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Auto in permuta con fermo amministrativo: cosa si rischia

7 Settembre 2019
Auto in permuta con fermo amministrativo: cosa si rischia

Il 20.06.2013 ho firmato un passaggio di proprietà di un’autovettura sulla quale gravitava e gravita tutt’ora un fermo amministrativo. Purtroppo, non sapendolo ho dichiarato che invece l’autovettura era libera da ogni vincolo. Il reato che ho commesso si è prescritto? Quale articolo del Codice penale ho violato?

L’autovettura in questione è stata data alla casa automobilistica Mercedes (che in tutti questi anni e tutt’ora si è trattenuta la macchina presso la loro concessionaria) in cambio di un’altra autovettura nuova Mercedes, pagando pertanto la differenza del valore delle due.

La condotta descritta nel quesito in esame non sembra evidenziare una responsabilità di natura penale, quanto piuttosto di carattere esclusivamente civilistico, per le seguenti ragioni.

La dichiarazione non veritiera, resa in sede di passaggio di proprietà dell’ex vettura del lettore, non può essere ricondotta nell’ambito del reato di falsità in scrittura privata [1]. Lo stesso, infatti, è stato abrogato e, in ogni caso, anche quando era in vigore, esso non poteva ricomprendere le cosiddette ipotesi di falso ideologico, dove, cioè, il documento era genuino e proveniente dal suo autore, ma il suo contenuto non corrispondeva al vero.

Al contempo, il comportamento esposto in quesito non potrebbe essere punito a titolo di falso ideologico commesso dal privato in atto pubblico. Il predetto reato, infatti, presuppone che la falsa dichiarazione sia resa davanti ad un pubblico ufficiale, che vi sia la necessità, per legge, che il documento attesti la verità e che la falsità sia consapevolmente dichiarata, e non per mera negligenza o distrazione del suo autore.

Ebbene, nel caso concreto, non sarebbero rinvenibili tutti i citati presupposti. In particolare, il lettore afferma che, purtroppo, non sapendolo, ha dichiarato che la sua vettura era libera da ogni vincolo. Tale circostanza sarebbe sufficiente ad escludere ogni addebito. Infatti, a proposito della falsità ideologica commessa da un privato in un atto pubblico, la Suprema Corte di Cassazione ha precisato che il dolo, cioè la coscienza e volontà di affermare il falso, deve essere escluso qualora la dichiarazione non veritiera sia frutto di una leggerezza o di una negligenza del suo responsabile, non essendo prevista dalla legge italiana la figura del falso documentale colposo [3].

Ad ogni modo, per completezza d’informazione, si noti che per questo tipo di reato, la prescrizione prevista è di sei anni [4], decorrenti dalla data della consumazione del reato [5]. Tale lasso di tempo può aumentare sino a 7 anni e sei mesi, in presenza di una causa di sospensione o di interruzione (ad esempio, l’interrogatorio davanti al pm) [6]. Allo stato attuale, quindi, l’eventuale reato sarebbe anche prescritto, visto che, in quesito, non è stato evidenziato alcun evento che possa aver fatto aumentare il termine ordinario di prescrizione (sei anni).

Detto ciò, nel caso proposto, appare più pertinente individuare una responsabilità a carico del lettore di natura civilistica. È stato, evidente, infatti, il suo inadempimento, visto che era tenuto a consegnare in permuta una vettura libera da ogni peso e non, invece, un’auto risultata inidonea al suo scopo principale, cioè la circolazione, in quanto sottoposta a fermo amministrativo. Per la predetta ragione, la controparte avrebbe avuto ed avrebbe tuttora, visto che non sono trascorsi i dieci anni previsti dalla legge per la prescrizione dei diritti nascenti da un contratto, la possibilità di risolvere il medesimo [7].

Tuttavia, essendo trascorso ormai molto tempo dall’accaduto e non avendo il lettore evidenziato alcuna iniziativa in tal senso ad opera del concessionario, con buona probabilità, è possibile che quest’ultimo abbia abbandonato o non abbia mai preso in considerazione la possibilità di questa iniziativa.

Articolo tratto da una consulenza dell’avv. Marco Borriello


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