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Quanto tempo si ha per recedere da un contratto?

18 Agosto 2019
Quanto tempo si ha per recedere da un contratto?

Recesso dal contratto: come funziona il diritto di ripensamento, la clausola di recesso unilaterale, l’autotutela nel contratto per mutamento delle condizioni patrimoniali del contraente.

Avrai già sentito parlare di diritto di recesso da un contratto, meglio noto come «diritto di ripensamento». È questo però solo uno dei modi in cui ci si può “sciogliere” da un accordo già sottoscritto ed efficace. Vi sono invero diverse possibilità, regolamentate dalla legge o rimesse alla libera determinazione delle parti, in cui si può “annullare” una scrittura privata o un atto pubblico, evitando così di essere vincolati ad esso. Alcune di queste facoltà sono limitate ad un arco temporale prestabilito.

In questo articolo, dopo aver spiegato cos’è il diritto di recesso e come funziona, indicheremo quanto tempo si ha per recedere da un contratto.

Che significa recedere da un contratto

Vediamo innanzitutto cos’è il diritto di recesso. Il contratto vincola le parti. Gli antichi latini esprimevano questo concetto con il brocardo pacta sunt servanda, i patti devono essere rispettati. Questo vincolo discende non dalla legge ma dalla volontà stessa delle parti che, firmando la scrittura, hanno deciso di obbligarsi in un determinato modo. Certo, la legge regolamenta il contratto, fissando il dovere di eseguire le prestazioni in esso indicate e accordando tutela a chi non ottiene ciò che gli è stato promesso; tuttavia la fonte primaria di tali obblighi è l’accordo dei soggetti intervenuti.

Il recesso dal contratto si verifica quindi quando una delle parti, esercitando un proprio diritto, si svincola dall’accordo prima della sua naturale scadenza. Naturalmente, tale facoltà non può essere esercitata in qualsiasi momento: se così fosse sarebbe come ammettere che il contratto non è vincolante. La legge quindi ammette il «diritto di recesso» solo in determinate ipotesi che vedremo qui di seguito.

Cos’è il diritto di recesso o diritto di ripensamento?

La prima ipotesi di diritto di recesso è quella riconosciuta dal codice del consumo su tutti i contratti firmati tra consumatori e professionisti (laddove per «consumatore» si intende il privato che agisce per acquistare un bene o un servizio non per la propria attività lavorativa; per «professionista» si intendono, invece, aziende o autonomi che svolgono tale attività di mestiere).

Quindi, il diritto di recesso o di ripensamento è escluso nei contratti tra due privati o tra due aziende o tra un professionista e una società. È, inoltre, escluso tutte le volte in cui un privato, per acquistare un prodotto, fornire una partita Iva al fine di scaricare la spesa dalle tasse.

Come funziona il diritto di recesso o di ripensamento?

Tutte le volte in cui il contratto è firmato fuori dai locali commerciali (per tale si intende il negozio tradizionale o lo stand in una fiera), il cliente ha la possibilità di sciogliersi dall’accordo, ossia di ripensarci, svincolandosi dall’obbligo di pagare il prezzo o, se già corrisposto, potendo chiedere la restituzione dei soldi spesi. In buona sostanza si tratta della possibilità di “tornare indietro” senza dover fornire alcuna giustificazione. Basta semplicemente comunicare alla controparte la propria intenzione di recedere dal contratto. Non c’è bisogno quindi di una motivazione e, se anche la si vuol fornire, non deve necessariamente essere valida e ragionevole.

Potresti esercitare il tuo diritto di recesso perché hai trovato l’oggetto non di tuo gradimento, meno bello di ciò che speravi, meno conveniente rispetto ad altri che prima non avevi visto.

Il diritto di ripensamento, dunque, si applica a tutte le vendite telefoniche, avvenute su internet, per telefono, per strada, tramite televendite o a quelle porta a porta.

Non puoi esercitare il diritto di recesso se ti rechi in un negozio, sia che la merce fosse in quel momento presente o meno (ad esempio hai fatto un ordine).

Il diritto di recesso spetta anche se hai già aperto la confezione e provato il prodotto, rimuovendo i sigilli. Del resto, scopo di tale diritto è proprio consentire una prova dell’oggetto in questione. Quindi il venditore non può rifiutarsi di restituirti i soldi se hai già utilizzato il bene oggetto di vendita. Né può addebitarti le spese di spedizione che, per legge, gravano sempre sul venditore.

Per l’esercizio del diritto di recesso non è necessario esibire lo scontrino, ma basta qualsiasi prova di acquisto.

Quando non si può esercitare il diritto di recesso

Il diritto di recesso è escluso, come già detto, per tutte le vendite che avvengono all’interno del negozio, dell’ufficio o dello studio del professionista. Esso è inoltre escluso – anche se il contratto viene concluso fuori dai locali commerciali – nei seguenti casi:

  • prestazioni che sono già state eseguite: ad esempio, un tour guidato per una città;
  • costruzione, vendita e locazione di beni immobili;
  • fornitura di prodotti alimentari o di uso domestico corrente consegnati con scadenza regolare;
  • assicurazione;
  • strumenti finanziari;
  • servizi relativi all’alloggio, ai trasporti, alla ristorazione, al tempo libero, quando è prevista una data o un periodo determinato per la fornitura (ad es., con prenotazione);
  • salvo diverso accordo tra le parti, il recesso è escluso anche nei seguenti casi:
    • servizi che, prima della scadenza del termine per il recesso, siano già stati eseguiti con il consenso del consumatore;
    • beni e servizi il cui prezzo è legato a fluttuazioni dei tassi del mercato finanziario, non controllabili dal venditore;
    • beni confezionati su misura o personalizzati;
    • prodotti audio-video o software sigillati che siano stati aperti dal consumatore;
    • giornali, periodici e riviste;
    • servizi di scommesse o lotterie.

