Diritto e Fisco | Articoli

Il contratto di testimonial

19 Agosto 2019 | Autore:
Il contratto di testimonial

Chi è e cosa deve fare il testimonial? Cosa sono le clausole d’esclusiva e quella di risoluzione contrattuale? Come funziona la cessione dei diritti d’immagine?

Se vuoi vendere un prodotto devi pubblicizzarlo: questo è sicuro. Che si tratti di un genere alimentare, di un capo di abbigliamento, di un libro o della prestazione di un professionista, ciò che bisogna fare è essere presenti sul mercato, informare i potenziali clienti della disponibilità del prodotto o del servizio. Spesso, però, un semplice messaggio promozionale non è sufficiente: occorre che qualcuno ci “metta la faccia”, dimostrando che il bene sponsorizzato sia affidabile. È per tale ragione che le campagne pubblicitarie sono sempre più improntate sui contratti di testimonial.

Come immagino tu sappia già, il testimonial è colui che presta la propria immagine per sponsorizzare un prodotto, una merce o un servizio. Insomma: il testimonial si offre, dietro compenso, di fare pubblicità rendendosi disponibile ad essere ripreso mentre utilizza o si avvantaggia della cosa pubblicizzata. Pensa alle tante modelle che si fanno immortalare con indosso capi di intimo femminile, oppure ai calciatori che reclamizzano articoli sportivi o indumenti maschili. Dietro ogni tipo di pubblicità che sfrutta l’immagine di una persona (in genere famosa) c’è un contratto di testimonial; vediamo di cosa si tratta.

Testimonial: chi è?

Come anticipato nell’introduzione, il testimonial è colui che cede la propria immagine a fini pubblicitari. Lo scopo del testimonial è quello di essere un rappresentante vivente della merce reclamizzata. Gli esempi sarebbero infiniti: attori, modelle, calciatori o, più in generale, divi del mondo dello sport, dello spettacolo e del cinema.

Il testimonial, però, non deve necessariamente essere una persona famosa: è possibile chiamare a fare da “testimone” qualunque persona si ritenga idonea a mettere in risalto le qualità del prodotto o del servizio pubblicizzato. Certo, comprenderai bene che, maggiore è la notorietà del testimonial, maggiore è l’efficacia della pubblicità.

Caratteristiche del contratto di testimonial

Col contratto di testimonial il soggetto che intende pubblicizzare il proprio prodotto o la propria attività paga una persona (in genere famosa) affinché compaia nelle réclame per consigliarne l’acquisto al pubblico. In altre parole, con il contratto di testimonial una parte (committente) ne retribuisce un’altra affinché quest’ultima pubblicizzi un determinato prodotto/servizio.

Si tratta di un contratto corrispettivo di natura obbligatoria, nel senso che entrambe le parti sono chiamate ad eseguire una prestazione:

  • il testimonial si impegna a reclamizzare ciò che gli viene detto;
  • l’altra parte si impegna a pagare il testimonial. Il pagamento avviene in genere in danaro, ma nulla vieta che possa avvenire anche in diversa forma (ad esempio, mediante la stipula di una polizza assicurativa a favore del testimonial ma a carico della controparte).

Altro aspetto essenziale del contratto di testimonial è la durata: raramente la prestazione del testimonial si esaurisce in un’unica volta. In genere, il testimonial viene vincolato per un determinato periodo di tempo, nell’arco del quale verrà chiamato a pubblicizzare più volte il bene o il servizio oggetto del contratto.

In queste ipotesi, il contratto di testimonial diviene di durata, nel senso che non esaurisce i suoi effetti immediatamente, prolungandosi nel tempo e mantenendo vivo il vincolo del testimonial. In questi casi, tra l’altro, il testimonial potrebbe essere obbligato a non mutare la propria immagine.

Pensa all’uomo dalla ricca chioma che sia ingaggiato per sponsorizzare una nota marca di shampoo e che, dopo un po’ di tempo, decida di rasarsi a zero. È chiaro che una condotta del genere non andrebbe a genio alla società che l’ha pagato per fare da testimonial di un prodotto per capelli.

Le clausole d’esclusiva nel contratto di testimonial

Tra le clausole più diffuse all’interno dei contratti di testimonial non ci sono soltanto quelle che vietano una modificazione significativa del proprio aspetto fisico (tale semmai da renderlo irriconoscibile al grande pubblico o da non essere più funzionale alla pubblicità, come nel caso dello shampoo e del taglio di capelli sopra esemplificato) ma anche quelle che impongono al testimonial di lavorare in esclusiva per il committente con cui ha stipulato il contratto.

