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Revoca illegittima degli affidamenti

28 Agosto 2019 | Autore:
Revoca illegittima degli affidamenti

Come difendersi dall’illegittima e arbitraria revoca da parte della banca degli affidamenti in corso.

Tasse, spese impreviste, ritardi nei pagamenti da parte dei fornitori possono talvolta mettere a rischio la tua stabilità finanziaria. In particolar modo, se sei un imprenditore, comprenderai bene cosa significa arrivare a fine mese con la paura di non farcela a pagare tutto. Per fortuna, esiste l’affidamento bancario o, come spesso si suol dire il “fido bancario”: la banca si impegna a metterti a disposizione una determinata somma per consentirti di far fronte a tutte le tue obbligazioni. Ottenere un fido è complesso e richiede il rispetto di una serie di requisiti. La Banca tra l’altro può, in presenza di giustificati motivi, revocare il fido concesso ove ritenga venir meno i predetti requisiti. Ciò che la legge non consente, in ogni caso, è la revoca illegittima degli affidamenti: in questo articolo troverai indicazioni utili su come difenderti da eventuali abusi della banca.

L’affidamento bancario

Come detto, con affidamento bancario si intende l’impegno assunto da una banca a mettere una somma a disposizione del cliente, o di assumere per suo conto un’obbligazione nei confronti di un terzo.

L’affidamento permette al correntista di “andare in rosso” sul proprio conto, naturalmente secondo modalità e tempistiche contrattualmente stabilite e a fronte di un impegno a rientrare dello scoperto. Capirai bene che si tratta di un qualcosa di ben diverso da un finanziamento. Il fido è infatti una promessa di credito, mentre il finanziamento è l’operazione attraverso cui il credito viene concretamente erogato. 

L’affidamento è un contratto a prestazioni corrispettive: da un lato, infatti, c’è l’impegno da parte della banca a mettere a disposizione del cliente una determinata somma di denaro, dall’altro c’è l’impegno del cliente a rientrare dallo scoperto nei termini pattuiti.

L’affidamento è uno strumento preziosissimo per chi fa impresa, costretto a barcamenarsi tra costi fissi e guadagni incerti, ma può essere richiesto anche da un soggetto privato.

Ovviamente, la banca non fa beneficenza. A fronte della concessione del fido, è previsto l’addebito di una commissione di disponibilità fondi: tale commissione è dovuta in ragione del fatto che la banca sta accantonando delle somme a Tuo favore, a prescindere dall’utilizzo effettivo delle stesse.

Come si ottiene un fido bancario

Gli affidamenti bancari vengono concessi dagli istituti di credito a seguito di una complessa istruttoria che di norma ha ad oggetto sia i profili reddituali che quelli patrimoniali del soggetto richiedente al fine di stabilire la capacità di restituzione del credito che viene concesso oltre che la solidità finanziaria del cliente. 

Attraverso l’istruttoria, la banca procede ad accertare la veridicità delle dichiarazioni del cliente, la sua capacità di reddito, gli scopi del finanziamento, l’ammontare del fido da concedere, la forma tecnica e le modalità di rimborso. La banca, impegnandosi nei Tuoi confronti ad anticiparti dei soldi, Ti sta concedendo fiducia ed è, pertanto, naturale che voglia garanzie sulla tua affidabilità.

L’istruttoria per la concessione di un fido bancario viene effettuata prendendo in considerazione i seguenti elementi:

  • la tua situazione nelle banche dati finanziarie, in particolare Centrale Rischi e Crif;
  • i tuoi redditi come risultanti dalle dichiarazioni trasmesse;
  • la tua situazione patrimoniale;
  • la situazione di altri affidamenti bancari.

Se sei un imprenditore, ti verranno altresì richieste informazioni in merito alla tua storia imprenditoriale, al tuo settore di appartenenza, ai tuoi progetti di investimento e soprattutto verrà esaminato con cura il bilancio aziendale.

Esaurita l’istruttoria, ove la banca ritenga di darti credito, adotterà una delibera di concessione.

Fidarsi è bene, non fidarsi è meglio: per questa ragione, spesso, la concessione del fido può essere accompagnata dalla richiesta di garanzie da parte della banca. Lo strumento tipico in questi casi è la fideiussione.

La revoca degli affidamenti

A determinate condizioni, la banca può esercitare il diritto di recesso dal contratto e dunque revocare il fido concesso. E’ il Codice civile [1] a disciplinare la materia. Se l’apertura di credito è a tempo indeterminato, la banca deve dare il preavviso nei termini stabiliti, comunque non inferiori a 15 giorni; se l’apertura di credito è, invece, a tempo determinati la banca può recedere prima della scadenza solo per giusta causa. 

