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Pedone investito: ultime sentenze

15 Settembre 2022
Pedone investito: ultime sentenze

Investimento del pedone; concorso di colpa; omicidio stradale; presunzione di colpa del conducente dell’autoveicolo.

Bisogna sempre prestare attenzione al pedone che attraversa la strada, anche se si trova fuori dalle strisce. Quando è esclusa la responsabilità del conducente in caso di investimento del pedone? Quando sussiste il concorso di colpa? Quali sono i criteri di ripartizione della colpevolezza? Scoprilo nelle ultime sentenze.

Investimento di pedone e responsabilità presunta del conducente

Il conducente di autoveicoli della polizia, dei vigili del fuoco o di ambulanze, il quale circoli per servizio urgente e con le sirene in funzione, è esonerato dall’osservanza di obblighi e divieti inerenti alla circolazione stradale, ma non dal generale dovere di rispettare le norme di comune prudenza. Ne consegue che, in caso di sinistro, resta onere del conducente, ai sensi dell’art. 2054, comma 1, c.c., fornire la prova liberatoria di aver fatto tutto il possibile per evitare il sinistro, pur se la inevitabilità altrimenti dell’evento va valutata tenendo conto della effettiva situazione di emergenza.

(Nella specie la S.C. ha cassato, sul punto, la sentenza impugnata che, in un caso di investimento di una donna intenta ad attraversare la strada sulle strisce pedonali da parte di un’autoambulanza in servizio urgente, aveva ritenuto che l’atteggiamento di incertezza mostrato dalla vittima nell’attraversamento fosse di per sé idoneo a elidere la presunzione di responsabilità esclusiva a carico del conducente, omettendo di considerare se non integrasse una condotta comunque ragionevolmente prevedibile da parte di quest’ultimo).

Cassazione civile sez. III, 06/07/2022, n.21402

Pedone attraversa la strada in modo distratto e viene investito

Il pedone che viene investito da un’automobile mentre attraversa la strada in maniera repentina e distratta, in prossimità delle strisce pedonali e con il semaforo rosso concorre, insieme al conducente del veicolo, alla causazione del danno.

Il modo distratto e repentino di attraversamento della carreggiata può essere dedotto dal giudice sulla base di più elementi ricavabili sia dalla posizione dell’auto, sia dal rapporto della polizia stradale sia dalle testimonianze.

Cassazione civile sez. VI, 20/04/2022, n.12636

Caso fortuito: quando va escluso?

Qualora una pur minima colpa possa essere attribuita all’agente, in relazione all’evento dannoso realizzatosi, automaticamente viene meno l’applicabilità della disposizione di cui all’art. 45 c.p. sulla sussistenza del caso fortuito (confermata la condanna per omicidio per una portalettere che in sella a un motociclo affidatole per la consegna della corrispondenza aveva investito una anziana signora mentre attraversava la strada; alla imputata era stata contestata una condotta imprudente consistita nel non aver adeguato la velocità di marcia alle condizioni ambientali, caratterizzate da luce solare frontale, e a quelle della strada percorsa, caratterizzata dalla presenza di un luogo di culto e di un attraversamento pedonale).

Cassazione penale sez. IV, 20/04/2022, n.16817

Comportamento imprevedibile ed anormale del pedone

La responsabilità del conducente che investa il pedone è esclusa non solo in ragione dell’attraversamento della strada fuori dalle strisce pedonali, ma solo se sia dimostrata la ricorrenza di un comportamento imprevedibile ed anormale dell’investito tale che l’investitore non abbia l’oggettiva possibilità di avvistarlo e di evitare l’evento, ricorrendo ad una manovra salvifica, sempreché all’investitore non sia rimproverabile la violazione delle regole della circolazione stradale e quelle di comune prudenza (nella specie, il repentino attraversamento della strada – congestionata dal traffico – , compiuto dal pedone uscito dalla vegetazione di un’aiuola e lontano dalle strisce, escludeva l’automobilista da ogni responsabilità per l’investimento).