La clausola d’esclusiva serve affinché il testimonial, cedendo i propri diritti d’immagine anche a terzi, possa avvantaggiare una società rivale. Ovviamente, una clausola d’esclusiva ha ragion d’esistere solamente se la condotta del testimonial possa rivelarsi dannosa (anche solo potenzialmente) per il committente che per prima l’ha messo sotto contratto: ciò accade quando il testimonial si “vende” ad una società che opera nello stesso settore merceologico.

Pertanto, il testimonial potrà tranquillamente sponsorizzare, allo stesso tempo, un articolo sportivo, una nota marca di caffè, un’auto e uno smartphone appartenenti tutti a società diverse, in quanto i prodotti sono completamente differenti tra loro, non facendo parte dello stesso settore merceologico.

La risoluzione del contratto di testimonial

Un’altra clausola spesso presente nel contratto di testimonial è quella che prevede la risoluzione del contratto nel caso in cui il testimonial dovesse rendersi protagonista di condotte sconvenienti in grado di oscurarne la popolarità: pensa allo sportivo trovato ubriaco alla guida, oppure all’attore arrestato per droga.

La risoluzione, con conseguente richiesta di risarcimento dei danni, può conseguire anche nel caso in cui il testimonial utilizzi la propria immagine in modo tale da porsi in contrasto con gli obblighi assunti con la controparte. Ad esempio, integra inadempimento del contratto di testimonial l’aver eseguito una performance artistica mettendo in mostra un capo di abbigliamento appartenente ad un’impresa concorrente nel periodo di vigenza del rapporto contrattuale di testimonial [1].

Il contratto di testimonial e la cessione dei diritti d’immagine

Elemento essenziale di ogni contratto di testimonial che si rispetti è la cessione dei diritti d’immagine di colui che si presta a reclamizzare un prodotto. Il diritto all’immagine è quel diritto che garantisce che la propria immagine non venga divulgata, esposta o pubblicata senza il proprio consenso e fuori dei casi previsti dalla legge.

In buona sostanza, il diritto all’immagine è quello che ti consente di vietare la divulgazione di una foto o di un filmato che ti riprende in assenza del tuo consenso espresso (salvi i casi in cui di tale consenso non ci sia bisogno).

È facile comprendere, dunque, che, poiché il contratto di testimonial prevede lo sfruttamento, a fini economici, dell’immagine del testimonial, questi debba per forza cedere i suoi diritti d’immagine, altrimenti il contratto non avrebbe senso.

Tanto è confermato anche dalla giurisprudenza di merito sopra citata, secondo cui la causa del contratto di testimonial consiste nell’acquisire il diritto di immagine e di sfruttare la notorietà e la celebrità raggiunta da un personaggio pubblico tramite la sua attività professionale al fine di promuovere il brand del committente verso il pagamento di un corrispettivo economico.

Cosa deve fare il testimonial?

Approfondiamo l’aspetto legato alla prestazione del testimonial. Cosa deve fare il testimonial una volta sottoscritto il contratto? Dipende dal tipo di prestazione che gli viene richiesta: ad ogni modo, a prescindere da rare eccezioni, egli dovrà prestare la propria immagine, per un determinato periodo di tempo, al prodotto, al servizio o al marchio che dovrà rendere noto.

Possiamo dunque affermare che il testimonial può essere tenuto a:

  • recitare copioni per la ripresa di brevi scene (in genere televisive);
  • sottoporsi a servizi fotografici utili a catturare le immagini giuste da utilizzare nella campagna televisiva;
  • prestare solamente la propria voce, il che accade quando il timbro vocale del testimonial è inconfondibile e basta di per sé ad individuare il personaggio;
  • mettere a disposizione qualcosa che gli appartenga e che lo individui in maniera inequivocabile: pensa al noto calciatore che mostri solamente il numero della maglietta, oppure all’artista che permetta la ripresa di un premio che soltanto lui ha vinto.

note

[1] Trib. Milano, sent. n. 8722 del 16 agosto 2017.

Autore immagine: Pixabay.com 


Sostieni LaLeggepertutti.it

La pandemia ha colpito duramente anche il settore giornalistico. La pubblicità, di cui si nutre l’informazione online, è in forte calo, con perdite di oltre il 70%. Ma, a differenza degli altri comparti, i giornali online non hanno ricevuto alcun sostegno da parte dello Stato. Per salvare l'informazione libera e gratuita, ti chiediamo un sostegno, una piccola donazione che ci consenta di mantenere in vita il nostro giornale. Questo ci permetterà di esistere anche dopo la pandemia, per offrirti un servizio sempre aggiornato e professionale. Diventa sostenitore clicca qui

Lascia un commento

Usa il form per discutere sul tema (max 1000 caratteri). Per richiedere una consulenza vai all’apposito modulo.

 


NEWSLETTER

Iscriviti per rimanere sempre informato e aggiornato.

CERCA CODICI ANNOTATI

CERCA SENTENZA

Canale video Questa è La Legge

Segui il nostro direttore su Youtube