Diritto e Fisco | Articoli

Diritto di voto

1 Settembre 2019 | Autore:
Diritto di voto

Chi può partecipare ad una consultazione e chi ne resta escluso. Come avere la tessera elettorale e chi può votare da casa.

Il diritto di voto è uno dei diritti garantiti ai cittadini dalla Costituzione della Repubblica italiana [1]. Volendo darne una definizione, consiste nel diritto di partecipare ad una votazione, sia di tipo deliberativo (un referendum) o elettivo (il rinnovo del Parlamento o di un Consiglio Regionale o Comunale).

Un Paese che garantisce il diritto di voto ed il suffragio universale, dunque, sostiene i valori della democrazia e della sovranità popolare. O, almeno, così dovrebbe essere.

Ci sono due tipi di diritto di voto:

  • il diritto di voto attivo, cioè quello esercitato dal cittadino che si reca alle urne per indicare la sua preferenza nella consultazione referendaria o elettorale;
  • il diritto di voto passivo, vale a dire quello che dà la possibilità ad un cittadino di venire eletto ad una carica istituzionale.

Come detto, è la Costituzione a definire i princìpi del diritto di voto, come la cittadinanza o l’età dei votanti. Altre leggi stabiliscono alcune regole da seguire in casi eccezionali, come il diritto di voto delle persone malate, di chi non vive in Italia o di chi si sposta nella città in cui ha la residenza per potersi recare alle urne.

Sempre la Carta costituzionale definisce il diritto di voto un dovere civico. Significa che un cittadino non è obbligato a partecipare ad una consultazione (esiste, di fatto, l’astensione), ma viene fortemente spronato a farlo per partecipare attivamente alla vita politica e istituzionale del Paese.

Vediamo, però, che cosa dice la legge in materia di diritto di voto e quali sono i casi eccezionali in cui viene, comunque, garantito.

Diritto di voto: che cosa dice la Costituzione?

Il primo articolo della Costituzione da tenere presente quando si parla del diritto di voto è l’articolo 48. In questo passaggio viene stabilito che sono elettori tutti i cittadini, uomini e donne, che hanno raggiunto la maggiore età.

Qui, però, c’è da fare un distinguo, chiarito più avanti dalla stessa Carta costituzionale [2]. Riguarda, appunto, l’età minima degli elettori per poter partecipare al voto. Se per referendum o rinnovo della Camera dei Deputati, delle Regioni, degli Enti locali e del Parlamento europeo basta la maggiore età, per il Senato è necessario avere i 25 anni compiuti. Un vincolo, però, che rischia di scomparire presto. Di recente, l’Assemblea di Montecitorio ha deciso quasi all’unanimità (5 voti contrari contro 487 a favore) di abbassare l’età minima da 25 a 18 anni. Ora dovranno pronunciarsi i senatori. In questo modo, sarebbe più uniforme l’elettorato chiamato a rinnovare i due rami del Parlamento.

Sempre la Costituzione stabilisce che il voto è personale ed eguale, libero e segreto. Significa che non è consentito il voto per procura, cioè non è permesso dire ad un parente o ad un amico: «Vai tu al seggio e vota questo candidato a nome mio, che io devo andare a pesca». Così come non è permesso il voto plurimo o multiplo, cioè introdurre più di una scheda nell’urna e nemmeno quello frutto di un patto che costringa l’elettore a votare in un senso piuttosto che in un altro. Infine, deve essere garantita la segretezza del voto: l’elettore ha il diritto di appartarsi in un luogo (la cabina elettorale) in cui poter esercitare il proprio diritto lontano da occhi indiscreti.

Il diritto di voto deve essere garantito a tutti. «Non può essere limitato – si legge nella Carta – se non per incapacità o per effetto di sentenza penale irrevocabile o nei casi di indegnità morale indicati dalla legge».

Così come non può essere vietato a chi è residente oltre i confini italiani. La legge – sancisce la Costituzione – stabilisce requisiti e modalità per l’esercizio del diritto di voto dei cittadini residenti all’estero e ne assicura l’effettività. A tale fine, è istituita una circoscrizione Estero per l’elezione delle Camere, alla quale sono assegnati seggi nel numero stabilito da norma costituzionale e secondo i criteri determinati dalla legge.

Diritto di voto: chi lo può esercitare?

Alla luce di quanto detto fin qui, si può dire che il diritto di voto riguarda i cittadini che:

  • hanno raggiunto la maggiore età;
  • hanno la cittadinanza italiana.

Quest’ultimo requisito, però, presenta un’eccezione. I cittadini dell’Unione europea residenti in Italia possono partecipare al voto ma solo per il rinnovo del Parlamento europeo e del Consiglio comunale del loro municipio di residenza. Non è permesso, invece, ad un tedesco, ad un francese o ad uno spagnolo di votare in Italia alle elezioni regionali o politiche o di partecipare ad un referendum, anche se da decenni risiedono e pagano le tasse in Italia.

Diritto di voto: chi non lo può esercitare?

