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Il nuovo lavoro in banca: previste assunzioni

17 Agosto 2019
Il nuovo lavoro in banca: previste assunzioni

Nuovi dipendenti che non lavoreranno più allo sportello, ma dai call center.

Per molti anni, in Italia, le banche sono state fonte di reddito per numerose famiglie. Le assunzioni hanno riguardato lavoratori di tutti i tipi e con svariati inquadramenti.

Oggi però il lavoro dietro lo sportello sta diminuendo: complici le fusioni che hanno portato a una riduzione degli sportelli, il lavoro tradizionale sta scomparendo.

Il mutamento è dettato soprattutto dall’utilizzo sempre più diffuso dagli Atm (i bancomat) e della banca digitale che ha ridotto il numero di clienti giornalmente presenti in filiale.

A fronte di ciò, però, cresce l’esigenza di assistenza via telefono, e-mail, chat e social media: oltre 46 milioni le telefonate in ingresso arrivate ai contact center bancari nel 2018, di cui oltre 27 milioni (il 58,5%) gestite da operatore, in crescita del 6,4% rispetto all’anno precedente. A queste, si aggiungono circa 13 milioni di telefonate in uscita, anche in ragione di un sempre più spiccato orientamento alla consulenza a distanza che il canale sta assumendo negli ultimi anni.

È quanto emerge dalla rilevazione dell’Osservatorio sui Contact Center Bancari condotto da Abi Lab e dall’Ufficio Studi dell’Abi, a cui hanno partecipato 21 contact bancari rappresentativi del 70% del settore in termini di sportelli.

Il contatto telematico tra banca e cliente comporterà nuove assunzioni per gestire la clientela a distanza. Non più quindi il tradizionale lavoro del cassiere che, dietro lo sportello, consegnava gli stipendi in contanti, ma un’attività di consulenza a tutto tondo. Saranno richieste, quindi, maggiori competenze e una spiccata capacità a gestire il rapporto telefonico.


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