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Parte divenuta maggiorenne in corso di causa e interruzione del giudizio

7 Settembre 2019
Parte divenuta maggiorenne in corso di causa e interruzione del giudizio

In un procedimento innanzi al Giudice di Pace, il mio cliente, rappresentato originariamente dalla madre perchè minorenne, in corso di causa e cioè a seguito di rinotifica al convenuto, diveniva maggiorenne.

La convenuta, costituitasi in giudizio, eccepiva il difetto di legittimazione attiva della madre del minore in quanto nelle more divenuto maggiorenne. In questo caso, deve essere interrotto il giudizio essendo stato dichiarato in giudizio dalla controparte o viene interrotto solo nel caso in cui l’attore lo dichiari? Inoltre, non è possibile far intervenire il maggiorenne in giudizio in sostituzione della madre facendo propri tutti gli atti di causa?

Dalla lettura degli artt. 299 e 300 c.p.c. emerge che la perdita della capacità di stare in giudizio di una delle parti o del suo rappresentante legale o la cessazione di tale rappresentanza costituisce causa di interruzione del processo. Tuttavia, l’interruzione non è automatica, ma presuppone la dichiarazione in udienza o la notificazione da parte del procuratore. In assenza di tale dichiarazione o notificazione, il processo non si interrompe e il giudizio prosegue tra le parti originarie (nel caso di specie, genitori).

Se, invece, il procuratore dichiara o notifica l’evento interruttivo, dal momento di tale dichiarazione o notificazione il processo è interrotto, salvo che avvenga la costituzione volontaria o la riassunzione.

In ogni caso, la controparte non ha il potere di far dichiarare l’interruzione: o è il procuratore della parte interessata dall’evento interruttivo a farlo o il processo prosegue tra le parti originarie già costituite.

Nel caso specifico, si suggerisce al lettore di dichiarare la perdita della rappresentanza genitoriale per raggiungimento della maggiore età del figlio, con costituzione volontaria tempestiva di quest’ultimo. In tal modo non si produce neppure l’effetto interruttivo e il processo prosegue con la parte neocostituita, in luogo del genitore, succedendo in tutti gli atti di causa (comunque compiuti nel suo interesse).

Articolo tratto da una consulenza dell’avv. Maria Monteleone


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