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Cortile dissestato del condominio: se cado c’è risarcimento?

30 Agosto 2019 | Autore:
Cortile dissestato del condominio: se cado c’è risarcimento?

La Cassazione si pronuncia di nuovo sull’uso corretto degli spazi comuni: di chi è la responsabilità se c’è disattenzione o caso fortuito?

Immagina di andare a trovare tua figlia nel condominio in cui abita. E che, uscendo dal cortile per tornare a casa, inciampi e cadi a causa di una mattonella sollevata e ti fai male ad una gamba e ad un braccio. Di chi è la colpa? Dell’amministratore che non ha controllato lo stato della pavimentazione? Del custode che non l’ha segnalato? O semplicemente la colpa è tua perché non sei stato attento alla mattonella pur frequentando il posto spesso per andare a trovare tua figlia? La Cassazione, con una recente ordinanza [1], si è orientata su quest’ultima possibilità. In un cortile dissestato del condominio, se cadi non c’è risarcimento quando il luogo è da te conosciuto.

Certo, potrai replicare che il Codice civile ha un articolo [2] in cui si dice che il condominio è responsabile delle parti comuni in quanto custode per eventuali danni arrecati a terzi. Quello, però, che dice la giurisprudenza è che quei danni possono essere evitati quando si presta un po’ di attenzione, cioè quando vengono adottate le normali cautele da parte di chi non dovrebbe inciampare perché conosce lo stato del luogo. Così, nel chiederti se quando nel cortile dissestato del condominio cadi c’è il risarcimento, devi valutare soprattutto questo aspetto.

Non solo mattonelle sollevate, però. Il condominio potrebbe difendersi provando che a provocare la caduta sono state delle cause imprevedibili e impreviste. Vediamo quali.

Caduta in cortile: chi ne risponde?

La giurisprudenza, dunque, ha stabilito che chi cade nel cortile di un condominio dissestato ha diritto al risarcimento solo se sussistono due circostanze:

  • che ci sia un’alterazione del bene condominiale in grado di rappresentare un’insidia per il passante;
  • che il pericolo sia imprevedibile e, quindi, inevitabile.

Giovanni va a trovare la figlia Anna nel condominio in cui lei abita da cinque anni. È una delle visite abituali che fa ogni settimana, soprattutto da quando è nato il nipotino Andrea, 3 anni fa. Uscendo per rientrare a casa, inciampa nel cortile in una mattonella che si è staccata da tempo dalla pavimentazione e che altre volte è riuscito a schivare. Cade e si fa male. Giovanni non ha diritto al risarcimento, perché il pericolo era prevedibile (altre volte l’aveva visto) e, quindi, evitabile.

Luca va a casa della fidanzata, dove ogni domenica si trova a pranzo con la famiglia di lei. Nel cortile del condominio ci sono diverse piante d’alto fusto. Il vento ha fatto cadere a terra molte foglie e quel pomeriggio la pioggia le ha rese viscide. Nell’uscire per tornare a casa, Luca cammina di fretta per non bagnarsi e scivola sulle foglie. Cade e si fa male. Luca non ha diritto al risarcimento perché il pericolo era prevedibile e, quindi, evitabile e perché non essere stato prudente nell’attraversare il cortile nonostante il pericolo di caduta.

Antonio va, come ogni giorno, a casa della sorella disabile per vedere se ha bisogno di qualcosa. Nell’uscire per tornare a casa, scivola su una pattina di muschio che si è formata sulla pavimentazione. Antonio ha diritto al risarcimento perché l’insidia era presente ma non era prevedibile e, quindi, difficilmente evitabile e, inoltre, aveva una pericolosità intrinseca.

Caduta in cortile: la responsabilità della vittima

Non basta, dunque, che sia dissestato il cortile del condominio per chiedere il risarcimento dopo una caduta. È necessario che l’episodio avvenga per un fatto imprevisto ed inevitabile e che la vittima dell’incidente non abbia commesso qualche imprudenza oppure non si sia distratto nel muoversi all’interno del cortile.

Come ricordano la Cassazione ed il Codice civile, infatti, per stabilire la responsabilità del condominio occorrono le prove:

  • del fatto dannoso;
  • del nesso di causalità tra il danno e la cosa in custodia.

Queste prove, sostiene la Suprema Corte, non esistono nel caso in cui:

  • le condizioni del luogo comune (in questo caso il cortile) non siano tali da costituire una pericolosità intrinseca della cosa. Ad esempio, una mattonella rialzata dalle radici di una pianta, di per sé, non è pericolosa: la si può sempre schivare;
  • c’è la prova di una condotta imprudente della persona danneggiata che, pur potendolo fare, non ha prestato attenzione nell’uso della cosa. Ad esempio, se attraversi il cortile del condominio mentre guardi la chat di WhatsApp sul telefonino, non ti accordi della mattonella staccata e inciampi, la responsabilità è tua: se fossi stato attento, avresti evitato il pericolo.

Se, per di più, frequenti quel cortile perché vi abita un parente, il fidanzato o un amico e puoi essere a conoscenza della mattonella rialzata dalle radici di una pianta che è lì da decenni, non puoi pretendere nulla perché l’insidia è a te già nota e, quindi, non è imprevedibile o inevitabile.

C’è da sottolineare che il limite di responsabilità del condominio in base a quanto disposto dal Codice civile si colloca nel caso fortuito, che può essere provocato da un esterno (ad esempio l’impresa di pulizie che lascia gli attrezzi incustoditi o il pavimento scivoloso) oppure dalla persona danneggiata, che non ha utilizzato la cosa con la dovuta cautela.

Alla vittima della caduta nel cortile del condominio spetta l’onere di provare il nesso di causalità tra il danno e la cosa in custodia, mentre al condominio spetterà l’onere di provare il caso fortuito per liberarsi di ogni responsabilità.


note

[1] Cass. ord. n. 18319/2019 del 09.07.2019.

[2] Ex art. 2051 cod. civ.


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