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Anticipo pensionistico

18 Agosto 2019 | Autore:
Anticipo pensionistico

Ape sociale, volontario e aziendale: come funziona l’accompagnamento alla pensione per chi ha compiuto 63 anni.

La pensione quota 100 consente di uscire dal lavoro a 62 anni di età, con 38 anni di contributi; la pensione anticipata non prevede un limite minimo di età, ma richiede il possesso di 42 anni e 10 mesi di contributi per gli uomini, e di 41 anni e 10 mesi di contribuzione per le donne; la pensione di vecchiaia richiede invece soli 20 anni di contributi, ma un’età minima pari a 67 anni.

In buona sostanza, la pensione anticipata, ordinaria o con opzione quota 100, richiede parecchi anni di contributi, mentre la pensione di vecchiaia, pur richiedendo soli 20 anni di contribuzione, si può conseguire a un’età elevata.

Ma esiste una via di mezzo tra queste due tipologie di pensioni, cioè un trattamento che non richieda troppi anni di contribuzione, né un requisito di età elevato?

La risposta è positiva: questa prestazione esiste e si chiama anticipo pensionistico. Non si tratta di una pensione, ma di una prestazione di accompagnamento al pensionamento, che spetta dai 63 anni di età sino al compimento dell’età per la pensione di vecchiaia ordinaria Inps (67 anni, per il biennio 2019- 2020).

L’anticipo pensionistico, o Ape, può essere di tre tipologie:

  • l’Ape volontario, che si può conseguire con un minimo di 63 anni di età e 20 anni di contribuzione, grazie a un prestito bancario;
  • l’Ape aziendale, che si può, ugualmente, conseguire con un minimo di 63 anni di età e 20 anni di contribuzione, grazie a un prestito bancario, parzialmente coperto grazie al versamento dei contributi volontari da parte dell’azienda;
  • l’Ape sociale, che si può conseguire dai 63 anni di età, se si appartiene a una categoria tutelata (disoccupati di lungo corso, caregiver, invalidi dal 74% e addetti ai lavori gravosi), con una contribuzione richiesta dai 28 ai 36 anni, a seconda della categoria di appartenenza; questo assegno è a carico dello Stato.

Purtroppo, sarà possibile richiedere queste prestazioni solo sino al 2019, salvo future proroghe. Ma procediamo con ordine, e vediamo quali sono i requisiti necessari per le tre tipologie di anticipo pensionistico.

Ape sociale

L’Ape sociale, o anticipo pensionistico a carico dello Stato, può essere richiesto dagli iscritti all’assicurazione generale obbligatoria ( che comprende gli iscritti al fondo pensione lavoratori dipendenti e alle gestioni speciali dei lavoratori autonomi), alle forme sostitutive ed esclusive della stessa, o alla gestione Separata Inps, purché cessino l’attività lavorativa e non siano già titolari di pensione diretta. Gli interessati devono possedere i seguenti requisiti.

Categoria
Età

minima
Anni di contributi

minimi
Requisiti
Disoccupati di lungo corso6330Risultare disoccupati a seguito di licenziamento, anche collettivo, o di dimissioni per giusta causa, o per effetto di risoluzione consensuale nell’ambito della procedura di conciliazione obbligatoriaperché gli appartenenti a questa categoria possano beneficiare dell’Ape sociale, è necessario che abbiano terminato da almeno tre mesi di percepire la prestazione di disoccupazione e che non si siano rioccupati (il trattamento non spetta, dunque, a chi non ha percepito la Naspi o un sussidio analogo)
Dal 2018, possono accedere all’Ape sociale anche i lavoratori disoccupati:·  il cui rapporto di lavoro è cessato a seguito di un contratto a termine, se hanno alle spalle almeno 18 mesi di contratti negli ultimi 3 anni

·  che sono stati rioccupati con un contratto di lavoro subordinato, con i voucher o col contratto di prestazione occasionale o il libretto famiglia per non più di 6 mesi complessivamente

Caregiver6330Assistere, al momento della richiesta e da almeno 6 mesi, il coniuge o un parente di primo grado convivente con handicap grave, ai sensi della Legge 104
Dal 2018, sono inclusi tra gli assistiti che danno luogo al beneficio dell’Ape sociale anche i familiari, parenti o affini, entro il secondo grado·  abbiano compiuto i 70 anni di età

·  risultino anch’essi affetti da patologie invalidanti (occorre fare riferimento alle patologie a carattere permanente che attualmente consentono al lavoratore dipendente di fruire del congedo per gravi motivi familiari

·  siano deceduti o mancanti (si considera l’assenza naturale o giuridica, ad esempio il divorzio).

