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Come fare un testamento biologico

22 Agosto 2019 | Autore: DAVIDE LUCIANI
Come fare un testamento biologico

Come fare un testamento biologico: breve guida a ciò che prevede la legge a riguardo, dalla sua stesura, alle sue conseguenze, fino alla nomina del fiduciario.

Da tempo, si discute sulla possibilità dell’individuo di scegliere come morire nel caso si trovasse in stato vegetativo o fosse affetto da una malattia incurabile. Il dibattito si è fatto ancora più serrato negli ultimi anni, anche a causa di eclatanti fatti di cronaca. I casi Englaro, Welby e Dj Fabo hanno scosso l’opinione pubblica, risvegliando la coscienza italiana su tematiche che ci si era sempre rifiutati di affrontare.

L’Italia era una delle nazioni dove non esisteva nessuna legge in materia di fine vita. Una delle cause principali di questa chiusura risiede nell’eccessiva influenza cattolica che condiziona le scelte politiche del nostro Paese. Solo recentemente vi è stata un’apertura su queste tematiche con l’approvazione di una legge riguardante il testamento biologico [1]. Questo documento dà finalmente potere alla volontà di autodeterminazione dei cittadini. Questi ultimi, infatti, potranno scegliere a quali cure sottoporsi e quali rifiutare nel caso in cui fossero in condizioni di incoscienza o preda di gravi malattie. Bada bene, il testamento biologico è molto diverso dall’eutanasia.

La «dolce morte», infatti, consiste nel porre fine alla vita di un paziente consenziente dietro richiesta esplicita di quest’ultimo. La motivazione di questa scelta risiede nel fatto di non avere possibilità di guarigione o di condurre una vita dignitosa, secondo la propria personale opinione.

Il testamento biologico, invece, è un’anticipazione della volontà dell’individuo in merito alle cure che si vogliono ricevere, nel caso in cui si trovasse in una situazione di malattia terminale o fosse incapace di poter esprimere il proprio desiderio.

In questa guida, ti spiegherò come fare un testamento biologico e quali sono i passi legali da compiere per renderlo valido. Continua la lettura e fugherò ogni tuo dubbio a riguardo. In questo modo, avrai un quadro chiaro della situazione nel caso volessi anche tu compiere questo tipo di scelta.

Cos’è un testamento biologico

La prima cosa che devi sapere è che la legislazione italiana non usa mai il termine «testamento biologico», bensì «Disposizione anticipata di trattamento». Lo scopo del Dat è mettere nero su bianco la volontà dell’individuo in materia di trattamenti sanitari, nel caso questi si trovasse nell’impossibilità di esprimerla da solo. Questo comporta che il paziente deve essere messo a conoscenza dai dottori di ogni tipo di cura o trattamento a cui questi ultimi vogliono sottoporlo. Tramite il Dat è possibile, inoltre, dare il proprio consenso o dissenso ad essere sottoposto a accertamenti diagnostici, terapie o singoli trattamenti sanitari.

Infine, viene prevista la nomina di un fiduciario, ovvero di una persona che rappresenti il paziente di fronte ai medici nel caso quest’ultimo non fosse in grado di far valere la propria volontà.

La nuova normativa, dunque, sgrava di responsabilità i medici nel caso in cui un malato rifiutasse le cure. Infatti, i dottori devono tener conto delle sue scelte e assecondarne le decisioni riguardo le terapie da adottare o meno.

Il testamento biologico può essere redatto da persone maggiorenni e capaci di intendere e volere. I minori e gli incapaci, invece, non possono esprimere alcuna preferenza scritta. In questi casi, sono i genitori o il tutore a farne le veci, tenendo però conto dei loro desideri a riguardo. La legge afferma che queste valutazioni devono anche ponderare l’età e il grado di maturità del paziente, oltre che avere come punto focale la tutela della sua dignità.

Infine, è bene ricordare che, una volta divenuti atti ufficiali, le Disposizioni anticipate di trattamento vengono pubblicate in un registro comunale e in un registro sanitario elettronico regionale. In questo modo, il medico saprà quale comportamento adottare in presenza di un paziente che arriva in stato di incoscienza all’ospedale.

Come scrivere un testamento biologico

Come si scrive un testamento biologico? Il documento deve essere redatto in forma scritta di proprio pugno o utilizzando un modello precompilato. Quest’ultimo si può scaricare da un qualunque sito internet semplicemente digitando su Google «fac simile testamento biologico». E’ possibile, però, anche videoregistrare le volontà se il soggetto è in condizioni di salute tali da non permettergli altrimenti. E’ questo il caso di pazienti affetti da SLA, ad esempio.

Come ti ho già anticipato, per avere validità il Dat deve essere trasformato in atto pubblico.
Il modo più comune per fare ciò è quello di avvalersi di un notaio. In questo caso, è necessario recarsi presso lo studio di un professionista in compagnia del fiduciario che si vuole nominare. E’ bene ricordarsi di portare con sé i documenti personali, ovvero carta d’identità e codice fiscale.

