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Modulo autocertificazione stato di morte del defunto

3 Settembre 2019 | Autore: Simona Grossi
Modulo autocertificazione stato di morte del defunto

Autocertificazione stato di morte: in cosa consiste e come farla; modulo per presentarla.

Per l’esecuzione di una pratica ti è stato chiesto di presentare l’autocertificazione di morte di un tuo parente defunto? Di cosa si tratta esattamente? Sei obbligato a farla? Ma soprattutto, cosa devi fare per presentarla? Bisogna consegnare anche il certificato di morte? Questo ha qualcosa a che fare con l’autocertificazione? Proviamo a dare delle risposte e a fare chiarezza.

L’autocertificazione dello stato di morte è un utile strumento a disposizione del cittadino e può essere presentata a diversi tipi di enti (esempio: Comuni; Province; società di fornitura di acqua, energia elettrica, gas, etc.; privati). Vediamo, quindi, come devi farla. Ti proponiamo anche un modulo autocertificazione stato di morte del defunto, che puoi scaricare ed utilizzare di volta in volta.

Presso gli organi della Pubblica Amministrazione e i privati gestori di pubblici servizi trovi dei moduli per fare l’autocertificazione da questi già predisposti, di cui puoi servirti. Nulla vieta, però, che tu possa usarne altri, come quello che ti presentiamo alla fine di questo articolo.

Autocertificazione stato di morte: in cosa consiste

L’autocertificazione dello stato di morte è una dichiarazione con la quale l’interessato attesta che un determinato suo parente è deceduto, indicando in giorno e il luogo; essa deve essere resa per iscritto e firmata dal dichiarante. Si tratta di una delle tante dichiarazioni che possono essere presentate – sia agli enti pubblici sia ai privati – al posto dei certificati rilasciati dalla Pubblica Amministrazione (P.A.) (dichiarazioni sostitutive di certificazione[1]. Queste vengono utilizzate per comunicare fatti, stati e qualità personali presenti nei pubblici registri, negli albi o negli elenchi o, ad ogni modo, accertati da un funzionario pubblico. Il cittadino, anziché consegnare il certificato originale rilasciato dall’organo competente, produce un’autocertificazione; risparmiando, così, tempo e denaro.

Per lo svolgimento di una pratica presso la Camera di commercio Tizio deve presentare un atto che attesti la morte della moglie Caia. Tizio, anziché chiedere – presso il Comune di residenza (o del luogo del decesso) di Caia – il certificato di morte da consegnare alla Camera di commercio, può direttamente rilasciare ad stessa, in sostituzione del certificato, una sua dichiarazione (l’autocertificazione di morte).

E’ sempre possibile presentare l’autocertificazione di morte o ci sono delle eccezioni? Orbene, devi sapere che gli organi della P.A. e i privati gestori di pubblici servizi hanno l’obbligo di accettare le autocertificazioni aventi ad oggetto quelle informazioni (stati, fatti e qualità personali) espressamente previste dalla legge e tra le quali, come abbiamo già detto, rientra anche quella riguardante il decesso di un parente (un discendente, un ascendente e il coniuge).

I privati hanno, invece (e sempre relativamente alle stesse informazioni), la semplice facoltà e non l’obbligo di accettare le autocertificazioni; con la conseguenza che questi possono anche pretendere la consegna del certificato.

Ma perché esiste questa differenza? Semplice, perché si tratta di informazioni di cui la P.A. è già in possesso, in quanto presenti nei pubblici registri, negli elenchi, negli albi e così via e che sono, proprio per questo motivo, fatti certi. Queste informazioni, gli organi della P.A. (e i privati gestori di pubblici servizi) o se le vanno a cercare – tramite contatto diretto tra uffici competenti – oppure le acquisiscono dal cittadino con l’autocertificazione.

Quindi, queste sono le due strade che gli enti appena detti possono seguire e l’eventuale loro richiesta di presentazione del certificato al posto dell’autocertificazione (sempre per le informazioni di cui abbiamo detto) sarebbe illegittima. In tal caso i dipendenti responsabili rischiano di essere puniti per violazione dei doveri d’ufficio [2].

