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Malattia invio certificato medico lavoratore: ultime sentenze

20 Agosto 2019
Malattia invio certificato medico lavoratore: ultime sentenze

Leggi le ultime sentenze su: sussistenza della malattia; giusta causa di licenziamento; falsificazione del certificato medico; onere di invio del certificato medico; mancato invio del certificato medico; superamento del periodo di comporto; obbligo di comunicare al datore di lavoro l’inizio della malattia; motivo di giustificazione del ritardo nell’invio del certificato medico.

Nel caso di assenza del lavoratore per malattia, l’invio del certificato medico impedisce il licenziamento disciplinare per omessa comunicazione? Scoprilo nelle ultime sentenze.

Falsificazione mediante retrodatazione da parte del lavoratore

Il comportamento di una lavoratrice che falsifica un certificato medico retrodatandolo di due giorni, al fine di coprire i primi due giorni di una propria assenza per malattia, costituisce colpa di gravità sufficiente a giustificare il licenziamento disciplinare in tronco.

Corte appello Milano sez. lav., 27/09/2007

Periodo di malattia indicato nel certificato medico e detrazione dei giorni di ferie

In tema di licenziamento per superamento del periodo di comporto, ove la disciplina contrattuale non contenga esplicite previsioni di diverso tenore, devono essere inclusi nel calcolo anche i giorni festivi che cadano durante il periodo di malattia indicato dal certificato medico, operando, in difetto di prova contraria (che è onere del lavoratore fornire), una presunzione di continuità, in quei giorni, dell’episodio morboso addotto dal lavoratore quale causa dell’assenza dal lavoro e del mancato adempimento della prestazione dovuta, e la prova idonea a smentire la suddetta presunzione di continuità può essere costituita soltanto dalla dimostrazione dell’avvenuta ripresa dell’attività lavorativa, atteso che solo il ritorno in servizio rileva come causa di cessazione della sospensione del rapporto, con la conseguenza che i soli giorni che il lavoratore può legittimamente richiedere che non siano conteggiati nel periodo di comporto sono quelli successivi al suo rientro in servizio.

Né, ai fini del computo complessivo del periodo di assenza, possono essere detratti i giorni di ferie ove non sia stata avanzata un’espressa domanda da parte del lavoratore per la fruizione del periodo maturato e non goduto (nel caso di specie, il ricorrente ha affermato di avere richiesto le ferie, ma non ha fornito alcuna prova al riguardo).

T.A.R. Napoli, (Campania) sez. V, 03/03/2010, n.1276

Assenza dal servizio per malattia

Ove il contratto collettivo preveda che il lavoratore che si assenta dal servizio per malattia abbia l’obbligo di comunicare al datore di lavoro l’inizio della malattia, l’omessa comunicazione vale a integrare un’infrazione suscettibile di sanzione disciplinare, restando irrilevante che il lavoratore abbia comunque inviato il certificato medico giustificativo dell’assenza.

(Fattispecie relativa a Ccnl dipendenti strutture sanitarie Aris Aiop, nella quale la Suprema corte ha ritenuto che “in considerazione della particolare funzione professionale degli assistenti educatori, la tempestività della comunicazione è strettamente correlata alla necessità di trovare valide alternative di servizio nel caso di improvvisa assenza degli addetti ai turni di assistenza”).

Cassazione civile sez. lav., 04/02/2015, n.2023

Invio del certificato medico e licenziamento disciplinare

Ove il contratto collettivo preveda che il lavoratore che si assenta dal servizio per malattia abbia l’obbligo di comunicare al datore di lavoro l’inizio della malattia, la omessa comunicazione vale ad integrare un’infrazione suscettibile di sanzione disciplinare, restando irrilevante che il lavoratore abbia comunque inviato il certificato medico giustificativo dell’assenza.

Tribunale Sassari sez. lav., 06/02/2018, n.70

Diritto all’indennità di malattia

Ai fini della maturazione del diritto all’indennità di malattia posta a carico dell’Inps, il lavoratore, nell’inviare a questo istituto il certificato medico, ha l’onere – in adempimento della prescrizione di cui all’art. 2 d.l. 30 dicembre 1979 n. 663, conv. con modificazioni nella l. 29 febbraio 1980 n. 33 – di verificare che sia stato in esso indicato il proprio indirizzo, affinché sia possibile procedere alla visita di controllo e, in difetto, di indicarvi egli stesso il luogo del proprio domicilio durante la malattia.

L’inosservanza di siffatto onere, peraltro, non è equiparabile al mancato invio del certificato, poiché è comunque idoneo ad attivare il procedimento amministrativo e a determinare, anche a norma dell’art. 6, lett. b), della l. n. 241 del 1990, l’obbligo dell’amministrazione di esperire le opportune indagini al fine di integrare i dati contenuti nel documento.