Cassazione civile sez. VI, 18/03/2022, n.8940

Presunzione di colpa del conducente

In materia di investimento di pedone, si applica la disposizione di cui all’art. 2054 comma 1. c.c. che prevede una presunzione di colpa a carico del conducente che può essere vinta solo con la prova, a suo carico, di aver fatto tutto il possibile per evitare il danno. Questa presunzione non opera, però, in contrasto con il principio della responsabilità per fatto illecito che si basa sul rapporto di causalità fra evento dannoso e condotta umana e, dunque, non preclude -anche nel caso in cui il conducente non abbia fornito la prova idonea a vincere la presunzione – l’indagine sull’imprudenza e pericolosità della condotta del pedone investito che va apprezzata ai fini del concorso di colpa ai sensi dell’art. 1227 c.c., comma 1.

Corte appello Palermo sez. III, 22/02/2022, n.278

Responsabilità del conducente: quando è esclusa?

In tema di omicidio colposo, per escludere la responsabilità del conducente per l’investimento del pedone è necessario che la condotta di quest’ultimo si ponga come causa eccezionale ed atipica, imprevista e imprevedibile, dell’evento, che sia stata da sola sufficiente a produrlo (confermata la responsabilità dell’imputato che aveva travolto un bambino mentre attraversava la strada; esclusa l’ipotesi di un improvviso attraversamento della strada da parte del bambino, atteso che il padre teneva il figlio per mano, mentre il conducente non aveva rispettato i limiti di velocità).

Cassazione penale sez. IV, 14/12/2021, n.46406

Responsabile del comportamento imprudente altrui purché prevedibile

In tema di circolazione stradale, il principio dell’affidamento trova un temperamento nell’opposto principio secondo il quale l’utente della strada è responsabile anche del comportamento imprudente altrui purché questo rientri nel limite della prevedibilità, tanto che l’obbligo di moderare adeguatamente la velocità, in relazione alle caratteristiche del veicolo e alle condizioni ambientali, va inteso nel senso che il conducente deve essere in grado di padroneggiare il veicolo in ogni situazione (nella specie, è stato rigettato il ricorso presentato da un automobilista condannato per la morte di un pedone, investito mentre attraversava la strada pur se fuori dalle strisce pedonali: infatti, era risultata dimostrata in sede di merito la ragionevole prevedibilità della condotta della vittima, in ragione della vicinanza di una fermata degli autobus e del traffico pedonale conseguente, con la conseguente condotta colposa dell’automobilista che non aveva saputo tenere una condotta di guida accorta a contrastare anche le imprudenze altrui).

Cassazione penale sez. IV, 19/05/2021, n.20912

Corresponsabilità del pedone investito fuori dalle strisce pedonali

Nonostante la presunzione di colpa che grava sul conducente in caso di investimento, la condotta imprevedibile del pedone può determinarne la responsabilità, anche esclusiva (fattispecie in cui il pedone è stato investito mentre percorreva una strada statale in stato di ebbrezza).

Cassazione civile sez. VI, 28/08/2020, n.17985

Cooperazione colposa del pedone investito e prova liberatoria

Il rapporto tra l’art. 2054 c.c. e l’art. 1227 c.c. è nel senso che la prevenzione è affidata, prevalentemente, al conducente, il quale è esente solo davanti a comportamenti imprevedibili del pedone, non solo colposi, ma, per l’appunto, imprevedibili ed inevitabili.

Cassazione civile sez. III, 28/02/2020, n.5627

Corresponsabilità del pedone nella causazione del danno

In caso di investimento di pedone che effettui l’attraversamento della sede stradale al di fuori delle strisce pedonali, ai fini dell’eventuale riparto delle responsabilità tra il pedone ed il conducente del veicolo investitore, deve aversi riguardo ad una valutazione concreta delle rispettive condotte che tenga conto della eventuale colpa in concreto del pedone.

Cassazione civile sez. VI, 28/01/2019, n.2241

Investimento di pedone

In materia di responsabilità civile derivante da sinistri stradali, stante la presunzione del 100% di colpa in capo al conducente del veicolo di cui all’art. 2054 c.c., comma 1, ai fini della valutazione e quantificazione di un concorso del pedone investito occorre accertare, in concreto, la sua percentuale di colpa e ridurre progressivamente quella presunta a carico del conducente.

