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Il tutor è solo in autostrada?

19 Agosto 2019
Il tutor è solo in autostrada?

Multe stradali: dove viene posizionato il tutor e come funziona il controllo elettronico della velocità media. Le condizioni per l’utilizzo dell’apparecchio fuori città.

La riapertura dei tutor sulle autostrade italiane – conseguenza di una lunga battaglia giudiziaria contro i detentori del brevetto – ha posto di nuovo gli interrogativi di sempre sul funzionamento e utilizzo di questo strumento di controllo elettronico della velocità: cos’è il tutor e dove viene posizionato? Chi rallenta davanti alla telecamera viene multato? Ma soprattutto: il tutor è solo in autostrada o può essere installato anche su altri luoghi? Cerchiamo di fare chiarezza sulle principali questioni che ruotano intorno all’apparecchio in uso ormai tanto alla polizia stradale che a quella municipale.

Cos’è il tutor?

La parola “tutor” viene utilizzata per indicare uno strumento di controllo elettronico della velocità media in un determinato tratto di strada (ossia tra una “porta di entrata” e una “porta d’uscita”). In questo, il tutor si contrappone all’autovelox che, invece, rileva solo la velocità istantanea, quella cioè del veicolo nell’esatto momento in cui passa davanti alla telecamera. Dunque, se per “ingannare” l’autovelox basta rallentare solo dinanzi ad esso, con il tutor questo giochetto non funziona: per non essere rilevati dal tutor bisogna mantenere una velocità nei limiti di legge in tutto il tratto di strada coperto dal rilevamento. La cosiddetta “porta di entrata” (quella cioè ove inizia tale rilevamento) deve essere presegnalata con il classico cartello «Attenzione: controllo elettronico della velocità media» oppure «Controllo elettronico della velocità tramite sistema tutor». La porta d’uscita viene, di solito, indicata con un cartello molto più piccolo con l’icona di un cappello della polizia. In autostrada, però, la porta d’uscita non viene indicata.

Il tutor è solo in autostrada?

Il tutor è nato sulle autostrade, ma da lì si è diffuso anche sulle altre strade. Tuttavia, se in autostrada e sulle strade extraurbane principali il tutor può essere posizionato senza alcun limite (purché vi sia sempre la preventiva segnaletica di avviso ai conducenti), non è così altrove. Difatti:

  • sulle strade urbane, qualsiasi strumento di controllo elettronico della velocità non può prevedere la contestazione differita (ossia l’invio della multa a casa del conducente). Il trasgressore deve essere fermato nell’immediatezza per ricevere la contestazione della multa. Questo richiede, da un lato, la necessaria presenza della polizia a margine dell’apparecchio e, dall’altro, la certezza della commissione dell’illecito. Tale secondo aspetto è facilmente rilevabile con l’autovelox e il telelaser, strumenti che consentono di conoscere, in tempo reale, la velocità del mezzo. Non succede altrettanto con il tutor ove il calcolo dell’andatura è frutto di una complessa operazione matematica (la media della velocità viene rilevata mediante il rapporto tra lo spazio percorso e il tempo in cui ciò è avvenuto). Tale rilevazione, per quanto effettuata tramite software dinamici, impedisce di fermare immediatamente il conducente e contestargli sul posto la multa. Dunque, è assai improbabile trovare un tutor in città o sulle strade urbane;
  • sulle strade urbane principali e sulle strade extraurbane secondarie il controllo della velocità tramite strumenti elettronici (come tutor e autovelox) può avvenire anche senza contestazione immediata e, quindi, in assenza della polizia. Tuttavia, affinché ciò sia legittimo, è necessario che vi sia una previa autorizzazione del prefetto che, con apposito decreto, individui il tratto di strada in cui può essere utilizzato l’apparecchio. Il prefetto deve motivare le ragioni per le quali consente il rilevamento automatico della velocità con contestazione differita dell’infrazione (limitando cioè il diritto del conducente a difendersi immediatamente): ragioni che risiedono, di solito, nell’impossibilità di fermare l’automobilista sul posto per pericolo alla circolazione o assenza di aree di sosta.

Dove si trova il tutor?

Alla luce di ciò, possiamo concludere dicendo che il tutor, che tipicamente si incontra in autostrada, può essere posizionato anche fuori città, nelle cosiddette “strade statali” e “provinciali”, purché:

  • vi sia prima un cartello che avvisi gli automobilisti della presenza dell’apparecchio. Non basta, però, indicare il semplice rilevamento elettronico della velocità ma – stando alle recenti sentenze della giurisprudenza – è necessario anche che il segnale specifichi che si tratta di un controllo sulla “velocità media” e non su quella istantanea (cosa che, altrimenti, farebbe ritenere di essere in presenza di un semplice autovelox). Se il cartello non dovesse specificare ciò la multa è contestabile. Inoltre tale avviso deve essere posto con congruo anticipo rispetto alla telecamera (e non oltre 4km), in modo da consentire un rallentamento graduale del veicolo;
  • vi sia un decreto del prefetto che specifichi l’esatto tratto di strada ove è consentito il rilevamento della velocità media senza la presenza della polizia e, quindi, con invio della multa a casa dell’automobilista (e non con consegna immediata della stessa).

Tutor fuori dall’autostrada: è legittimo?

Possiamo concludere dicendo che il tutor fuori dall’autostrada è pienamente legittimo nel rispetto delle due condizioni appena elencate. Il conducente deve, però, essere posto nella condizione di sapere qual è la porta d’uscita, ossia il punto della strada ove cessa il rilevamento della velocità media. Tale punto viene di solito individuato con un piccolo cartello bianco, con l’icona del cappello della polizia.



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