Quanto tempo si ha per recedere da un contratto?

Il diritto di recesso va esercitato entro massimo 14 giorni lavorativi che decorrono:

  • dalla data di conclusione del contratto (per i servizi);
  • dalla data di consegna della merce (per i beni).

Se, invece, si richiede di usufruire del diritto di recesso oltre il quattordicesimo giorno, può venir richiesto il pagamento di una penale al consumatore.

Il professionista deve sempre informare il consumatore dell’esistenza del diritto di recesso e delle modalità per l’esercizio dello stesso. Se non lo fa, il consumatore può esercitare il diritto di recesso entro 12 mesi.

Come si esercita il diritto di recesso o di ripensamento?

Per esercitare il diritto di recesso non ti basta restituire la merce ma dovrai inviare una raccomandata a/r al professionista. È possibile inviare la comunicazione, entro lo stesso termine, anche mediante telegramma, telex, posta elettronica e fax, a condizione che sia confermata mediante lettera raccomandata con avviso di ricevimento entro le quarantotto ore successive.

Nella raccomandata è sufficiente inserire i propri dati, quelli relativi all’ordine e all’acquisto effettuati, comunicando l’intenzione di recedere dal contratto, con l’intimazione di restituire il prezzo pagato entro il termine tassativo di 30 giorni.

Qualora nell’informativa riguardante il diritto di recesso o nell’offerta di vendita o nelle clausole di contratto, ciò sia espressamente previsto, il consumatore può esercitare il diritto di recesso procedendo alla diretta ed immediata restituzione del bene, senza l’onere della preventiva comunicazione.

Se il consumatore ha già ricevuto la merce oggetto di vendita deve restituirla al venditore, secondo le modalità previste dal contratto. Il termine per la restituzione non può comunque essere inferiore a 10 giorni lavorativi.

Il venditore deve restituire il prezzo pagato dal consumatore entro 30 giorni dal ricevimento della comunicazione di recesso.

Diritto di recesso per inadempimento

Quando una parte è inadempiente alla propria prestazione, l’altra può recedere dal contratto assegnando ad essa un termine essenziale per eseguire il proprio obbligo.

Marco ha diritto alla consegna di un’auto che ha ordinato e per la quale ha pagato un anticipo. La concessionaria ritarda di oltre due mesi la consegna. Marco scrive una lettera di diffida alla società intimandole la consegna del bene entro massimo 20 giorni. Al 21° giorno Marco si riterrà automaticamente sciolto dal contratto, potendo acquistare il veicolo da altra concessionaria e vantando il diritto alla restituzione dell’anticipo già versato.

In questo caso, non c’è un termine massimo entro cui esercitare tale diritto se non fino a quando la prestazione non è stata eseguita.

Diritto di recesso per mutamento delle condizioni patrimoniali di uno dei contraenti

Il Codice civile garantisce a ciascun contraente il diritto di sospendere l’esecuzione della prestazione da lui dovuta, se le condizioni patrimoniali dell’altro sono divenute tali da porre in evidente pericolo il conseguimento della controprestazione, salvo che sia prestata idonea garanzia.

Giovanni ha concluso un contratto con una società immobiliare, la quale però, all’improvviso, ha deliberato lo stato di liquidazione e sta procedendo a vendere tutti i suoi beni. Giovanni può sospendere il contratto o, eventualmente, risolvere lo stesso.

Diritto di recesso per clausola contrattuale

Le parti possono accordare a una di queste, nello stesso contratto, il diritto di recesso al ricorrere di determinate condizioni.

Rocco firma un contratto di affitto. Il locatore gli consente di recedere in qualsiasi momento nell’ipotesi in cui Rocco sarà trasferito dalla propria sede di lavoro.

Si tratta di un recesso unilaterale esercitabile – come spiega il Codice civile – sulla base di una semplice dichiarazione da inviare alla controparte.

Vediamo qual è in tale ipotesi il termine entro cui si può recedere dal contratto:

  • se il contratto è ad esecuzione immediata o differita (ad esempio una specifica prestazione professionale come una consulenza): il recesso può essere esercitato finché il contratto non abbia avuto un principio di esecuzione
  • se il contratto è ad esecuzione continuata o periodica (ad esempio affitto): il recesso può essere esercitato anche successivamente, ma il recesso non ha effetto per le prestazioni già eseguite o in corso di esecuzione.

Modello lettera diritto di recesso

(mittente)

Nome, cognome, indirizzo

(destinatario)

Spett.le

Sede legale del professionista

Luogo e data Raccomandata a.r.

Oggetto: Recesso dal contratto

Ai sensi e per gli effetti dell’art. 64 e ss. del D.Lgs. 206/05, con la presente Vi comunico formale recesso dal contratto concluso in data (data), n. ordine …, per l’acquisto di…. Vogliate, pertanto, restituirmi il prezzo corrisposto pari ad euro…

Ai fini della restituzione dell’importo, comunico le seguenti modalità di pagamento: (modalità di pagamento).

Trascorsi 30 giorni dal ricevimento della presente, ove non abbiate adempiuto all’accredito nella misura e nelle modalità su indicate, saranno adite le via legali con aggravio di spese a Vostro carico.

Distinti saluti.

(FIRMA)


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