Il recesso della banca è l’esito di una attenta analisi della situazione economico finanziaria del cliente, effettuata sulla base di elementi concreti e certi idonei a comprovare una situazione di insolvenza del cliente, ossia l’incapacità dello stesso di far fronte regolarmente alle proprie obbligazioni. 

A titolo esemplificativo, dovrà essere svolta una valutazione sulla liquidità del cliente, sulle sue complessive condizioni finanziarie, sulla sua capacità reddituale, sulla situazione contingente del mercato, sull’importo del credito accordato. Dovrà altresì essere verificata l’assenza di protesti, procedure esecutive o concorsuali.

La banca non può, dunque, limitarsi ad addurre motivazioni generiche come ad esempio “l’aver acquisito notizie preoccupanti circa le condizioni economiche dell’impresa” o “la scarsa mobilitazione del conto”. Occorrono sempre, è bene ribadirlo, gravi indici rilevatori di una situazione di dissesto.

Come in tutti i contratti, è richiesta l’esecuzione secondo correttezza e buona fede [2]Ne consegue inevitabilmente che si ha revoca illegittima degli affidamenti ogni qual volta la banca revochi il fido concesso senza preavviso alcuno e senza motivazione legittima: si tratta di abuso per il quale la legge prevede il diritto al risarcimento in capo al cliente della banca

La revoca è da ritenersi illegittima quando in concreto assuma connotati del tutto imprevisti ed arbitrari: deve ciò contrastare con la ragionevole aspettativa del cliente che, in base ai rapporti usualmente tenuti con la propria banca e a quelli che sono gli usi commerciali, abbia fatto conto di poter disporre delle somme garantitegli col fido [3].

Conseguenza della revoca illegittima degli affidamenti

La revoca illegittima degli affidamenti produce una conseguenza immediata e molto fastidiosa: l’improvvisa indisponibilità delle somme per far fronte alle varie spese. Tanto basterebbe per far causa alla banca che abbia provveduto alla revoca illegittima degli affidamenti.

Ma v’è di più. Alla revoca degli affidamenti, infatti, consegue la segnalazione del proprio nominativo alla Centrale dei Rischi presso la Banca d’Italia. In questo modo, anche le altre banche con cui operi o nuove banche a cui stavi pensando di rivolgerti, verranno a conoscenza della revoca del fido e ti guarderanno dunque con sospetto: se una banca ti ha revocato l’affidamento, le altre banche difficilmente saranno disposte a concederti un altro fido.

Quali rimedi?

La tua banca, senza darti preavviso alcuno ed in maniera del tutto arbitraria, ha deciso di revocarti il fido concesso.

Ti trovi senza disponibilità liquide e con una segnalazione alla Centrale dei RischiChe cosa puoi fare? La legge ti riconosce due forme di tutela. In primo luogo, puoi agire nei confronti della Banca per il risarcimento del dannoDevi a tal fine promuovere una causa davanti al tribunale, sezione civile, mediante atto di citazione da notificarsi alla banca. 

Ricorda due cose:

  • l’onere della prova è tuo: spetta a te dimostrare che la revoca è stata illegittima, ossia caratterizzata da connotati del tutto imprevisti ed arbitrari;
  • la prescrizione dell’azione è di 10 anni, normalmente decorrenti dalla data di chiusura della linea di credito [4].

Hai poi a disposizione un rimedio di natura cautelare, per la cancellazione della segnalazione a sofferenza in Centrale Rischi. Puoi, cioè, promuovere un ricorso d’urgenza al tribunale civile [5]Anche in questo caso ricorda due cose:

  • devi provare la fondatezza delle tue ragioni: anche in questo caso, cioè dovrai dimostrare di aver subito una revoca illegittima in quanto caratterizzata da connotati del tutto imprevisti ed arbitrari;
  • devi provare, inoltre, il pregiudizio che l’esistenza di questa segnalazione illegittima ti sta creando, rappresentato da un danno di immagine a cui consegue l’impossibilità di ottenere la fiducia da parte di altri istituti bancari, che per via di tale segnalazione di considerano (ingiustamente) un soggetto inaffidabile.

Questo, in estrema sintesi, è quello che devi sapere per poter gestire un’imprevista e sgradita revoca degli affidamenti in essere.

note

[1] Art. 1845 cod. civ.

[2] Art. 1375 cod. civ.

[3] Cass. sez. I sent. n. 4538 del 21.05.1997.

[4] Cass. civ. Sez. Unite sent. n. 24418 del 02.12.2010.

[5] Art. 700 cod. proc. civ.


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