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Agenzia delle Entrate: pagamento tasse e istanza di rimborso

31 Agosto 2019
Agenzia delle Entrate: pagamento tasse e istanza di rimborso

Nel 2017 ho effettuato il pagamento delle tasse via bonifico, ma poi l´Agenzia delle Entrate mi ha per sbaglio di nuovo prelevato lo stesso importo (1.270 euro) via addebito bancario. Di questo non ero neanche stato ben informato, avevo semplicemente compilato la precompilata online ed immesso l’Iban.

In data odierna, non mi sono stati ancora rimborsati questi soldi. Ho contattato l´Agenzia delle Entrate tante volte ma mi hanno sempre fatto aspettare.

Mi hanno detto che avrei dovuto prima pagare 164,08 euro per una tassa non pagata. Non ho proceduto al pagamento perché mi sembra assurdo che avendo un credito di 1.270 euro dovrei ora pagare ancora di più, con la speranza che poi mi rimborseranno. Cosa devo fare per riavere i 1.270 euro?

Sarebbe opportuno innanzitutto verificare se il lettore ha già presentato formale istanza di rimborso. Per legge, l’istanza deve essere presentata all’Agenzia delle Entrate, entro un preciso termine di decadenza, pari a 48 mesi, decorrenti dalla data del versamento in eccesso dell’imposta non dovuta.

L’istanza deve essere presentata, in carta semplice, all’ufficio dell’Agenzia delle Entrate competente in base al domicilio fiscale del contribuente, allegando, nel caso specifico, le ricevute del doppio pagamento non dovuto.

L’Agenzia delle Entrate può accogliere o rigettare l’istanza oppure non rispondere. La mancata risposta entro 90 giorni costituisce silenzio rifiuto ed è impugnabile con ricorso in Commissione Tributaria. Il diritto al rimborso si prescrive comunque in dieci anni, fermo restando il termine di decadenza sopra citato per la presentazione dell’istanza.

Nel caso di specie, non è chiaro se la richiesta di pagamento dell’ulteriore tassa sia stata effettuato in sede di rigetto dell’istanza di rimborso. In tale ultimo caso, il lettore dovrebbe impugnare la comunicazione di diniego, entro 60 giorni dalla notifica.

Se, invece, un’istanza formale di rimborso non è mai stata presentata, si suggerisce al lettore di pagare la tassa richiesta in quanto si tratta di un importo dovuto a seguito di dichiarazione, a meno che questi non chieda espressamente la compensazione con il maggior credito da lui vantato. Se non chiede la compensazione parziale, essa non sarà effettuata in automatico dall’Agenzia delle Entrate.

Riepilogando:

  • se il lettore ha presentato istanza di rimborso e sono decorsi più di 90 giorni senza risposta, dovrebbe presentare ricorso in Commissione Tributaria;
  • se il lettore ha presentato istanza di rimborso, ma gli è stato negato con un provvedimento di rigetto, dovrebbe presentare ricorso in Commissione Tributaria entro 60 giorni dalla notifica del provvedimento suddetto;
  • se il lettore non ha ancora presentato istanza di rimborso, può farlo adesso chiedendo contestualmente la compensazione con la tassa dovuta di euro 164,08.

In ogni caso, la tassa di euro 164,08 risulta dovuta da dichiarazione, ragion per cui, a prescindere dal rimborso che gli spetta di euro 1270,00, si suggerisce di pagarla o compensarla.

Articolo tratto da una consulenza dell’avv. Maria Monteleone



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