Ne consegue che il mancato assolvimento di tale onere da parte del lavoratore comporta la perdita del diritto all’indennità per il solo periodo in cui l’istituto previdenziale non è stato in grado, pur usando l’ordinaria diligenza, di esercitare il potere di controllo sulla esistenza del necessario stato di malattia, restando a carico dell’assicurato l’onere di provare che il mancato espletamento del controllo è correlato non all’omessa indicazione del recapito, ma a un comportamento negligente dell’istituto, che non può essere presunto in base a considerazioni astratte, avulse dalla specifica situazione.

(Nella specie la S.C. ha confermato la impugnata sentenza che aveva escluso il diritto del lavoratore all’indennità, non essendo stato provato che all’epoca dei fatti esistesse un sistema informatizzato di collegamento tra l’Inps e la locale anagrafe comunale, nè che, comunque, l’Inps fosse all’epoca in grado di ricavare aliunde il dato omesso).

Cassazione civile sez. lav., 23/08/1997, n.7909

Certificato medico e normativa aziendale

La normativa aziendale che prevede che il lavoratore è tenuto a recapitare o trasmettere a mezzo raccomandata con avviso di ricevimento al proprio impianto il certificato medico che giustifica la sua assenza per malattia risponde al solo ed evidente scopo di garantire allo stesso dipendente la possibilità di provare l’effettivo rispetto del termine posto a suo carico per l’inoltro del documento.

Ne consegue che nessuna rilevanza disciplinare si può attribuire al fatto che la spedizione del certificato sia stata effettuata con posta ordinaria – sempre che sia individuabile la data di spedizione e verificabile, quindi, il rispetto del termine – dal momento che la diversa forma di invio è inidonea a danneggiare il datore di lavoro.

Pretura Milano, 12/09/1998

L’incompatibilità tra il godimento delle ferie e la patologia

A norma dell’art. 2109 c.c., come inciso dalle sentenze costituzionali n. 616 del 1987 e 297 del 1990, la malattia insorta durante il periodo feriale ne sospende il decorso quando la patologia denunciata risulti incompatibile con la funzione di riposo, reintegrazione delle energie psicofisiche e ricreazione propria delle ferie; qualora il datore di lavoro contesti l’incompatibilità tra il godimento delle ferie e la patologia comunicata dal lavoratore con l’invio di certificato medico, provandone l’insussistenza, il giudice di merito deve valutare il sostanziale e apprezzabile pregiudizio, anche temporale, arrecato dallo stato morboso, in relazione alla sua natura ed entità, alle ferie e al beneficio che deve derivarne, senza poter presumere tale pregiudizio per il solo fatto che, inviando il certificato medico, il lavoratore possa essere sottoposto a visita di controllo, con relativo obbligo di reperibilità nelle fasce orarie prescritte e conseguente impedimento della facoltà di scelta del modo di fruizione delle ferie.

Cassazione civile sez. lav., 08/11/1999, n.12406

Malattia: onere di comunicazione e di prova

Il diritto del lavoratore all’indennità di malattia è condizionato all’adempimento dell’onere gravante sull’assicurato di invio all’Inps (a mezzo raccomandata con certificato di ritorno) del certificato medico entro il termine perentorio di due giorni dal suo rilascio e l’omesso o ritardato invio dà luogo a perdita dell’indennità in tutto o limitatamente ai giorni di ritardo e gli interessi sono dovuti solo nel caso di pagamento ritardato rispetto alle scadenze normativamente previste; allorquando la prestazione sia pagata direttamente dall’Inps, gli interessi legali eventualmente dovuti decorrono dalla data di reiezione dell’istanza o dal centoventunesimo giorno dalla presentazione dell’istanza senza che l’Ente abbia provveduto su di essa.

Cassazione civile sez. lav., 17/04/2001, n.5620

Onere gravante sull’assicurato di invio all’Inps del certificato medico

Il diritto del lavoratore all’indennità di malattia è condizionato all’adempimento dell’onere gravante sull’assicurato di invio all’Inps (a mezzo raccomandata con certificato di ritorno) del certificato medico entro il termine perentorio di due giorni dal suo rilascio e l’omesso o ritardato invio dà luogo a perdita dell’indennità in tutto o limitatamente ai giorni di ritardo, salvo la prova, a carico del lavoratore, di un serio e apprezzabile motivo di giustificazione del ritardo nell’invio del certificato medico.

Cassazione civile sez. lav., 08/08/2005, n.16627



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