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Polizza vita: dichiarazione di notorietà se l’assicurato muore

7 Settembre 2019
Polizza vita: dichiarazione di notorietà se l’assicurato muore

Sono unico beneficiario di una polizza vita dove mia zia era l’assicurata, deceduta lo scorso aprile. L’assicurazione mi ha chiesto una dichiarazione sostitutiva di atto notorio dove devo specificare che non è stato prodotto testamento. Faccio presente che io non sono erede ma solo beneficiario designato (unico) della polizza.

Nella dichiarazione devo specificare anche che io sono il beneficiario della polizza? Posso chiedere inoltre un fac-simile da poter presentare al Comune?

Le compagnie di assicurazione richiedono la dichiarazione di notorietà con l’indicazione che il de cuius è deceduto senza lasciare testamento, in quanto con lo strumento del testamento si può nominare il beneficiario di una polizza vita.

Si ricorda che il capitale erogato al beneficiario di una polizza vita, – a condizione che la polizza stipulata rispetti la condizione del rischio demografico in capo alla compagnia di assicurazione – pur escluso dall’asse ereditario, potrebbe comunque essere soggetto ad una azione di rivendica da parte degli eredi legittimari che dimostrassero la potenziale lesione che la destinazione delle somme alla polizza avesse provocato al patrimonio del de cuius.

Un esempio della dichiarazione potrebbe essere il seguente:

Il/La sottoscritto/a ____________nato/a a _________ residente a ___________in Via/Corso/Piazza/Largo __________________CF________________, consapevole delle conseguenze penali, richiamate dall’art.76 del D.P.R. n. 445 del 28 dicembre

2000, nel caso di dichiarazioni mendaci e falsità in atti, sotto la propria responsabilità

Dichiara

– di essere a conoscenza che il (gg/mm/aaaa) è deceduto/a il/la Sig./Sig.ra ________________nato/a a __________il ____________, CF ________ed in

vita residente e domiciliato/a a __________ in Via _____________;

– che, per quanto a propria conoscenza, l’Assicurato non ha lasciato testamento, né altro atto di sua ultima volontà.

Articolo tratto da una consulenza del dott. Mauro Finiguerra



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