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Lavori in proprio: spetta il bonus ristrutturazioni?

4 Marzo 2018
Lavori in proprio: spetta il bonus ristrutturazioni?

Bonus ristrutturazioni 2018: ecco le agevolazioni previste in caso di lavori eseguiti in proprio; in caso lavori di ristrutturazione su un immobile donato o eseguiti dall’inquilino con il permesso del proprietario di casa

La Legge di bilancio 2018 ha confermato il bonus ristrutturazioni, cioè la detrazione al 50% dall’Irpef dei costi sostenuti per gli interventi di ristrutturazione. La detrazione deve essere fruita in 10 quote annuali dello stesso importo ed è applicata a un costo massimo di 96mila euro. Per conoscere tutti i dettagli in ordine alle agevolazioni spettanti a chi intenda ristrutturare il proprio appartamento, consigliamo la lettura della guida: Bonus ristrutturazioni 2018: cos’è e come funziona?. Più nel dettaglio, con questo articolo, risponderemo a quanti si pongono le seguenti domande:

  • spetta il bonus ristrutturazioni in caso di lavori eseguiti in proprio?
  • in caso di lavori di ristrutturazione eseguiti su un immobile donato ci si può valere del bonus ristrutturazioni?
  • Può usufruire del bonus ristrutturazioni un inquilino che esegue lavori di ristrutturazione nella casa in affitto?

Procediamo con ordine, chiarendo alcuni aspetti essenziali prima di rispondere alle domande di cui sopra.

Bonus ristrutturazioni 2018: a chi spetta?

Possono beneficiare del bonus ristrutturazioni:

  • il proprietario dell’immobile;
  • il conduttore dell’immobile (dunque, l’inquilino);
  • il nudo proprietario;
  • l’usufruttuario;
  • il comodatario;
  • i familiari conviventi (purché siano loro a sostenere le spese e risultino intestatari di bonifici e fatture).

Bonus ristrutturazioni 2018: per quali interventi?

Gli interventi agevolabili consistono nei lavori interni a immobili esistenti; nel dettaglio, deve trattarsi di opere di:

  • manutenzione ordinaria (solo perle parti comuni dell’edificio);
  • manutenzione straordinaria;
  • ristrutturazione edilizia;
  • recupero e risanamento conservativo.

Sono detraibili non solo le spese necessarie all’esecuzione dei lavori, ma anche i costi di progettazione, le prestazioni professionali inerenti, le perizie ed i sopralluoghi.

In particolare, le opere agevolate devono riferirsi alle seguenti componenti:

  • impianto idraulico ed elettrico;
  • inferriate fisse;
  • soppalco;
  • pareti interne ed esterne;
  • scale ed ascensore;
  • cablatura;
  • porta blindata;
  • impianto di allarme;
  • allargamento porte e finestre;
  • pavimentazione esterna;
  • facciata ed intonaci esterni;
  • canna fumaria;
  • citofoni, videocitofoni e telecamere;
  • caldaia, caloriferi e condizionatori;
  • abbattimento delle barriere architettoniche;
  • balconi e verande;
  • box auto;
  • contenimento dell’inquinamento acustico (isolamento). 

Ciò premesso, rispondiamo alle domande che ci siamo posti ad incipit del presente articolo. Vediamo, dunque, le agevolazioni per chi esegue i lavori in proprio. Vediamo, inoltre, se il bonus spetta anche in caso di lavori eseguiti su un immobile ricevuto in donazione e se può beneficiarne anche l’inquilino che esegue i lavori nella casa in affitto con il consenso del proprietario di casa.

Bonus ristrutturazioni 2018 e lavori in proprio

Chi esegue i lavori di ristrutturazione in proprio ha diritto alla detrazione Irpef del 50% da calcolare sulle spese per l’acquisto dei materiali. Sul punto, infatti, l’Agenzia delle Entrate ha chiarito che la detrazione delle spese per gli interventi di recupero del patrimonio edilizio compete anche a chi esegue in proprio i lavori sull’immobile, limitatamente alle spese sostenute per l’acquisto dei materiali utilizzati. Ok, dunque, alla detrazione del 50% per lavori in casa eseguiti in proprio. Il fatto che il bonus 50% sia riservato all’acquisto di materiali del resto è sensato in quest’ottica perché se i lavori vengono realizzati in proprio non ci sono ditte o operai da pagare. La spesa agevolabile, quindi, è quella volta all’acquisto dei materiali per i lavori.

Bonus ristrutturazioni e donazione dell’immobile

Se l’immobile su cui sono eseguiti gli interventi di ristrutturazione viene donato, ad usufruire del bonus sarà il soggetto che ha ricevuto l’immobile in donazione.

Sul punto, l’Agenzia delle Entrate ha quanto segue: in premessa, si ricorda che, in caso di vendita dell’unità immobiliare sulla quale sono stati realizzati gli interventi di recupero edilizio, la detrazione non utilizzata in tutto o in parte è trasferita per i rimanenti periodi di imposta, salvo diverso accordo delle parti, all’acquirente persona fisica dell’unità immobiliare. Tenuto conto della finalità perseguita dalla norma, per evitare che situazioni analoghe abbiano un diverso trattamento fiscale, sebbene il legislatore abbia utilizzato il termine “vendita”, la disposizione trova applicazione in tutte le ipotesi in cui si ha una cessione dell’immobile e, quindi, anche nelle cessioni a titolo gratuito, quale la donazione.

Bonus ristrutturazioni e lavori svolti dall’inquilino

Se a realizzare gli interventi di ristrutturazione è l’inquilino, questi usufruirà del bonus solo a condizione che il proprietario abbia acconsentito allo svolgimento dei lavori.

Il Fisco ha infatti chiarito che possono fruire della detrazione delle spese per gli interventi di recupero edilizio coloro che possiedono o detengono l’immobile, sul quale sono stati effettuati i lavori, sulla base di un titolo idoneo (ad esempio, proprietà, altro diritto reale, locazione, comodato). Attenzione però: in caso di lavori effettuati dal detentore dell’immobile (se diverso dai familiari conviventi), e quindi anche dall’inquilino, è necessario avere la dichiarazione di consenso del proprietario dell’immobile all’esecuzione degli interventi.


note

Autore immagine: Pixabay.com


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