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Pensione a 65 anni

20 Agosto 2019 | Autore:
Pensione a 65 anni

Chi può uscire dal lavoro a 65 anni: pensionamento anticipato eccezionale, pensione per gli addetti al lavoro notturno, pensione di vecchiaia dei professionisti.

Per lungo tempo, a partire dalla legge Amato [1], 65 anni è stata l’età pensionabile, cioè l’età per la pensione di vecchiaia ordinaria, per i lavoratori.

Col tempo, successivamente all’entrata in vigore della legge Fornero [2], l’età pensionabile è stata elevata, sia per gli uomini che per le donne, e parificata: ad oggi, in base agli adeguamenti alla speranza di vita, l’età per la pensione di vecchiaia ordinaria è pari a 67 anni.

Ma c’è ancora qualcuno che può andare in pensione a 65 anni? La risposta è affermativa: possono pensionarsi a 65 anni, difatti, sia coloro che raggiungono i requisiti per la pensione anticipata ordinaria (per la quale non sono previsti limiti di età) che per la pensione anticipata contributiva (per la quale sono sufficienti 64 anni).

Va in pensione ben prima dei 65 anni anche chi beneficia della nuova opzione quota 100 (è difatti necessaria un’età minima pari a 62 anni), dell’opzione donna (bastano 58 anni per le lavoratrici dipendenti e 59 anni per le lavoratrici autonome), della pensione di vecchiaia per invalidi o non vedenti o dell’Ape sociale, volontario o aziendale.

Con lo scivolo (isopensione, assegno straordinario) è addirittura possibile pensionarsi con un anticipo di 7 anni, quindi con un minimo di 60 anni, mentre col cosiddetto prepensionamento quota 100, o staffetta generazionale, ci si può pensionare se sono stati compiuti 59 anni entro il 31 dicembre 2018.

Vediamo però quali sono i casi specifici nei quali il requisito di età per la pensione è pari a 65 anni, mentre rinviamo alla Guida alla pensione anticipata e alla Guida alla pensione di vecchiaia per conoscere tutte le tipologie di pensione che si possono ottenere.

Pensionamento anticipato eccezionale

La prima ipotesi nella quale il requisito di età per la pensione è fissato a 65 anni è il pensionamento anticipato eccezionale, chiamato dalla Legge Fornero correttivo alle distorsioni [3], e conosciuto col nome di salvacondotto.

Questa possibilità di pensionamento spetta ai dipendenti che entro il 31 dicembre 2012 abbiano maturato:

  • i vecchi requisiti per la pensione di anzianità (quota 96, 35 anni di contributi e 60 anni di età), se uomini;
  • 20 anni di contributi e 60 anni di età, se donne.

A questa tipologia di pensione si applica l’aspettativa di vita; il requisito di età richiesto è pari a:

  • 64 anni e 3 mesi sino al 2015;
  • 64 anni e 7 mesi dal 2016 al 2018;
  • 65 anni dal 2019.

Inizialmente, potevano ottenere l’agevolazione i soli dipendenti del settore privato, se occupati alla data del 28 dicembre 2011. Successivamente, in base a quanto indicato dal ministero del Lavoro, l’Inps ha adottato un’interpretazione meno restrittiva dell’agevolazione, aprendo anche a coloro che possiedono contributi da lavoro autonomo, e considerando i contributi volontari, figurativi e da riscatto.

Per conoscere tutte le specifiche: Pensionamento anticipato eccezionale, come funziona il correttivo alle distorsioni.

Pensione di vecchiaia per gli addetti al lavoro notturno

Gli addetti ai lavori usuranti ed ai turni notturni beneficiano di una pensione di anzianità per la quale è richiesta un’età nettamente inferiore rispetto ai 67 anni della pensione di vecchiaia ordinaria: si parte, difatti, da un minimo di 61 anni e 7 mesi di età.

L’età pensionabile sale a 62 anni e 7 mesi per gli addetti ai lavori usuranti, o ai turni notturni (dalle 78 notti l’anno) che possiedono contributi da lavoro autonomo, oppure per gli addetti ai turni notturni che, non possedendo contribuzione da lavoro autonomo, hanno lavorato tra le 72 e le 77 notti l’anno.

L’età pensionabile sale ancora, a 63 anni e 7 mesi, per gli addetti ai turni notturni che, possedendo contribuzione da lavoro autonomo, hanno lavorato tra le 72 e le 77 notti l’anno, oppure che, non possedendo contributi da lavoro autonomo, hanno lavorato tra le 64 e le 71 notti l’anno.

Il requisito di età arriva quasi a 65 anni, per la precisione a 64 anni e 7 mesi, per gli addetti ai turni notturni che, possedendo contributi da lavoro autonomo, hanno lavorato tra le 64 e le 71 notti l’anno.

Oltre al requisito di età devono essere soddisfatte le seguenti condizioni:

  • almeno 35 anni di contributi;
  • una quota (somma di età e contribuzione) da 97,6 a 100,6, a seconda della categoria di appartenenza del lavoratore (per coloro ai quali è richiesta l’età pensionabile pari a 64 anni e 7 mesi, è necessaria la quota 100,6);
  • l’attività usurante o notturna deve essere stata svolta per almeno 7 anni, negli ultimi 10 anni di vita lavorativa;
  • in alternativa, l’attività usurante o notturna deve essere stata svolta per almeno metà della vita lavorativa.

Per approfondire: Pensione addetti ai lavori usuranti.

Pensione di vecchiaia dei liberi professionisti

Diverse gestioni previdenziali dei liberi professionisti prevedono la possibilità di pensionarsi a 65 anni.

La Cassa Forense, ad esempio, prevede la possibilità di anticipare la pensione di vecchiaia a 65 anni, con una penalizzazione: l’importo della quota di base del trattamento, calcolata secondo il criterio retributivo, viene infatti ridotto dello 0,41% per ogni mese di anticipo rispetto al requisito anagrafico richiesto per la pensione di vecchiaia. La riduzione non si applica se l’iscritto ha raggiunto 40 anni di contribuzione.

Per saperne di più: Guida alla pensione avvocati.

Per quanto riguarda i medici, il fondo di previdenza generale dell’Enpam riconosce la pensione di vecchiaia con anticipo: questa pensione, riferita esclusivamente alla quota A, può essere richiesta dall’età di 65 anni con 20 anni di contribuzione; l’importo della pensione viene calcolato interamente con il criterio contributivo.

La cassa degli psicologi, Enpap, eroga la pensione di vecchiaia a partire dai 65 anni di età, con almeno 5 anni di contributi effettivamente versati.

Anche la cassa degli infermieri, Enpapi, riconosce la pensione di vecchiaia a partire dai 65 anni di età, con almeno 5 anni di contributi effettivamente versati.

Gli stessi requisiti sono previsti anche per gli agronomi.

Pensione di vecchiaia militari

L’età pensionabile è pari a 65 anni anche per i lavoratori con la qualifica di dirigente generale, con almeno 35 anni di servizio, del comparto difesa, sicurezza e soccorso. Si applica, però, una finestra mobile sino a 12 mesi.

Requisiti più leggeri sono previste per altre categorie di lavoratori del comparto.


note

[1] Dlgs. 503/1992.

[2] Dl 201/2011.

[3] Art.24, Co. 15 bis, DL 201/2011.


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