Mevia per partecipare ad un concorso pubblico deve attestare il possesso di determinati titoli di studio. Può farlo con un’autocertificazione, semplicemente dichiarando di aver conseguito quei titoli, indicando anche presso quali istituti o università ha studiato, la votazione assegnata, la data di conclusione del percorso formativo etc. Non è necessario che Mevia si faccia rilasciare i certificati originali dall’università o dagli istituti predetti.

Sempronio è un ingegnere meccanico e vuole rispondere ad un’offerta di lavoro della società Alfa, che cerca proprio un ingegnere meccanico. La società Alfa, però, non si accontenta dell’autocertificazione del titolo di studio conseguito da Sempronio e pretende la consegna del certificato di laurea. La pretesa della società Alfa è pienamente legittima, in quanto essa non è né un ente pubblico né un privato che gestisce pubblici servizi, ma un privato; per cui Sempronio, se non vuole perdere l’occasione, dovrà recarsi presso la facoltà dell’università in cui ha studiato e farsi rilasciare, dalla segreteria, il relativo certificato.

Le autocertificazioni hanno sostituito, oramai, l’uso dei certificati rilasciati dalla PA (esempio: certificato di morte; certificato di nascita; certificato di laurea e così via); ma ciò solo nei rapporti tra cittadino e PA stessa, non anche nei rapporti tra privati. Non a caso, sui certificati deve essere presente una particolare dicitura, con la quale si specifica che il certificato non può essere consegnato agli organi della PA e ai privati gestori di pubblici servizi [3].

Autocertificazione stato di morte: come farla

Come già detto, l’autocertificazione dello stato di morte viene rilasciata per iscritto – servendosi eventualmente degli appositi moduli – e deve essere sottoscritta dal dichiarante. Non è necessario che la firma venga apposta in presenza del personale dell’ufficio addetto (cosa, invece, prevista per la dichiarazione sostitutiva di atto notorio [4]) o che essa venga autenticata da un pubblico ufficiale (cosa, invece, prevista per la dichiarazione sostitutiva di atto notorio rilasciata ai privati [5]).

Se il dichiarante non può o non sa firmare la dichiarazione deve essere fatta innanzi ad un pubblico ufficiale, il quale (accertata l’identità dell’interessato) acquisisce la dichiarazione medesima, specificando che essa viene a lui rilasciata perché c’è un impedimento alla sottoscrizione [6].

Se, invece, l’interessato non può fare la dichiarazione per un problema di salute – impedimento temporaneo -, la stessa dichiarazione può essere fatta (sempre innanzi ad un pubblico ufficiale e previo accertamento dell’identità dei soggetto) da queste persone, procedendo per esclusione in caso di assenza [7]:

  • dal coniuge;
  • dai figli;
  • da un parente fino al terzo grado.

Qualora l’interessato sia un minore di età o una persona soggetta a curatela o a tutela, la dichiarazione deve essere firmata, rispettivamente: dai genitori; dal dichiarante assistito dal suo curatore; dal tutore [8].

Nota bene. Con ogni tipo di autocertificazione (quindi anche con l’autocertificazione di morte), l’interessato si assume la piena responsabilità di quanto afferma; in caso di dichiarazioni mendaci o di uso o formazione di atti falsi, egli sarà punito secondo quanto previsto dal codice penale e dalle leggi speciali vigenti in materia [9]. Ed infatti, la PA è tenuta a fare dei controlli a campione sulle dichiarazioni sostitutive (quindi anche sull’autocertificazione di morte) rese dai cittadini, per accertare che quanto affermato corrisponda al vero [10].

Tutte le autocertificazioni (quindi anche quella di morte) possono essere trasmesse a mezzo fax o per via telematica ed è possibile anche servirsi di sistemi di identificazione personale quali la firma digitale, la carta nazionale dei servizi (Cns), la carta d’identità elettronica, il sistema pubblico di identità digitale (Spid) e così via) [11].