Cassazione civile sez. III, 28/06/2019, n.17410

Reato di autocalunnia: omicidio stradale

Nel reato di autocalunnia risponde non solo chi si accusa falsamente di un reato ma altresì il vero colpevole del reato. (Nel caso di specie, si trattava di un omicidio stradale laddove il passeggero affermava di essere stato il conducente del mezzo che aveva investito il pedone).

Ufficio Indagini preliminari La Spezia, 28/05/2019, n.174

Accertamento del comportamento colposo del pedone investito

L’accertamento del comportamento colposo del pedone investito da veicolo non è sufficiente per l’affermazione della sua esclusiva responsabilità, essendo pur sempre necessario che l’investitore vinca la presunzione di colpa posta a suo carico dall’art. 2054, comma 1, c.c., dimostrando di aver fatto tutto il possibile per evitare il danno e tenendo conto che, a tal fine, neanche rileva l’anomalia della condotta del primo, ma occorre la prova che la stessa non fosse ragionevolmente prevedibile e che il conducente avesse adottato tutte le cautele esigibili in relazione alle circostanze del caso concreto, anche sotto il profilo della velocità di guida mantenuta.

Tribunale Savona, 27/04/2019

Pedone investito e conducente: concorso di colpa

Nel valutare il concorso tra la colpa del conducente e quella del pedone investito va progressivamente ridotta la percentuale di colpa presunta a carico del conducente, via via che emergono circostanze idonee a dimostrare la colpa in concreto del pedone.

Cassazione civile sez. VI, 28/01/2019, n.2241

Controllo del veicolo in rapporto alle condizioni della strada

Il conducente di veicolo deve continuamente ispezionare la strada che sta per impegnare, mantenendo un costante controllo del veicolo in rapporto alle condizioni della strada stessa e del traffico e prevedere tutte quelle situazioni che la comune esperienza comprende, in modo da non costituire intralcio o pericolo per gli altri utenti della strada (fattispecie relativa alla condanna di un ciclista che aveva investito un pedone che aveva attraversato la strada senza utilizzare le strisce pedonali).

Cassazione penale sez. IV, 07/11/2018, n.2596

Presunzione di responsabilità del conducente

In caso di investimento di pedone la responsabilità del conducente è esclusa solo quando risulti provato che non vi era, da parte di quest’ultimo, alcuna possibilità di prevenire l’evento, situazione ricorrente allorché il pedone abbia tenuto una condotta imprevedibile ed anormale, sicché l’automobilista si sia trovato nell’oggettiva impossibilità di avvistarlo e comunque di osservarne tempestivamente i movimenti; tanto si verifica quando il pedone appare all’improvviso sulla traiettoria del veicolo che procede regolarmente sulla strada, rispettando tutte le norme della circolazione stradale e quelle di comune prudenza e diligenza.

E ferma restando la presunzione di colpa del conducente del veicolo investitore, prevista dall’art. 2054, 1° comma c.c., tale presunzione non preclude, anche nel caso in cui il conducente non abbia fornito la prova idonea a vincere la presunzione, l’indagine sull’imprudenza e pericolosità della condotta del pedone investito, che va apprezzata ai fini del concorso di colpa; il tutto, comunque, solo dopo aver esaminato il comportamento dell’automobilista investitore e l’assolvimento dell’onere della prova su di lui gravante (che è sempre quello di aver fatto tutto il possibile per evitare il danno), anche per stabilire se ed in che modo il comportamento del pedone abbia concretamente inciso sull’accadimento stesso.

Corte appello Roma sez. III, 14/09/2018, n.5680

Responsabilità colposa: quando sussiste?

La responsabilità colposa implica che la violazione della regola cautelare deve aver determinato la concretizzazione del rischio che detta regola mirava a prevenire, poiché alla colpa dell’agente va ricondotto non qualsiasi evento realizzatosi, ma solo quello causalmente riconducibile alla condotta posta in essere in violazione della regola cautelare.

(Nella specie la Corte ha annullato con rinvio la sentenza di condanna per omicidio colposo per incidente stradale, fondata sulla violazione dell’art. 143 cod. strada in riferimento al comportamento del conducente che non aveva tenuto strettamente la destra della carreggiata ed aveva investito un pedone in fase di attraversamento).

