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Casa in comproprietà e indennità di occupazione

14 Settembre 2019
Casa in comproprietà e indennità di occupazione

Sono comproprietaria al 50% di un appartamento in cui vivo da sola dai primi di gennaio, pur avendo qui la mia residenza da circa 20 anni. Mia sorella, l’altra comproprietaria, vuole l’indennità di occupazione, pur non avendole io mai impedito l’accesso (ha le chiavi ed entra quando vuole).

Lei vive negli USA ma sta qui da mia madre per mesi. Ha chiuso a chiave la sua stanza dal 07/01/19 ad oggi (ma lo nega). Non posso usufruire del mio 50% per vivere qui? Lei è stata qui col marito da fine dicembre a inizio gennaio 2019 senza il mio consenso.

In base agli insegnamenti della Corte di Cassazione (sentenza n. 24.647 del 3 dicembre 2010) bisogna dire che:

  • tutti i comproprietari di un immobile hanno il diritto di goderne;
  • se la particolare conformazione dell’immobile (ad esempio un appartamento) non ne consente un godimento contemporaneo da parte di tutti i comproprietari, l’uso comune si può realizzare o affittandolo a terzi oppure con una turnazione tra i comproprietari (cioè facendo a turno tra i comproprietari);
  • fino a quando il comproprietario non abbia fatto agli altri comproprietari una esplicita richiesta di un uso a turno dell’appartamento (con successiva risposta negativa o opposizione da parte degli altri comproprietari), non c’è per lui alcun diritto alla indennità per il solo fatto che altro comproprietario abbia in precedenza goduto da solo di tutto l’appartamento.

Applicando questi insegnamenti al caso di specie, c’è da dire che la sorella della lettrice non può pretendere da quest’ultima alcuna indennità di occupazione perché, per avere diritto all’indennità, occorre:

  • che l’appartamento non permetta un uso contemporaneo da parte di tutti i comproprietari;
  • che, se l’uso contemporaneo non è possibile, ci sia stata una esplicita richiesta (poi respinta esplicitamente o implicitamente) di fare a turno nel godere dell’appartamento.

Ebbene, nel caso specifico pare di capire che l’appartamento consentirebbe tranquillamente un uso contemporaneo anche alla sorella della lettrice (che ha una sua stanza e ha conservato le chiavi dell’intero immobile) e che, quindi, nessuno le ha impedito di poterne godere nel periodo in cui soggiorna in Italia.

La sorella, quindi, non può pretendere alcuna indennità perché potrebbe tranquillamente godere dell’appartamento quando è in Italia e nessuno, a quanto pare dal quesito, glielo ha mai impedito.

Per risolvere radicalmente i predetti problemi, si evidenzia che è anche possibile procedere alla divisione dell’appartamento di comune accordo (recandosi la lettrice e sua sorella da un notaio) assegnando in proprietà esclusiva a ciascuna sorella una porzione dell’appartamento pari al 50% (se è possibile dividere l’appartamento in porzioni autonome e fatto salvo eventuale conguaglio in denaro se le porzioni divise non fossero esattamente pari ciascuna al 50%).

In alternativa è anche possibile che l’appartamento sia interamente acquistato dalla lettrice pagando a sua sorella la metà (o viceversa).

Articolo tratto da una consulenza dell’avv. Angelo Forte



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