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Buche stradali e risarcimento: quando chiederlo e come

3 Marzo 2018 | Autore:
Buche stradali e risarcimento: quando chiederlo e come

bucheChi paga i danni al veicolo che è caduto in una buca a causa della cattiva manutenzione della strada? Come e a chi chiedere il risarcimento? Vediamolo insieme

Purtroppo il problema dei danni causati alle nostre automobili dal pessimo stato delle strade è molto diffuso e noto a tutti. La qualità delle reti stradali italiane è pessima e tantissimi automobilisti si trovano ogni giorno a dover fare i conti con i danni alla propria vettura e con i disagi subiti a causa della cattiva manutenzione delle strade. Il problema , purtroppo, è percepito da Nord a Sud Italia e interessa milioni di automobilisti. Vediamo, dunque, quando e come chiedere il risarcimento per i danni provocati dalle buche stradali.

Buche stradali: le condizioni delle strade

Sia a livello urbano che extraurbano, spesso accade che la scarsa manutenzione stradale abbinata alle più svariate ragioni (anche climatiche), sia causa di diversi incidenti che vedono coinvolti numerosi veicoli, tanto che i costi di carrozziere, gommista o carroattrezzi vengono spesso messi in bilancio da molte famiglie ogni anno. Tra gli incidenti più frequenti che capitano agli automobilisti per la presenza di buche sulla strada vi sono certamente la rottura o foratura degli pneumatici e, talvolta, i più sfortunati lamentano anche infrazioni del cerchione, della carrozzeria e dei cosiddetti “braccetti”. Il classico esempio è proprio quello dell’automobile che, percorrendo una via urbana (cittadina), fora uno pneumatico a causa di una buca. Il fenomeno diventa ancor più frequente quando le buche sono piene di acqua a causa della pioggia e non facilmente visibili. Ovviamente, questi avvenimenti non riguardano soltanto i veicoli ma possono accadere anche a pedoni, ciclisti, motociclisti ecc.. Si pensi, infatti al caso del pedone che, camminando sul marciapiede inciampi in una voragine dell’asfalto, o in un suo dislivello, cadendo e procurandosi delle lesioni. Cosa accade in questi casi? Chi paga i danni?

Buche stradali: chi paga i danni?

Per determinare chi è responsabile per i danni occorsi all’automobilista o al pedone degli esempi appena citati, bisogna in primo luogo far riferimento all’obbligo posto in capo all’ente proprietario della strada di curare la manutenzione stradale [1].  Il Codice civile [2], peraltro, dispone che ognuno è responsabile del danno cagionato dalle cose che ha in custodia, salvo che provi il caso fortuito. La legge, dunque, prevede una “presunzione” di responsabilità in capo al soggetto che ha in custodia la cosa: questi, infatti, ha l’obbligo di vigilare in modo che essa non arrechi danni ad altri. Pertanto, le strade ed i marciapiedi sono posti sotto la custodia dei Comuni o delle Regioni o in ogni caso degli enti che ne sono i diretti responsabili.

Il Codice civile, inoltre, precisa che il risarcimento del danno è dovuto solo qualora questo non sia dipeso da “caso fortuito“. Ciò significa che il cittadino è tenuto a dimostrare di aver proceduto sempre con la massima attenzione e prudenza e che l’evento non è dipeso da una circostanza imprevedibile e fortuita ma dall’incuria del soggetto responsabile. Dunque, qualora si ritenga di poter dimostrare quanto sopra, allora è possibile richiedere il risarcimento del danno all’ente responsabile. Spieghiamo come.

Buche stradali: chi è il responsabile per il danno subito?

Dunque, come detto è in primo luogo fondamentale rivolgere la propria pretesa risarcitoria nei confronti dell’effettivo proprietario della strada e questo, il più delle volte, non è di agevole comprensione. Spesso, infatti, accade che ci si trovi su un tratto di strada extraurbano che fino ad un metro prima del luogo dell’incidente era di proprietà di un ente mentre un metro dopo è di proprietà di un altro, con evidenti difficoltà di determinare effettivamente chi è il soggetto responsabile. In realtà questa situazione di “limbo dantesco” non può costituire un ostacolo all’individuazione del responsabile della manutenzione e, di certo, non può essere pregiudizievole per il cittadino danneggiato. Occorre solo fare chiarezza e, in taluni casi, può essere dirimente chiedere l’intervento delle forze dell’ordine.