Dicevamo che la Costituzione e la legge ordinaria limitano il diritto di voto ad alcuni elettori. Si tratta, in particolare, dei casi in cui ci sia:

  • incapacità civile;
  • una sentenza penale irrevocabile;
  • indegnità morale;
  • misure di sicurezza detentive;
  • un provvedimento di libertà vigilata;
  • divieto di soggiorno in uno o più Comuni o province;
  • una condanna ad una pena che comporta l’interdizione temporanea o perpetua dei pubblici uffici.

Diritto di voto: bisogna iscriversi nelle liste elettorali?

Come abbiamo spiegato, il cittadino italiano che raggiunge la maggiore età e che non ha le limitazioni appena esposte acquisisce automaticamente il diritto di voto.

Significa che non bisogna fare nulla per essere iscritti in una lista elettorale, sempre che il cittadino risulti inserito nell’anagrafe del Comune di residenza o in quello degli italiani residenti all’estero (l’Aire).

Tale iscrizione avviene anche quando c’è:

  • un trasferimento di residenza o da un Aire ad un altro;
  • l’acquisto della cittadinanza italiana o iure sanguinis;
  • il riacquisto della capacità elettorale, ad esempio quando scade un’interdizione temporanea dei pubblici uffici;
  • la cessata irreperibilità;
  • il ripristino della residenza.

Viceversa, si viene cancellati automaticamente dalle liste elettorali in caso di:

  • decesso;
  • emigrazione (per poter votare, come detto, bisogna iscriversi all’Aire);
  • perdita della cittadinanza italiana;
  • perdita del diritto di voto per una delle ragioni sopra citate;
  • cancellazione dall’Aire.

Diritto di voto: il certificato elettorale

Per poter esercitare il diritto di voto, oltre al documento di identità è necessario essere in possesso del certificato di iscrizione alle liste elettorali, più comunemente chiamato tessera elettorale. Serve anche a:

  • candidarsi alle elezioni politiche o amministrative;
  • raccogliere delle firme a sostegno di una proposta di referendum o di un’iniziativa legislativa popolare.

La tessera elettorale viene inviata dal Comune al cittadino nel momento in cui questi è iscritto alle liste elettorali. Non occorre, pertanto, chiederla all’anagrafe: l’elettore la riceverà direttamente nel suo luogo di residenza. È gratuita e non ha una scadenza.

Tuttavia, ci sono dei casi in cui c’è bisogno di farne richiesta al Comune. Ciò accade quando la tessera elettorale:

  • è piena: la scheda ha 18 spazi vuoti su ciascuno dei quali viene messo un timbro ogni volta che il titolare si reca alle urne. Nel momento in cui non i sono più degli spazi liberi, la tessera va rinnovata in Comune presentando un documento di identità ed il certificato pieno;
  • è deteriorata e, quindi, le informazioni del titolare non sono perfettamente o completamente leggibili;
  • è stata rubata o smarrita: in questo caso c’è la possibilità di chiederne un duplicato in Comune anche il giorno stesso del voto. Oltre al documento di identità, in questo caso occorrerà esibire la denuncia di smarrimento o di furto.

Diritto di voto: come esercitarlo a domicilio

In alcuni casi, determinate categorie di elettori possono evitare di recarsi nel proprio seggio ed esercitare il diritto di voto da casa. Si tratta delle persone che soffrono di una malattia gravissima e che:

  • non hanno la possibilità fisica di allontanarsi dal loro domicilio nemmeno con il servizio di trasporto messo a disposizione dal Comune;
  • dipendono in maniera continuativa da una o più apparecchiature elettromedicali che non consentono l’allontanamento nemmeno temporaneo dall’abitazione.

Chi si trova in queste condizioni può fare richiesta di voto domiciliare entro 15 giorni dalla data delle elezioni al sindaco del Comune in cui si trova la sua lista elettorale, indicando il luogo in cui intende esercitare il suo diritto.

Per votare da casa, oltre al documento di identità e alla tessera elettorale, bisogna esibire il certificato medico rilasciato dall’Asl in cui si attesta il bisogno di un accompagnatore per esercitare il voto, sempre che tale circostanza non risulti già nella tessera elettorale. Tale certificato non deve essere stato emesso 45 giorni prima delle elezioni e non deve riportare una prognosi inferiore a 60 giorni.

Per approfondimenti, leggi Voto domiciliare: come votare da casa.


note

[1] Art. 48 Costituzione italiana.

[2] Art. 58 Costituzione italiana.


Sostieni LaLeggepertutti.it

La pandemia ha colpito duramente anche il settore giornalistico. La pubblicità, di cui si nutre l’informazione online, è in forte calo, con perdite di oltre il 70%. Ma, a differenza degli altri comparti, i giornali online non hanno ricevuto alcun sostegno da parte dello Stato. Per salvare l'informazione libera e gratuita, ti chiediamo un sostegno, una piccola donazione che ci consenta di mantenere in vita il nostro giornale. Questo ci permetterà di esistere anche dopo la pandemia, per offrirti un servizio sempre aggiornato e professionale. Diventa sostenitore clicca qui

Lascia un commento

Usa il form per discutere sul tema (max 1000 caratteri). Per richiedere una consulenza vai all’apposito modulo.

 


NEWSLETTER

Iscriviti per rimanere sempre informato e aggiornato.

CERCA CODICI ANNOTATI

CERCA SENTENZA

Canale video Questa è La Legge

Segui il nostro direttore su Youtube