Diritto e Fisco | Articoli

Amica straniera: posso dichiararla residente per poco a casa mia?

14 Settembre 2019
Amica straniera: posso dichiararla residente per poco a casa mia?

Ad una amica rumena, spesso all’estero, viene tolta la residenza in quanto da tempo non abita più all’indirizzo dichiarato in Italia. In attesa di trovare una nuova sistemazione mi sta chiedendo di concedere a lei e al figlio (maggiorenne) di dichiarare per qualche mese la residenza a casa mia dove occasionalmente lei viene. A quali inconvenienti posso andare incontro?

Se l’amica e suo figlio desiderano trasferire la loro residenza anagrafica presso l’abitazione del lettore dovranno farne richiesta all’ufficiale di anagrafe del comune in cui è ubicata l’abitazione stessa.

Nel caso specifico, a seguito di questa richiesta di residenza il lettore dovrà, in qualità di proprietario, compilare un’apposita dichiarazione in cui afferma di essere a conoscenza della richiesta fatta da questa sua amica e dal figlio di lei e quindi, in sostanza, dare il suo assenso all’iscrizione di queste due persone come residenti al suo stesso indirizzo.

Detto questo, occorre precisare che gli “inconvenienti” del fatto che queste due persone risulteranno residenti allo stesso indirizzo del lettore sono essenzialmente i seguenti:

  • più che probabile aumento della tassa dei rifiuti (Tari) che viene quantificata anche sulla base del numero degli occupanti di un immobile (potrà verificarlo consultando il regolamento comunale sulla tassa);
  • obbligo di comunicare alla locale Autorità di pubblica sicurezza (Questore o Sindaco) la presenza nella sua abitazione dei due ospiti entro 48 ore dal momento in cui la sua amica e suo figlio inizieranno ad essere presenti in casa sua (se la loro permanenza sarà superiore ad un mese): lo prevede l’articolo 12 del decreto legge n. 59 del 1978;
  • il rischio che, se la sua amica e/o suo figlio abbiano dei debiti, il loro creditore possa richiedere il pignoramento mobiliare (cioè di oggetti come un divano, un computer ecc.) presso la loro residenza e, quindi, entrando in casa sua (che sarà anche la loro residenza): in quel caso l’ufficiale giudiziario potrà pignorare anche beni eventualmente non di proprietà della sua amica e/o di suo figlio (ad esempio beni di sua proprietà) perché il meccanismo della legge solo in un momento successivo consente al proprietario della cosa pignorata che non sia debitore (ad esempio il lettore) di dimostrare al giudice che la cosa pignorata non poteva esserlo (e che, quindi, non va messa all’asta) perché è di proprietà di una persona estranea al debito. Come si può intuire il rischio è che, per un debito non del lettore, venga a questi pignorata una cosa di sua proprietà con il fastidio (e le spese) di dover avviare un giudizio (si chiama opposizione di terzo all’esecuzione) in cui gli toccherà di dimostrare al giudice, per evitare che la cosa di sua proprietà sia venduta all’asta, che il bene pignorato in casa sua era suo e non dei debitori.

Articolo tratto da una consulenza dell’avv. Angelo Forte



Lascia un commento

Usa il form per discutere sul tema (max 1000 caratteri). Per richiedere una consulenza vai all’apposito modulo.

 


NEWSLETTER

Iscriviti per rimanere sempre informato e aggiornato.

CERCA CODICI ANNOTATI

CERCA SENTENZA

Canale video Questa è La Legge

Segui il nostro direttore su Youtube