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Pedone investito: ultime sentenze

20 Agosto 2019
Pedone investito: ultime sentenze

Leggi le ultime sentenze su: circolazione stradale; investimento del pedone; comportamento colposo del pedone investito; concorso di colpa tra investitore ed investito; quantificazione del concorso e percentuale di colpa; omicidio stradale; presunzione di colpa del conducente dell’autoveicolo.

Bisogna sempre prestare attenzione al pedone che attraversa la strada, anche se si trova fuori dalle strisce. Quando è esclusa la responsabilità del conducente in caso di investimento del pedone? Quando sussiste il concorso di colpa? Quali sono i criteri di ripartizione della colpevolezza? Scoprilo nelle ultime sentenze.

Investimento di pedone

In materia di responsabilità civile derivante da sinistri stradali, stante la presunzione del 100% di colpa in capo al conducente del veicolo di cui all’art. 2054 c.c., comma 1, ai fini della valutazione e quantificazione di un concorso del pedone investito occorre accertare, in concreto, la sua percentuale di colpa e ridurre progressivamente quella presunta a carico del conducente.

Cassazione civile sez. III, 28/06/2019, n.17410

Reato di autocalunnia: omicidio stradale

Nel reato di autocalunnia risponde non solo chi si accusa falsamente di un reato ma altresì il vero colpevole del reato. (Nel caso di specie, si trattava di un omicidio stradale laddove il passeggero affermava di essere stato il conducente del mezzo che aveva investito il pedone).

Ufficio Indagini preliminari La Spezia, 28/05/2019, n.174

Accertamento del comportamento colposo del pedone investito

L’accertamento del comportamento colposo del pedone investito da veicolo non è sufficiente per l’affermazione della sua esclusiva responsabilità, essendo pur sempre necessario che l’investitore vinca la presunzione di colpa posta a suo carico dall’art. 2054, comma 1, c.c., dimostrando di aver fatto tutto il possibile per evitare il danno e tenendo conto che, a tal fine, neanche rileva l’anomalia della condotta del primo, ma occorre la prova che la stessa non fosse ragionevolmente prevedibile e che il conducente avesse adottato tutte le cautele esigibili in relazione alle circostanze del caso concreto, anche sotto il profilo della velocità di guida mantenuta.

Tribunale Savona, 27/04/2019

Pedone investito e conducente: concorso di colpa

Nel valutare il concorso tra la colpa del conducente e quella del pedone investito va progressivamente ridotta la percentuale di colpa presunta a carico del conducente, via via che emergono circostanze idonee a dimostrare la colpa in concreto del pedone.

Cassazione civile sez. VI, 28/01/2019, n.2241

Controllo del veicolo in rapporto alle condizioni della strada

Il conducente di veicolo deve continuamente ispezionare la strada che sta per impegnare, mantenendo un costante controllo del veicolo in rapporto alle condizioni della strada stessa e del traffico e prevedere tutte quelle situazioni che la comune esperienza comprende, in modo da non costituire intralcio o pericolo per gli altri utenti della strada (fattispecie relativa alla condanna di un ciclista che aveva investito un pedone che aveva attraversato la strada senza utilizzare le strisce pedonali).

Cassazione penale sez. IV, 07/11/2018, n.2596

Presunzione di responsabilità del conducente e prova liberatoria

In caso di investimento di pedone la responsabilità del conducente è esclusa solo quando risulti provato che non vi era, da parte di quest’ultimo, alcuna possibilità di prevenire l’evento, situazione ricorrente allorché il pedone abbia tenuto una condotta imprevedibile ed anormale, sicché l’automobilista si sia trovato nell’oggettiva impossibilità di avvistarlo e comunque di osservarne tempestivamente i movimenti; tanto si verifica quando il pedone appare all’improvviso sulla traiettoria del veicolo che procede regolarmente sulla strada, rispettando tutte le norme della circolazione stradale e quelle di comune prudenza e diligenza.