La procedura, in questo caso, ricalcherà quella del testamento successorio. Di fronte al notaio e a due testimoni, si dovranno dichiarare le proprie preferenze in tema di consenso informato. E’ necessario specificare, cioè, se, in caso di malattia grave o stato terminale, si vuole essere informati o meno sulle proprie condizioni di salute e sui trattamenti a cui venire sottoposti. In questa parte del documento, si può anche indicare i nominativi di persone fidate o familiari da informare.

Nella seconda parte del biotestamento, bisognerà indicare quali interventi medici si è intenzionati ad accettare e quali no.

Si potrebbe chiedere di non essere rianimati nel caso in cui le proprie condizioni di salute precipitassero. Un’altra ipotesi è che il paziente desideri che alcuni trattamenti atti a tenerlo in vita siano interrotti. In questa categoria, rientrano la respirazione e l’alimentazione artificiale, ma anche la trasfusione.

Le disposizioni di fine vita possono anche essere subordinate a dei casi specifici di salute, come lo stato vegetativo o il coma irreversibile.

E’ anche possibile trascrivere nel Dat le proprie dichiarazioni post mortem. Si può indicare il proprio desiderio di morire a casa e non in ospedale. Il soggetto ha anche facoltà di dare disposizioni relative al proprio funerale.

L’ultima parte è dedicata alla nomina di un fiduciario che si sostituisca al paziente nel caso questi non possa far valere le proprie volontà. Devono, quindi, essere specificati i suoi dati personali e la sua residenza.

La nomina del fiduciario non diventa automatica con questa dichiarazione. Chi è stato insignito di questo compito, infatti, deve accettare l’incarico. Per farlo ha due modi. Può sottoscrivere la Dichiarazione anticipata di trattamento oppure può scrivere un atto di accettazione che verrà poi allegato al biotestamento. Ti ricordo che, in qualsiasi momento, si può revocare il fiduciario, esattamente come quest’ultimo può rinunciare al suo compito mediane atto scritto.

Oltre che per atto pubblico, il Dat può essere redatto anche in forma privata. In questo caso, per renderlo efficace hai due strade. La prima è quella di portare il documento di fronte ad un notaio perché lo autentichi. La seconda è di consegnare il Dat presso l’Ufficio di Stato Civile del proprio Comune di residenza che provvederà all’iscrizione nell’apposito registro. In quest’ultimo caso, sappi che non dovrai pagare nulla.

Chi è e cosa fa il fiduciario

In precedenza, abbiamo fatto riferimento al fiduciario. Vediamo ora di approfondire i suoi compiti. Il fiduciario è colui che fa le veci del malato, se quest’ultimo non è in grado di poter decidere della sua vita. Detto in altri termini, è la persona di cui più ti fidi al mondo.

La sua scelta è di fondamentale importanza. La legge non dà alcun tipo di indicazione su chi debba o non debba ricoprire tale ruolo. Afferma solo che deve essere maggiorenne e capace di intendere e volere. Sta a te, dunque, capire a chi affidare la tua vita. Ciò che ti posso dire è che, molto spesso, un genitore, un coniuge o un figlio potrebbe avere più di una difficoltà a ricoprire questo ruolo. Infatti, poiché emotivamente più coinvolti, non sempre si dimostrano lucidi nel momento fatidico.

Il fiduciario, infatti, deve dimostrarsi freddo e fermo per far valere le tue volontà di fronte ai medici, ma anche per capire se scavalcare ciò che hai disposto. Potrebbe accadere, infatti, che sia stata scoperta una tecnica operatoria o una cura che potrebbe salvarti la vita, ma che non esisteva quando hai deciso di stilare il biotestamento. La legge, in questo caso, gli dà potere di ignorare le tue volontà, propendendo per un’altra soluzione che potrebbe salvarti la vita.

Cosa succede invece, se sorge un contrasto tra il tuo rappresentante e il medico sulle terapie da adottare?In quel caso, tocca al giudice tutelare stabilire cosa sia meglio per il paziente. Questa figura agisce tramite ricorso. A presentarlo possono essere gli avvocati che rappresentino il paziente, il medico o il direttore della struttura sanitaria che ha in cura il malato.

Il giudice tutelare agirà anche in caso di mancanza di un fiduciario. Infatti, la legge non ti obbliga a nominarne uno. Ciò che è stato scritto nel Dat avrà comunque validità anche in mancanza di questa figura. Come si procederà in un caso simile? Spetterà al magistrato nominare un amministratore di sostegno che si faccia carico di far rispettare le tue volontà.

Infine, la suddetta figura è chiamata a dirimere anche le controversie tra medici e genitori di un minore, nel caso in cui questi ultimi rifiutassero cure ritenute appropriate e necessarie.

Abbiamo, quindi, analizzato ogni aspetto del testamento biologico. Ora sta a te capire quali sono le tue reali volontà a riguardo. Ricordati di analizzare pro e contro di ogni tua scelta prima di metterla nero su bianco. E’ vero che puoi cambiare le disposizioni ogni volta che vuoi, ma è anche vero che non puoi sapere quando queste verranno messe in pratica. Mai come in questo caso, dunque, la prima stesura deve essere quella buona.



Di DAVIDE LUCIANI

note

[1] L. 219 del 2017.


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