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Causale bonifico affitto

19 Agosto 2019
Causale bonifico affitto

Locazione: come fare il bonifico bancario per il padrone di casa a saldo del canone mensile. 

È fine mese e devi pagare l’affitto. Sino ad oggi, hai sempre consegnato la somma in contanti, direttamente nelle mani del proprietario di casa. Ora vuoi, invece, effettuare un bonifico bancario. Hai appena attivato il tuo servizio di home banking con cui puoi fare pagamenti anche attraverso il computer di casa. Non hai molta esperienza in tema di strumenti elettronici, né tantomeno in materia fiscale. Così, dopo aver compilato ogni campo presente nel modulo (beneficiario, Iban, importo), ti chiedi qual è la corretta causale bonifico affitto. Non vuoi, infatti, che un errore di dicitura, nel campo previsto appunto per la causale del bonifico, ti possa comportare dei problemi sia con il locatore che con l’Agenzia delle Entrate.

Ecco allora qualche chiarimento che troverai utile.

Posso pagare l’affitto in contanti?

Sicuramente, sì. Lo puoi fare purché l’importo non sia superiore a 3mila euro. Se, però, nel contratto di locazione che hai firmato è stabilito che tu debba versare la somma tramite bonifico, non puoi modificare le modalità di pagamento. Quindi, riprendi in mano la scrittura privata che hai sottoscritto e verifica se ci sono condizioni particolari.

Posso pagare l’affitto con bonifico?

La risposta è identica a quella appena fornita: è tuo diritto farlo solo se il contratto non prevede una diversa forma. In alternativa, il padrone di casa potrebbe esigere i contanti (solo per somme inferiori a 3mila euro) o un assegno.

Una volta constatato che puoi fare un pagamento con bonifico, è del tutto indifferente che utilizzi il servizio di home banking offerto dal tuo istituto di credito. Questo strumento è, infatti, equivalente al tradizionale bonifico allo sportello.

Quale importo per il bonifico bancario?

Inutile nascondersi dietro un dito: in molti casi, il locatore chiede un canone superiore rispetto a quello riportato nel contratto registrato. Si tratta di un compenso “in nero” per sfuggire all’imposta sul reddito.

Un accordo del genere, però, è completamente nullo. Per cui, se tu dovessi fare un bonifico per la cifra convenuta nella scrittura privata, astenendoti poi dal versare in contanti il residuo “in nero”, non rischieresti né un decreto ingiuntivo, né lo sfratto da parte del proprietario di casa. Se, viceversa, dovessi pagare la maggiore somma con bonifico, a rischiare sarebbe solo il locatore e non certo tu: è il primo, infatti, ad aver commesso l’evasione fiscale e, quindi, a subire un accertamento.

Dunque, se con accordi “sottobanco” hai accettato un canone superiore rispetto a quello ufficiale e lo versi tutto con bonifico, non devi preoccuparti: il Fisco non perseguirà te.

Quale causale per il bonifico dell’affitto?

Se ora ti stai chiedendo qual è la causale che devi scrivere nel momento in cui fai il bonifico al locatore, ti posso tranquillizzare dicendoti che, qualsiasi dicitura tu utilizzerai, non sarà questa a pregiudicarti nei rapporti né con il locatore, né con il Fisco. Difatti, la causale funge da semplice “promemoria” e non ha alcun valore legale. Questo vuol dire anche che puoi usare qualsiasi formula identificativa per ricondurre il pagamento al debito mensile.

Ecco alcune formule per la causale del bonifico dell’affitto:

  • mensilità affitto mese di maggio 2019;
  • canone di locazione, mensilità di aprile 2020;
  • saldo pagamento affitto, casa al mare, mesi di luglio e agosto 2020;
  • versamento canone mensile di affitto: gennaio 2021, appartamento via Lago di Como 11.

Come si può ben vedere, si tratta di formule equivalenti.

In realtà, la parola corretta è sempre locazione e non affitto (che, invece, si riferisce a beni produttivi di reddito come un’azienda e non un appartamento). Ma un’improprietà del genere non invaliderà certo il bonifico né la sua funzione.

Se ho degli arretrati da pagare?

Se hai degli arretrati da pagare, la causale identificherà meglio quale mensilità intendi saldare. Se non indichi la causale, il creditore può imputare il pagamento al debito più antico e agli interessi dovuti per poi, via via, risalire alla mensilità più recente.

Se non indico la causale che succede?

Se non indichi alcuna causale, il pagamento andrà ugualmente a buon fine e servirà a coprire il tuo debito; per cui il creditore non potrà ritenere non versato il canone. Diversamente, dovrebbe giustificare per quale ragione ha ricevuto da te i soldi e, in assenza di altre cause, dovrebbe restituirteli.



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