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Pensione donne

18 Agosto 2019 | Autore:
Pensione donne

In quali casi le lavoratrici possono ottenere il trattamento di pensione in anticipo rispetto agli uomini?

Sino a non molto tempo fa, le donne, rispetto agli uomini, potevano contare su un’età pensionabile meno elevata: in buona sostanza, l’età per la pensione di vecchiaia ordinaria delle lavoratrici risultava inferiore rispetto all’età richiesta ai lavoratori.

La legge Fornero [1], conformemente alle indicazioni dell’Europa in argomento, ha però superato gradualmente questa differenza: ad oggi, l’età pensionabile presso la generalità delle gestioni Inps è pari a 67 anni, sia per le donne che per gli uomini.

Restano però delle differenze tra lavoratrici e lavoratori, sia in merito ai requisiti per altre tipologie di pensioni, sia riguardo alla possibilità di ottenere delle maggiorazioni per arrivare prima alla quiescenza.

Ma procediamo per ordine, e facciamo il punto sulla pensione donne: dalla pensione anticipata ordinaria, che vede un requisito contributivo differente per lavoratrici e lavoratori, all’opzione donna, una particolare pensione di anzianità dedicata alle sole lavoratrici.

Senza trascurare le maggiorazioni ed i benefici per le lavoratrici con figli riguardo a diversi trattamenti, tra i quali l’anticipo pensionistico a carico dello Stato, cioè l’ape sociale, e la pensione calcolata con il sistema integralmente contributivo.

Ricordiamo, poi, per quanto riguarda la pensione di vecchiaia, che il requisito di età è differente per lavoratrici e lavoratori dipendenti dalle aziende del settore privato, invalidi dall’80%: per le donne, infatti, l’età pensionabile è pari a 56 anni, e per gli uomini a 61 anni. È prevista una finestra di accesso per entrambi, pari a 12 mesi.

Pensione anticipata

La pensione anticipata ordinaria, che può essere ottenuta presso la generalità delle gestioni amministrate dall’Inps, anche attraverso il cumulo [2], cioè sommando gratuitamente i contributi accreditati presso gestioni diverse, prevede ad oggi i seguenti requisiti:

  • 42 anni e 10 mesi di contributi per gli uomini;
  • 41 anni e 10 mesi di contributi per le donne.

Le lavoratrici hanno dunque il diritto di ottenere la pensione anticipata un anno prima rispetto agli uomini. Questo beneficio non vale, invece, riguardo alla pensione anticipata dei lavoratori precoci: quest’ultimo trattamento può essere difatti ottenuto con 41 anni di contributi, sia dagli uomini che dalle donne, purché possiedano:

  • almeno 12 mesi di contributi da effettivo lavoro accreditati prima del compimento del 19º anno di età;
  • l’appartenenza a una categoria tutelata (addetti ai lavori usuranti, addetti ai lavori gravosi, disoccupati di lungo corso, caregiver che assistono un familiare convivente disabile, invalidi dal 74%).

Ad ogni modo, sia gli uomini che le donne, sia per la pensione anticipata ordinaria che per la pensione dei lavoratori precoci, è necessario attendere una finestra mobile pari a tre mesi, dalla maturazione del requisito contributivo alla liquidazione del trattamento.

Pensione anticipata con opzione donna

La pensione con opzione donna è un particolare trattamento di anzianità riservato alle sole lavoratrici. Questa pensione può essere richiesta, nel dettaglio, dalle donne che possiedono i seguenti requisiti:

  • se lavoratrici dipendenti, 58 anni di età e 35 anni di contributi maturati entro il 31 dicembre 2018; dalla maturazione dei requisiti alla liquidazione della pensione, è necessaria l’attesa di una finestra di 12 mesi;
  • se lavoratrice autonoma, 59 anni di età e 35 anni di contributi maturati entro il 31 dicembre 2018; dalla maturazione dei requisiti alla liquidazione della pensione, è necessaria l’attesa di una finestra di 18 mesi.

Questo vantaggio si accompagna però a un sacrificio: chi ottiene la pensione anticipata con opzione donna, difatti, deve accettare l’integrale ricalcolo contributivo del trattamento di pensione, solitamente piuttosto penalizzante

Sconto contributivo per l’ape sociale

L’ape sociale è un trattamento che può essere ottenuto dai lavoratori e dalle lavoratrici con almeno 63 anni di età e:

  • un minimo di 30 anni di contributi, se appartenenti alle categorie dei disoccupati di lungo corso, invalidi dal 74%, caregiver;
  • un minimo di 36 anni di contributi, se appartenenti alla categoria degli addetti ai lavori gravosi.

Le donne con figli hanno diritto a uno sconto pari a un anno di contributi per ogni figlio, fino a un massimo di due. Possono dunque ottenere l’ape sociale con un minimo di 28 o 34 anni di contributi, a seconda della categoria di appartenenza.

Maggiorazione per la pensione contributiva per le donne con figli

Le donne con figli hanno diritto ai seguenti benefici, nel caso in cui il loro trattamento sia liquidato con il sistema integralmente contributivo (sono esclusi i casi in cui il ricalcolo è dovuto all’opzione donna):

  • anticipare l’età pensionabile, rispetto al requisito di accesso alla pensione di vecchiaia, in misura pari a 4 mesi per ogni figlio, fino ad un massimo di un anno;
  • in alternativa, queste lavoratrici possono ottenere una pensione più alta, maggiorando il coefficiente di trasformazione, o moltiplicatore:
    • di un anno, in caso di uno o due figli;
    • di due anni, in caso di tre o più figli;
  • il coefficiente moltiplicatore è la cifra che trasforma i contributi accumulati in pensione, e che cresce con l’età: ovviamente, più è alto, più sarà alto il trattamento previdenziale;
  • all’accredito di 170 giorni di contributi figurativi per ciascun figlio, per i periodi di educazione e assistenza fino al sesto anno di età;
  • all’accredito di 25 giorni all’anno, sino a un massimo di 24 mesi, per l’assistenza ai figli dal sesto anno di età, se portatori di handicap beneficiari della Legge 104.

Ricordiamo che la pensione è calcolata col sistema integralmente contributivo:

  • per chi non ha contribuzione accreditata alla data del 31 dicembre 1995;
  • per chi opta per il ricalcolo contributivo per la pensione (opzione contributiva Dini, da non confondere con l’opzione donna).

note

[1] DL 201/2011.

[2] L. 228/2012.

Autore immagine: 123rf.com


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