E ferma restando la presunzione di colpa del conducente del veicolo investitore, prevista dall’art. 2054, 1° comma c.c., tale presunzione non preclude, anche nel caso in cui il conducente non abbia fornito la prova idonea a vincere la presunzione, l’indagine sull’imprudenza e pericolosità della condotta del pedone investito, che va apprezzata ai fini del concorso di colpa; il tutto, comunque, solo dopo aver esaminato il comportamento dell’automobilista investitore e l’assolvimento dell’onere della prova su di lui gravante (che è sempre quello di aver fatto tutto il possibile per evitare il danno), anche per stabilire se ed in che modo il comportamento del pedone abbia concretamente inciso sull’accadimento stesso.

Corte appello Roma sez. III, 14/09/2018, n.5680

Responsabilità colposa: quando sussiste?

La responsabilità colposa implica che la violazione della regola cautelare deve aver determinato la concretizzazione del rischio che detta regola mirava a prevenire, poiché alla colpa dell’agente va ricondotto non qualsiasi evento realizzatosi, ma solo quello causalmente riconducibile alla condotta posta in essere in violazione della regola cautelare.

(Nella specie la Corte ha annullato con rinvio la sentenza di condanna per omicidio colposo per incidente stradale, fondata sulla violazione dell’art. 143 cod. strada in riferimento al comportamento del conducente che non aveva tenuto strettamente la destra della carreggiata ed aveva investito un pedone in fase di attraversamento).

Cassazione penale sez. IV, 29/03/2018, n.40050

Condotta colposa del pedone: esclude la responsabilità del conducente?

L’accertamento del comportamento colposo del pedone investito da un veicolo non è sufficiente per l’affermazione della sua esclusiva responsabilità, essendo pur sempre necessario che l’investitore vinca la presunzione di colpa posta a suo carico dall’art. 2054, comma 1, c.c., dimostrando di aver fatto tutto il possibile per evitare il danno e tenendo conto che, a tal fine, neanche rileva l’anomalia della condotta del primo, ma occorre la prova che la stessa non fosse ragionevolmente prevedibile e che il conducente avesse adottato tutte le cautele esigibili in relazione alle circostanze del caso concreto, anche sotto il profilo della velocità di guida mantenuta.

Cassazione civile sez. III, 19/12/2017, n.30388

Concorso di colpa e criteri di ripartizione della colpevolezza

La presunzione di colpa del conducente dell’autoveicolo investitore prevista dall’art. 2054, comma 1, c.c. non opera in contrasto con il principio della responsabilità per fatto illecito, fondata sul rapporto di causalità fra evento dannoso e condotta umana.

Pertanto, la circostanza che il conducente non abbia fornito la prova idonea a vincere la presunzione non preclude l’indagine in ordine all’eventuale concorso di colpa, ai sensi dell’art. 1227, comma 1, c.c., del pedone investito, sussistente laddove il comportamento di quest’ultimo sia stato improntato a pericolosità ed imprudenza.

Accertato il concorso di colpa tra investitore ed investito, tuttavia, i criteri di ripartizione della colpevolezza costituiscono oggetto di un giudizio di fatto che, come tale, si sottrae al sindacato di legittimità se sorretto da adeguata motivazione.

Tribunale Roma sez. XII, 06/09/2017, n.16618

Principio di affidamento e limiti della sua operatività

Il comportamento colposo del pedone investito dal conducente di un veicolo, costituisce mera concausa dell’evento lesivo, che non esclude la responsabilità del conducente e può costituire causa sopravvenuta, da sola sufficiente a determinare l’evento, solo nei casi in cui risulti del tutto eccezionale, atipico, non previsto né prevedibile, cioè quando il conducente si sia trovato, per motivi estranei ad ogni suo obbligo di diligenza, nella oggettiva impossibilità di avvistare il pedone ed osservarne per tempo i movimenti, che risultino attuati in modo rapido, inatteso ed imprevedibile, poiché l’utente della strada deve regolare la propria condotta in modo che essa non costituisca pericolo per la sicurezza di persone o cose, tenendo anche conto della possibilità di comportamenti irregolari altri, sempre che questi ultimi non risultino assolutamente imprevedibili.

Nell’ambito della circolazione stradale, la specificità di alcune norme impone infatti di escludere o limitare la possibilità di fare affidamento sull’altrui correttezza, estendendo al massimo l’obbligo di attenzione e prudenza, sino a ricomprendervi il dovere dell’agente di prospettarsi le altrui condotte irregolari.

Cassazione penale sez. IV, 22/06/2017, n.45795



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