancora tutto da vedere il potenziamento dell’applicazione con un aggiornamento compiuto dagli utenti “in tempo reale” in modo da avvisare gli altri se, ad esempio, ci sono pattuglie in zona (dotate di autovelox mobile e non solo). Questa possibilità, tecnicamente, è già possibile ma bisogna tener presente che segnalando questi fenomeni ad un pubblico indistinto si potrebbe incorrere in un illecito anche penale, se ciò fosse idoneo ad agevolare delinquenti o terroristi e a compromettere l’ordine e la sicurezza pubblica.

In un futuro non lontano, invece, tutti questi problemi verranno superati: senza bisogno di aspettare l’arrivo delle auto con guida autonoma, già dal 2021 sui nuovi veicoli dovranno essere installati i sistemi Isa per la gestione automatica della velocità ed entro il 2025 le auto dovranno interagire con i sistemi di rilevazione in modo da gestire la velocità tenendola entro i limiti imposti per il tratto in cui ci si trova, che saranno dedotti dalla mappa del navigatore.

A quel punto, probabilmente, non sarà più necessario per il guidatore sapere dove si trovano i tutor. Intanto, facendo i conti con la situazione presente, se vuoi conoscere tutti i modi possibili per aggirare il tutor, leggi anche questi due articoli: tutor come fregarlo e le trappole del tutor. Se, invece, ti fosse già arrivata una multa per eccesso di velocità, puoi leggere qui come fare ricorso.


note

[1] Art. 45, comma 9 bis, Codice della strada.

[2] Art. 45, comma 9 ter, Codice della strada.


Sostieni LaLeggepertutti.it

La pandemia ha colpito duramente anche il settore giornalistico. La pubblicità, di cui si nutre l’informazione online, è in forte calo, con perdite di oltre il 70%. Ma, a differenza degli altri comparti, i giornali online non hanno ricevuto alcun sostegno da parte dello Stato. Per salvare l'informazione libera e gratuita, ti chiediamo un sostegno, una piccola donazione che ci consenta di mantenere in vita il nostro giornale. Questo ci permetterà di esistere anche dopo la pandemia, per offrirti un servizio sempre aggiornato e professionale. Diventa sostenitore clicca qui

3 Commenti

  1. ma se misura la velocità media di un percorso è semplice la soluzione; fermarsi in rifornimento per un lungooooooo caffè

    1. Solitamente i varchi entrata/uscita del tutor sono in tratti senza entrate/uscite e senza aree di sosta…
      Inoltre per chi vuole correre ed arrivare prima fermarsi per abbassare la media ha veramente poco senso…

  2. Tutte cose che sappiamo gia’ e che sono gia’ presenti su altre app. Quello che manca e’ sapere se effettivamente il tutor è attivo. Per la segnalazione delle pattuglie esiste un metodo in uso da decenni: accensione/spegnimento abbaglianti ai veicoli in senso opposto ed un lungooooo caffe’ fra inizio e fine “tutor” (dove possibile).

Lascia un commento

Usa il form per discutere sul tema (max 1000 caratteri). Per richiedere una consulenza vai all’apposito modulo.

 


NEWSLETTER

Iscriviti per rimanere sempre informato e aggiornato.

CERCA CODICI ANNOTATI

CERCA SENTENZA

Canale video Questa è La Legge

Segui il nostro direttore su Youtube