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Infortunio sul lavoro e ritardo nella notifica del referto

31 Agosto 2019
Infortunio sul lavoro e ritardo nella notifica del referto

Ho 43 anni e sono un dipendente di un’azienda meccanica (di 1400 dipendenti), con un contratto a tempo indeterminato (Ccnl 26/11/2016 Federmeccanica Assistal). Dopo una caduta accidentale domestica con frattura vertebrale D12, ho fatto ricorso alla nuova mansione attribuitami dal MdL aziendale (carrellista e magazziniere).

Ho fatto la visita collegiale il 30/11/2018, ma mi è stato notificato l’esito a tale ricorso l’8/05/2019, solo dopo mio sollecito email. La data del protocollo è però il 18/12/2018.

Inoltre, in merito al contenuto del ricorso, mi è stato concesso di evitare le polveri e limitare la MMC a 0,85 per 4 mesi. Sindacato e azienda considerano questo periodo di prescrizione già scaduto, in quanto la visita collegiale risale al 30/11/18 e sostengono che devo sottopormi a nuova visita del medico aziendale. Posso fare ricorso nel merito e nella forma a tale referto perché notificatomi in ritardo?

Innanzitutto, il lettore dovrà effettivamente sottoporsi a nuova visita da parte del medico del lavoro, essendo decorsi i quattro mesi prescritti dalla Ausl ed al fine di avere ulteriore prova circa la sua inidoneità alla mansione, nonché circa il peggioramento delle sue condizioni di salute.

Con riguardo, invece, alla possibilità di fare ulteriore ricorso avverso il giudizio espresso dal Servizio Prevenzione Sicurezza Ambienti di Lavoro (SPISAL), sia in ragione del ritardo con il quale è stato notificato al lettore l’esito del suo ricorso, sia nel merito, non avendo valutato il medico le effettive condizioni di lavoro in cui questi è costretto ad operare, sono ad osservare quanto segue.

La decisione dello SPISAL è impugnabile entro 60 giorni con ricorso giurisdizionale dinanzi al TAR ed entro 120 giorni con ricorso amministrativo straordinario dinanzi al Presidente della Repubblica.

Con riferimento al ritardo nella comunicazione dell’esito del ricorso, si evidenzia che lo Spisal ha termine 90 giorni per pronunciarsi sui ricorsi presentati da lavoratore o azienda avverso il giudizio del medico aziendale, pertanto, nel caso di specie ha sicuramente ritardato la comunicazione dell’esito del procedimento di propria competenza, determinando l’impossibilità per il lettore di essere adibito a mansioni compatibili con il suo stato di salute, nel frattempo peraltro in ragione di tutto ciò aggravatosi.

Quanto alla possibilità, invece, di ricorrere “nel merito” avverso il giudizio dello Spisal, si osserva che il Servizio di Prevenzione è tenuto, prima di esprimere il proprio giudizio di idoneità a:

  • informare gli interessati (lavoratore, datore di lavoro, medico competente) del procedimento in corso;
  • richiedere al datore di lavoro, medico competente e/o lavoratore di fornire documentazione sulle mansioni svolte, sui relativi rischi e sulla sorveglianza sanitaria adottata;
  • convocare e sottoporre a visita medica il lavoratore, il quale potrà eventualmente farsi assistere da un suo medico di fiducia;
  • se ritenuto necessario effettuare il sopralluogo conoscitivo in azienda per accertare le condizioni lavorative.

Per quanto effettuare un sopralluogo in azienda non fosse un obbligo per lo Spisal, ma dovesse essere effettuato solo “se ritenuto necessario”, nel caso di specie, data la particolare attività svolta dal lettore e le sue condizioni di salute, si ritiene che il sopralluogo sarebbe stato doveroso. Pertanto, il giudizio dello Spisal potrebbe essere censurabile anche sotto tale aspetto.

Articolo tratto da una consulenza dell’avv. Valentina Azzini



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