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Multe auto: come aumentano se non si pagano in tempo

18 Agosto 2019
Multe auto: come aumentano se non si pagano in tempo

Contravvenzioni stradali: calcolo degli interessi e sanzioni da applicare all’automobilista che non versa l’importo nei termini di legge.

Chi non paga una multa e dopo qualche anno si vede notificare la cartella esattoriale si meraviglia spesso di come l’importo sia potuto lievitare così tanto, sino a volte a raddoppiare. È legittimo un comportamento del genere da parte dell’Agente della Riscossione? Come verificare se il calcolo delle sanzioni e degli interessi è corretto?

Per sapere come aumentano le multe auto se non si pagano in tempo bisogna conoscere la legge sulla riscossione delle sanzioni amministrative. Vediamo meglio quali sono i punti cardine di tale disciplina, partendo appunto da cosa succede se non paghi una multa.

Cosa succede se non si paga una multa 

L’importo della multa stradale da pagare cresce in base al tempo trascorso dal giorno della notifica della stessa:

  • nei primi 5 giorni si può pagare con il 30% di sconto sull’importo già calcolato in misura ridotta (la cifra da versare è già indicata nel bollettino allegato alla sanzione amministrativa);
  • nei successivi 55 giorni (ossia dal 6° giorno successivo alla notifica fino al 60°) si paga la multa in misura ridotta ma senza sconto: l’importo è indicato in un secondo bollettino allegato al verbale;
  • a partire dal 61° giorno in poi, bisogna pagare la multa in misura piena: l’importo da versare all’agente accertatore è pari alla metà del massimo edittale (il massimo è il quadruplo del minimo edittale). Naturalmente, il cittadino non è sempre in grado di fare questo calcolo, per cui è meglio recarsi presso il comando di polizia che ha elevato il verbale per farsi quantificare la cifra da versare correttamente (in alternativa si può chiedere la quantificazione con una email di posta elettronica certificata). Se, infatti, si paga un importo inferiore si rischia di ricevere una cartella esattoriale per il residuo. Per capire di cosa stiamo parlando, prendi una sanzione qualsiasi del codice della strada: la norma prevede un importo tra un limite minimo e uno massimo. Devi quindi moltiplicare per quattro il minimo edittale e poi dividerlo per due.

Facciamo un esempio pratico, prendendo l’eccesso di velocità. Se superi di solo 10 km/h il limite la sanzione va da un minimo di 41 euro a un massimo di 168 euro. Per cui, in tal caso:

  • la multa in misura ridotta (entro i primi 60 giorni) è pari a 41 euro (con sconto del 30% se paghi nei primi 5);
  • la sanzione in misura integrale (dopo 60 giorni) è pari alla metà di 168 euro ossia 84 euro. In pratica, per aver atteso i 60 giorni la multa è raddoppiata.

Gli interessi e le sanzioni per il mancato pagamento della multa

Abbiamo appena visto come varia l’importo della multa in base ai giorni di ritardo. Oltre a tale cifra, però, vanno calcolati gli interessi. Non sono invece previste sanzioni come per le imposte non versate. Difatti, la multa stradale è essa stessa una sanzione, sicché non c’è ragione di aggiungere ulteriori importi a tale cifra.

Gli interessi, in realtà, sono particolarmente gravosi: da un lato perché il tasso di interessi e è del 10%, dall’altro perché esso scatta ogni 6 mesi (e non, come normalmente, una volta all’anno). In buona sostanza, due volte all’anno scatta una maggiorazione del 10% della multa.

La maggiorazione semestrale degli interessi del 10% è, probabilmente, la ragione per cui l’importo della multa auto aumenta se non si paga in tempo. La ragione è abbastanza semplice. Quando l’automobilista non versa la sanzione amministrativa, l’ente titolare del credito (di solito il Comune) forma il ruolo e lo invia all’Agente per la riscossione esattoriale entro due anni (cosiddetto termine di decadenza: leggi Dalla multa alla cartella di pagamento).

A sua volta, l’Esattore invia la cartella esattoriale che deve essere notificata al contribuente non oltre cinque anni (cosiddetto termine di prescrizione). Ebbene, le pubbliche amministrazioni non sono così solerti a svolgere tale iter, sicché l’automobilista si vedrà notificare la cartella solo in prossimità della scadenza della prescrizione ossia quasi dopo cinque anni dal ricevimento del verbale. In cinque anni il tasso di interesse del 10% è scattato per ben dieci volte (due volte all’anno). Il che chiaramente fa lievitare smisuratamente l’importo originario.

Una multa di 100 euro, dopo un anno matura due volte gli interessi del 10% e diventa di ben 120 euro (10 euro ogni semestre).

Alcuni Comuni procedono a intimare il pagamento del debito mediante un atto interno (la cosiddetta ingiunzione fiscale) e non tramite la cartella di pagamento. La disciplina, però, non cambia.

Multa non pagata: cosa succede?

Dopo 60 giorni dalla notifica della cartella esattoriale, il debitore può subire il pignoramento così come il fermo amministrativo dell’auto. Le due misure non sono alternative ma possono essere cumulate, essendo il fermo solo una misura cautelare e non esecutiva. Solo una richiesta di rateazione della cartella può consentire di tornare a guidare.



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