Cassazione penale sez. IV, 29/03/2018, n.40050

Condotta colposa del pedone: esclude la responsabilità del conducente?

L’accertamento del comportamento colposo del pedone investito da un veicolo non è sufficiente per l’affermazione della sua esclusiva responsabilità, essendo pur sempre necessario che l’investitore vinca la presunzione di colpa posta a suo carico dall’art. 2054, comma 1, c.c., dimostrando di aver fatto tutto il possibile per evitare il danno e tenendo conto che, a tal fine, neanche rileva l’anomalia della condotta del primo, ma occorre la prova che la stessa non fosse ragionevolmente prevedibile e che il conducente avesse adottato tutte le cautele esigibili in relazione alle circostanze del caso concreto, anche sotto il profilo della velocità di guida mantenuta.

Cassazione civile sez. III, 19/12/2017, n.30388

Concorso di colpa e criteri di ripartizione della colpevolezza

La presunzione di colpa del conducente dell’autoveicolo investitore prevista dall’art. 2054, comma 1, c.c. non opera in contrasto con il principio della responsabilità per fatto illecito, fondata sul rapporto di causalità fra evento dannoso e condotta umana.

Pertanto, la circostanza che il conducente non abbia fornito la prova idonea a vincere la presunzione non preclude l’indagine in ordine all’eventuale concorso di colpa, ai sensi dell’art. 1227, comma 1, c.c., del pedone investito, sussistente laddove il comportamento di quest’ultimo sia stato improntato a pericolosità ed imprudenza.

Accertato il concorso di colpa tra investitore ed investito, tuttavia, i criteri di ripartizione della colpevolezza costituiscono oggetto di un giudizio di fatto che, come tale, si sottrae al sindacato di legittimità se sorretto da adeguata motivazione.

Tribunale Roma sez. XII, 06/09/2017, n.16618

Principio di affidamento e limiti della sua operatività

Il comportamento colposo del pedone investito dal conducente di un veicolo, costituisce mera concausa dell’evento lesivo, che non esclude la responsabilità del conducente e può costituire causa sopravvenuta, da sola sufficiente a determinare l’evento, solo nei casi in cui risulti del tutto eccezionale, atipico, non previsto né prevedibile, cioè quando il conducente si sia trovato, per motivi estranei ad ogni suo obbligo di diligenza, nella oggettiva impossibilità di avvistare il pedone ed osservarne per tempo i movimenti, che risultino attuati in modo rapido, inatteso ed imprevedibile, poiché l’utente della strada deve regolare la propria condotta in modo che essa non costituisca pericolo per la sicurezza di persone o cose, tenendo anche conto della possibilità di comportamenti irregolari altri, sempre che questi ultimi non risultino assolutamente imprevedibili.

Nell’ambito della circolazione stradale, la specificità di alcune norme impone infatti di escludere o limitare la possibilità di fare affidamento sull’altrui correttezza, estendendo al massimo l’obbligo di attenzione e prudenza, sino a ricomprendervi il dovere dell’agente di prospettarsi le altrui condotte irregolari.

Cassazione penale sez. IV, 22/06/2017, n.45795



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3 Commenti

  1. Quante volte avete visto pedoni disattenti guardare solo da un lato della strada o spuntare improvvisamente sulla carreggiata essendo costretti a fare una brusca frenata per evitare di metterli sotto? Il pedone non ha sempre ragione e l’automobilista non ha sempre torto. Può chiaramente sussistere un concorso di colpe da dimostrare. In ogni caso, se più conducenti evitassero di correre nei pressi dei centri abitati e in vista delle strisce stradali e più pedoni fossero meno distratti e attraversassero esclusivamente sulle strisce, allora penso che ci sarebbero meno incidenti

  2. Sono sempre più numerosi i pedoni che mentre attraversano stanno al cellulare e non guardano chi sta passando, a che velocità e il fatto che tempestivamente non riescono a fermarsi. bisognerebbe insegnare ai pedoni come attraversare la strada e agli automobilisti a che velocità andare in prossimità delle strisce stradali

  3. MI auguro che dopo tutte le notizie di cronaca ed i casi giudiziari qui esposti la gente faccia maggiore attenzione perché basta un attimo di distrazione, una tempistica particolare per provocare un incidente, anche mortale.

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