In ogni caso, al fine dell’accertamento della responsabilità dell’ente è dunque necessario la sussistenza:

  • del cosiddetto rapporto di custodia: occorre verificare se, per la collocazione del tratto stradale, l’ente aveva un effettivo potere di controllo sulla strada e quindi la capacità di percepire le sue condizioni e di eliminare quel determinato pericolo che si è poi tramutato in un danno reale per l’utente/cittadino;
  • il cosiddetto nesso di causalità tra l’anomalia della strada e il danno cagionato ovverosia che il danno è conseguenza diretta della buca.

In passato, la giurisprudenza era concorde nel ritenere che l’anomalia stradale, ai fini di un possibile risarcimento del danno, non dovesse essere percepibile. Si parlava, infatti, della cosiddetta insidia (o trabocchetto). Sulla base di tale orientamento (oggi mutato) il danneggiato avrebbe dovuto dimostrare, oltre alla dinamica del fatto, anche la difficoltà nella percezione del pericolo. Questo onere probatorio, di evidente complessità, faceva sì che il danneggiato, spesso unico testimone del fatto, non vedeva accolte le sue richieste. Oggi, al contrario, è generalmente riconosciuto che la responsabilità per il danno ricade in capo all’ente proprietario della strada sulla base della prova della dinamica del fatto e dei due requisiti richiamati in precedenza (rapporto di custodia e rapporto di causa-effetto).

Buche stradali: come si chiede il risarcimento del danno?

In primo luogo, il danneggiato ha la possibilità di ottenere un risarcimento del danno, ma molto dipende dalla dimostrazione delle circostanze concrete nelle quali il sinistro è avvenuto. Sarà quindi necessario fare intervenire, immediatamente, le Autorità di Pubblica Sicurezza (Polizia Municipale, Polizia di Stato ecc.) perché redigano un verbale che rappresenti le condizioni del tratto di strada in cui si è verificato l’incidente. Inoltre, è sempre opportuno scattare delle fotografie del posto e delle condizioni del mezzo. Operazione questa agevolata dalla presenza di una fotocamera in quasi tutti i dispositivi cellulari e smartphone. E, perché no, anche girare un breve video che illustri la situazione può essere d’aiuto a far valere le proprie ragioni.

Passaggio fondamentale, successivo, è quello di reperire i nominativi di tutti i testimoni che hanno assistito all’incidente (non vi dimenticate, per quanto possibile, di farvi indicare anche la residenza/domicilio cui poi inviare le lettere di comparizione). Qualora vi siano solo dei danni materiali al veicolo occorrerà predisporre un preventivo per le riparazioni.

Qualora poi dal fatto siano derivati anche dei danni fisici (si pensi all’ipotesi del pedone che inciampa in un dislivello del terreno) è necessario recarsi nel più vicino Pronto Soccorso per la certificazione del tipo di lesioni subite. Eventualmente, ma questo solo in un secondo momento e terminate le cure, detta documentazione potrà essere integrata con le valutazioni di un medico legale.

Buche stradali: come chiedere il risarcimento del danno?

Raccolti tutti questi documenti e individuato l’ente proprietario della strada, sarà necessario inviare alla sua sede legale una richiesta di risarcimento dei danni specificando alcuni elementi tra i quali:

  • le generalità del danneggiato;
  • la dinamica e le circostanze nelle quali è avvenuto il sinistro;
  • la tipologia e l’entità dei danni subiti (allegando la relativa documentazione a supporto della richiesta);
  • il nominativo di eventuali testimoni.

Occorrerà, poi, indicare le autorità di pubblica sicurezza che sono intervenute allegando il verbale e le, eventuali, autorità sanitarie cui ci si è rivolti. La richiesta di risarcimento va presentata a mezzo lettera raccomandata nel termine ultimo di cinque anni dal fatto.


note

[1] Ai sensi e per gli effetti di cui all’art. 14 del D.Lgs n. 285 del 1992 (c.d. Codice della Strada).

[2] Art. 2051 Cod. Civ.


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