Caio vive a Milano e deve presentare un’autocertificazione di morte presso la provincia di Roma. Caio, anziché recarsi personalmente all’ufficio addetto della provincia di Roma e consegnare l’autocertificazione, decide di trasmetterla, all’ufficio stesso, tramite fax, allegando la fotocopia del proprio documento d’identità (carta d’identità, patente di guida o passaporto).

L’autocertificazione di morte non deve essere redatta osservando specifiche modalità. Generalmente, c’è una prima parte dove l’interessato indica le proprie generalità e dichiara di essere consapevole delle conseguenze penali previste dalla legge in caso di dichiarazioni non veritiere e mendaci; segue una seconda parte (che è il cuore dell’autocertificazione di morte) dove il dichiarante specifica le generalità della persona defunta ed attesta la sua morte, indicando il grado di parentela, la data e il luogo del decesso nonché il Comune presso il quale la morte è stata registrata; infine, segue una terza parte dove l’interessato riporta il luogo, la data ed appone la sua firma.



Di Simona Grossi

Autocertificazione stato di morte: modulo per presentarla

Dichiarazione sostitutiva del certificato di morte

(art. 46 D.P.R. n. 445 del 2000)

Il/la sottoscritta (nome) (cognome), nato/a a (luogo di nascita) (provincia), il (data di nascita), residente in (via, numero), (Cap, città, provincia), codice fiscale e/o partita Iva, indirizzo e-mail (indicare il proprio indirizzo e-mail) e/o indirizzo di posta elettronica certificata (indicare il proprio indirizzo Pec)

consapevole delle sanzioni penali di cui agli articoli 75 e 76 del D.P.R. n. 445 del 2000, previste in caso di dichiarazioni mendaci o non veritiere

dichiara

che il sig./la sig.ra (nome) (cognome), nato/a a (luogo di nascita) (provincia), il (data di nascita), residente in (via, numero), (Cap, città, provincia), codice fiscale, suo/a parente (indicare il grado di parentela) è deceduto/a il (giorno, mese, anno) presso il Comune di (indicare il Comune dove è avvenuto il decesso) oppure nello Stato di (indicare lo Stato estero dove è avvenuto il decesso) e che la morte è stata registrata presso il Comune di (indicare il Comune dove è stata registrata la morte).

(Luogo e data)

In fede

(Nome) (cognome)

(Firma)

La presente dichiarazione sostituisce a tutti gli effetti la certificazione di morte richiesta dagli organi della Pubblica Amministrazione e dai privati gestori di pubblici servizi, per cui essa non necessita di sottoscrizione autenticata.

note

[1] Artt. 1 co. 1 lettera g) e 46 co. 1 lettera h) D.P.R. n. 445 del 2000 (Testo unico sulla documentazione amministrativa).

[2] Art. 74 D.P.R. n. 445 del 2000 (Testo unico sulla documentazione amministrativa).

[3] Art. 40  D.P.R. n. 445 del 2000 (Testo unico sulla documentazione amministrativa).

[4] Art. 38 co. 3 D.P.R. n. 445 del 2000 (Testo unico sulla documentazione amministrativa).

[5] Art. 21 co. 2 D.P.R. n. 445 del 2000 (Testo unico sulla documentazione amministrativa).

[6] Art. 4 co. 1 D.P.R. n. 445 del 2000 (Testo unico sulla documentazione amministrativa).

[7] Art. 4 co. 2 D.P.R. n. 445 del 2000 (Testo unico sulla documentazione amministrativa).

[8] Art. 5 D.P.R. n. 445 del 2000 (Testo unico sulla documentazione amministrativa).

[9] Art. 76 D.P.R. n. 445 del 2000 (Testo unico sulla documentazione amministrativa).

[10] Art. 71 D.P.R. n. 445 del 2000 (Testo unico sulla documentazione amministrativa).

[11] Artt. 38 D.P.R. n. 445 del 2000 (Testo unico sulla documentazione amministrativa) e 65 D.Lgs. n. 82 del 2005 (Codice dell’amministrazione digitale).


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