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Alunno violento e responsabilità dell’insegnante

14 Settembre 2019
Alunno violento e responsabilità dell’insegnante

Sono un insegnante di educazione fisica. Nella sentenza della Cassazione n. 1988/2008 si parla, oltre che del licenziamento, anche della contrarietà del docente verso la decisione della scuola riguardo un alunno violento. Lo so che come docente devo avere pazienza e tolleranza, ma la responsabilità civile rimane mia ed è quest’ultima che mi interessa. Se dovesse capitarmi un alunno difficile (es: violento, incosciente, eccessivamente maleducato) posso essere sollevato

dalla responsabilità civile e penale, vista la situazione pericolosa per me insegnante, per gli altri studenti e per lo stesso alunno difficile, in  modo che anche davanti a un giudice quest’ultimo ne sia vincolato? Come posso evitare problemi legali?

La Corte di Cassazione, non solo nella sentenza citata dal lettore, ma in numerose altre (ad esempio la sentenza n. 3.081 del 16 febbraio 2015, la n. 24.997 del 10 ottobre 2008) ha stabilito che l’insegnante può essere chiamato a rispondere del danno causato da un allievo in base alla responsabilità stabilita dall’articolo 2048 del Codice civile (cosiddetta responsabilità del precettore) se:

  • l’allievo causa un danno a terzi (altri allievi) o a se stesso nel periodo in cui è affidato all’insegnante stesso (periodo nel quale l’insegnante ha un dovere di vigilanza e sorveglianza sugli allievi);
  • l’insegnante non ha esercitato la vigilanza alla quale è obbligato nella misura dovuta e la condotta dell’alunno che ha prodotto il danno era in concreto prevedibile e non è stata repentina;
  • l’insegnante non abbia adottato nemmeno le più elementari misure organizzative per mantenere la disciplina tra gli allievi.

Come può notarsi, e non può essere altrimenti, le sentenze stabiliscono principi generali che poi, naturalmente, vanno applicati al singolo caso concreto (ed ogni caso è differente dagli altri).

Questo significa che se il lettore dovesse avere in classe uno o più allievi particolarmente turbolenti, il consiglio, per evitare quanto più è possibile di poter essere chiamato a rispondere dei danni da essi provocati, è il seguente:

  • naturalmente informare il dirigente scolastico della particolare turbolenza riscontrata dall’allievo o da alcuni allievi;
  • concordare con il dirigente scolastico eventuali misure organizzative e di sorveglianza ulteriori rispetto a quelle di base in considerazione della accertata “esuberanza” di uno o più allievi (ad esempio, nelle ore in palestra prevedere la presenza di uno o più bidelli, verificare la possibilità di essere affiancato da altri colleghi durante le sue ore di lezione);
  • se l’allievo fosse particolarmente “pericoloso” avvertire preventivamente, sempre d’intesa con il dirigente scolastico (e parlandone con i genitori), la locale stazione dei Carabinieri per ogni eventuale urgente necessità di intervento;
  • durante eventuali momenti critici, agire nella maniera più opportuna per tutelare e mettere al riparo gli altri allievi evitando di aggredire verbalmente e di intervenire fisicamente sull’allievo violento (salvo il caso in cui questi aggredisca direttamente altri compagni, nel qual caso il lettore avrebbe il dovere non solo di chiedere il soccorso di colleghi, bidelli, dirigente e forze dell’ordine, ma anche, nell’immediatezza dei fatti, di intervenire con la massima cautela e tempestività per impedire o attenuare al massimo i danni che l’allievo violento potrebbe infliggere ai compagni o a se stesso).

In ogni caso, si ripete, in un eventuale giudizio contro il lettore, che fosse avviato per il risarcimento dei danni, questi non potrebbe essere in alcun modo condannato se dimostrasse che:

  • erano state adottate tutte le possibili misure organizzative idonee a prevenire e attenuare i danni;
  • l’azione dell’alunno è stata imprevedibile e repentina.

Chiaramente se l’alunno si limitasse, invece, ad aggressioni solo verbali (offese, ingiurie, minacce ecc.) è chiaro che il dovere del lettore è quello di non replicare allo stesso modo, ma di adottare i provvedimenti disciplinari appositamente previsti.

In casi simili poi, se l’allievo ha più di quattordici anni, il lettore può anche denunciarlo se le offese e/o le minacce fossero rivolte a lui personalmente (ovviamente è sempre consigliabile in questi casi parlarne preventivamente con il dirigente e i genitori) o segnalare tempestivamente il fatto al dirigente e ai genitori degli alunni coinvolti se offese e minacce fossero rivolte ai compagni di classe e il lettore fosse stato presente al momento dei fatti o ne abbia ricevuto notizia.

Articolo tratto da una consulenza dell’avv. Angelo Forte



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