Invalidi6330lavoratori che possiedono un’invalidità civile riconosciuta uguale o superiore al 74%
Addetti ai lavori gravosi6336Aver prestato per almeno 6 anni negli ultimi 7 anni, o per 7 anni nell’ultimo decennio, un’attività lavorativa particolarmente rischiosa o pesante, che deve far parte dell’elenco di professioni di seguito indicato:·  operai dell’industria estrattiva, dell’edilizia e della manutenzione degli edifici

·  conduttori di gru, di macchinari mobili per la perforazione nelle costruzioni

·  conduttori di convogli ferroviari e personale viaggiante

·  conduttori di mezzi pesanti e camion

·  professioni sanitarie infermieristiche ed ostetriche ospedaliere con lavoro organizzato in turni

·  addetti all’assistenza personale di persone in condizioni di non autosufficienza

·  professori di scuola pre-primaria

·  facchini, addetti allo spostamento merci ed assimilati

·  personale non qualificato addetto ai servizi di pulizia

·  operatori ecologici e altri raccoglitori e separatori di rifiuti

·  pescatori

·  lavoratori marittimi

·  operai agricoli

·  operai degli impianti siderurgici.

Le donne con figli hanno diritto a uno sconto sui contributi richiesti pari a 1 anno per ogni figlio, sino a un massimo di 2. Possono dunque ottenere l’Ape sociale con un minimo di 28 o 34 anni di contributi.

L’ammontare dell’Ape sociale non può superare i 1500 euro mensili, e l’assegno si calcola allo stesso modo della pensione.

Per sapere come presentare le domande (occorre dapprima presentare la domanda di certificazione dei requisiti e successivamente, una volta ricevuta l’autorizzazione dell’Inps, si può richiedere al prestazione) e conoscere le ulteriori specifiche sull’anticipo pensionistico a carico dello Stato: Ape sociale 2019.

Ape volontario

L’anticipo pensionistico volontario, o Ape volontario, è una prestazione che può essere richiesta da coloro ai quali non mancano più di 3 anni e 7 mesi per raggiungere la pensione di vecchiaia, se possiedono almeno 2° anni di contributi. Il trattamento è ottenuto grazie a un prestito bancario.

L’ammontare dell’Ape volontario corrisponde a una percentuale della futura pensione, dal 75% al 90%, secondo le scelte del lavoratore e la durata di erogazione dell’assegno (da un minimo di 6 mesi a un massimo di 3 anni e 7 mesi).

Scegliere un importo basso può essere conveniente per il lavoratore: più basso è l’importo, difatti, più basso risulterà l’ammontare del prestito da restituire.

La restituzione avviene attraverso un prelievo sulla pensione: ma a quanto ammonta la penalizzazione? I costi dipendono sia dall’importo dell’assegno ricevuto dal lavoratore che dalla durata del periodo di percezione dell’Ape. A questo proposito, puoi leggere, puoi leggere la guida al simulatore Inps dei costi dell’Ape.

Sono poi previste numerose condizioni restrittive per l’accesso alla prestazione (pensione non inferiore a un importo minimo, assenza di situazioni debitorie critiche…). Per conoscere tutte le specifiche sull’anticipo pensionistico volontario: Ape volontario 2019.

Ape aziendale

L’anticipo pensionistico aziendale, o Ape aziendale, non è uno strumento diverso dall’Ape volontario: si tratta infatti della stessa prestazione. Una parte del costo, però, è coperta dall’azienda, che si impegna a versare al lavoratore, per il periodo di durata dell’Ape, i contributi volontari.

In questo modo, l’importo della futura pensione risulta più elevato e si possono coprire, interamente o parzialmente, i costi del prestito Ape.

I datori di lavoro che possono aderire all’Ape aziendale sono le aziende e i professionisti del settore privato (sono escluse le amministrazioni pubbliche).

Aderendo all’Ape aziendale, il datore di lavoro versa una cifra che deve essere pari almeno all’equivalente della contribuzione volontaria, cioè pari al 33% (aliquota contributiva per i lavoratori dipendenti) della retribuzione imponibile delle ultime 52 settimane lavorate. I contributi devono essere calcolati per tutta la durata dell’anticipo, pertanto devono coprire un periodo da un minimo di 6 mesi (durata minima dell’Ape volontario) a un massimo di 3 anni e 7 mesi.

L’Ape aziendale è uno strumento di gestione degli esuberi maggiormente conveniente, per le aziende, rispetto ad altri strumenti di scivolo (per approfondire: guida al prepensionamento), come l’isopensione o l’assegno straordinario.



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