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La banca può recedere dal contratto di mutuo?

18 Agosto 2019
La banca può recedere dal contratto di mutuo?

Recesso unilaterale: l’istituto di credito può chiedere l’immediata restituzione del finanziamento e di tutte le somme date in prestito?

Firmare un contratto di mutuo con una banca espone a più di un grosso rischio. Da un lato, si accetta un debito di lungo periodo, la cui restituzione richiede una attenta programmazione; un calcolo errato delle proprie possibilità economiche, che non tenga conto degli imprevisti del futuro, può costare caro. C’è poi il rischio di incorrere in quegli eventi straordinari e imprevedibili che, purtroppo, la vita può porre davanti e che potrebbero pregiudicare la restituzione del debito: la perdita del lavoro, la riduzione della capacità lavorativa per un grave infortunio, una malattia improvvisa che richiede cure costose.

Inutile, in questi casi, richiamare lo stato di necessità o l’impossibilità sopravvenuta: l’ipoteca sulla casa e l’esistenza di un atto notarile (il contratto di mutuo) consentono all’istituto di credito di agire immediatamente sull’immobile in via esecutiva.

A questo punto, viene giustamente da chiedersi: la banca può recedere dal contratto di mutuo? Il rischio maggiore dell’assumere un debito superiore alle proprie possibilità è, infatti, quello di vedersi recapitare una lettera da parte del direttore della filiale con cui viene richiesta l’immediata restituzione dell’intera somma data in prestito, annullando il piano rateale convenuto. In buona sostanza al cliente viene intimato il pagamento non solo delle rate scadute e non ancora versate ma anche di tutte quelle che scadranno in futuro.

Per fortuna, esiste una normativa che limita il potere della banca di sciogliersi unilateralmente dall’accoro del finanziamento e dal relativo piano di ammortamento. Ciò può succedere solo infatti nelle ipotesi più gravi, anche se, non poche volte, le banche hanno abusato di tale facoltà. Ecco che allora sapere quando la banca può recedere dal contratto di mutuo può servire a far valere i propri diritti in caso di richieste illegittime.

Cos’è il recesso dal contratto?

Le parti devono rispettare il contratto firmato e lo possono sciogliere anticipatamente solo su consenso reciproco. Solo il giudice può decretare l’annullamento o la nullità di un contratto per un vizio di formazione dello stesso.

Eccezionalmente la legge o le clausole contrattuali possono conferire a una delle parti il potere di recedere unilateralmente dal contratto, senza bisogno del consenso dell’altro stipulante o dell’autorizzazione del giudice.

In generale, quindi, il recesso è la manifestazione di volontà di uno dei firmatari del documento con cui questi dichiara di non voler più adempiere ai propri obblighi e di ritenere l’accordo ormai sciolto. Naturalmente non è un potere esercitabile a proprio piacere, altrimenti non avrebbe senso vincolarsi con un contratto. Esso deve trovare giustificazione in una norma o in una facoltà consentita dal contratto medesimo.

Quando la banca può recedere dal contratto di mutuo?

Nell’ambito del contratto di mutuo, la legge consente alla banca di recedere unilateralmente dal contratto di mutuo ma solo se il cliente non è adempiente ai propri obblighi.

Non basta però un semplice ritardo nel versamento di una singola rata per far sì che la banca possa ritenere ormai sciolto l’accordo e richiedere l’immediata restituzione delle somme. La normativa in materia di mutui e finanziamenti consente la risoluzione anticipata solo nelle due seguenti ipotesi:

  • in caso ritardo nel versamento di almeno sette rate, anche non consecutive: in tal caso il ritardo deve essere superiore a 30 giorni. Dunque 10 ritardi di 20 giorni ciascuno sono del tutto ininfluenti e non consentono alla banca di recedere dal contratto; allo stesso modo sono irrilevanti 6 ritardi di 40 giorni;
  • in caso di ritardo nel pagamento di una rata solo se superiore a 180 giorni. Pertanto basta anche una sola rata non pagata senza che, entro 6 mesi, il cliente abbia fatto fronte al debito per consentire alla banca di avviare la risoluzione anticipata del mutuo.

Leggi anche La banca può chiedere la restituzione immediata del mutuo?

Quando il contratto di mutuo viene siglato con una società, la banca si riserva la possibilità di revocare il finanziamento quando le condizioni economiche del cliente siano tali da pregiudicare il rispetto degli accordi e appaiano tali da non consentire la prosecuzione del contratto. Si pensi a una società che sta per fallire o i cui finanziamenti siano stati interrotti da altri istituti di credito.

Cosa succede se la banca recede dal contratto di mutuo?

Con la dichiarazione di recesso, la banca intima al debitore l’immediata restituzione di tutte le somme date in prestito, revocando il piano di pagamento rateizzato (ammortamento). In più chiederà gli interessi moratori per le rate non ancora versate e quelli convenzionali per quelle future.

La banca deve dare al cliente un termine minimo di 15 giorni per recuperare la somma.

La banca può recedere anticipatamente dal contratto (in caso di sette ritardi di oltre 30 giorni o anche di uno solo di oltre 180 giorni) anche senza ricorrere al giudice: basterà inviare una lettera al cliente con raccomandata a.r. per comunicargli tale intenzione.

Le altre conseguenze della risoluzione anticipata del mutuo

Con la risoluzione anticipata del mutuo per inadempimento scattano ulteriori conseguenze: il debitore viene segnalato alla Centrale Rischi interbancaria della banca d’Italia nonché alla Crif come cattivo pagatore. Non può più emettere assegni, chiedere prestiti, utilizzare carte di credito o bancomat. Gli verranno negati altri finanziamenti.



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