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Diritti dei consumatori

21 Agosto 2019 | Autore:
Diritti dei consumatori

Questo articolo contiene una piccola guida su ciò che la legge stabilisce a tutela del consumatore.

In questi giorni, facendo la spesa, hai anche fatto delle riflessioni. Ognuno di noi compie quotidianamente decine di gesti, consistenti nella scelta di prodotti, nell’acquisto di cibo ed oggetti, nella ricarica di schede telefoniche, nella sottoscrizione di contratti per la luce, il telefono, il gas. E se ne potrebbero elencare tanti altri. Il più delle volte questi atti vengono compiuti in maniera superficiale, senza sapere cosa la legge prevede a tutela delle persone che li pongono in essere. Sarebbe utile, invece, conoscere quali siano i diritti dei consumatori. Questo articolo contiene un breve vademecum che potrà certamente esserti utile.

Quali sono i diritti dei consumatori? Un tempo essi erano indicati, in maniera incompleta e piuttosto frammentaria, in varie parti del nostro ordinamento. Nel 2005 è stato approvato il Codice del consumo [1], una legge che specifica in maniera ordinata e approfondita quali siano questi diritti e come il consumatore possa farli valere.

Quali sono i diritti dei consumatori?

Prima di fare un elenco dei diritti, è necessario spiegare cosa si intende per consumatore. E’ lo stesso Codice del consumo a dircelo [2]. Per essere considerato tale, egli deve:

  • essere una persona fisica. Non sono considerate consumatori le persone giuridiche, come le società o le associazioni, e gli enti;
  • agire per scopi diversi da quelli professionali.

Luigi è ingegnere. Se acquista delle cartucce per la stampante del suo studio professionale, non può considerarsi consumatore; se invece acquista delle lampadine per la sua abitazione, egli è un consumatore e gode della tutela prevista dal Codice del consumo. Lo stesso discorso vale, oltre che per i professionisti, per chi esercita un’attività d’impresa, per i commercianti e per gli artigiani.

I diritti dei consumatori previsti e tutelati dal Codice del consumo si possono raggruppare nelle seguenti categorie:

  • diritto alla salute e alla sicurezza;
  • tutela degli interessi economici;
  • diritto al risarcimento in caso di danni;
  • diritto a servizi pubblici efficienti;
  • diritto alla rappresentanza ed alla partecipazione.

Questi diritti sono stabiliti dalle norme della Comunità Europea e l’Italia li ha fatti propri, prevedendoli in un’apposita legge.

Cosa si intende per diritto alla salute e alla sicurezza?

Il diritto alla salute richiede che vengano evitate tutte le situazioni che possono nuocere al benessere e all’integrità fisica dei consumatori. Esso trova una grande quantità di applicazioni. Eccone alcune:

  • il consumatore ha diritto che vengano messi in commercio alimenti prodotti e conservati nel rispetto delle più scrupolose norme igieniche e di sicurezza alimentare. Un esempio: i prodotti surgelati devono essere conservati ininterrottamente a temperature molto basse. Capita di vedere, nei supermercati, confezioni ricoperte di ghiaccio: ciò significa che il prodotto si è scongelato per poi essere congelato nuovamente. Ciò può fare aumentare la quantità di batteri in esso contenuta, con rischio per la salute di chi lo consumerà;
  • il consumatore ha diritto che le tecniche e i prodotti utilizzati nelle coltivazioni e negli allevamenti siano innocui per la salute, secondo ciò che afferma la scienza;
  • il consumatore ha diritto che i farmaci immessi in commercio siano efficaci, non nocivi e il più possibile economici;
  • il consumatore ha diritto a fruire di strutture sanitarie efficienti.

Collegato al diritto alla salute vi è quello alla sicurezza e alla qualità dei prodotti e dei servizi. Ciò significa che i prodotti e i servizi messi in commercio:

  • non devono mettere in pericolo la salute e l’integrità fisica dei consumatori. Si pensi al caso, più volte verificatosi, di giocattoli per bambini realizzati con materiali tossici;
  • devono rispondere agli standard di sicurezza. Vi sono, infatti, delle norme che riguardano alcuni prodotti, e che stabiliscono quando essi possono essere considerati sicuri. Ciò vale, ad esempio, per i giocattoli, per le apparecchiature mediche, per i fuochi d’artificio, per gli ascensori;
  • non devono comunque comportare rischi se vengono utilizzati in condizioni normali ed esclusivamente per la loro funzione.

Il consumatore può pretendere che un asciugacapelli consenta di realizzare una normale messa in piega senza pericoli per la sicurezza di chi lo utilizza. Non può pretendere, invece, che esso sia altrettanto sicuro se viene usato per asciugare un tessuto, che per le sue particolari caratteristiche e per la vicinanza con l’apparecchio potrebbe bruciarsi.

Cos’è la tutela degli interessi economici?

Il consumatore, nell’acquistare beni e servizi, non deve subire perdite economiche. Quindi:

  • il prezzo di ciò che acquista deve corrispondere all’effettivo valore del bene o del servizio;
  • deve essere correttamente informato su ciò che acquista;
  • deve godere di una garanzia sui beni acquistati;
  • se deve sottoscrivere un contratto, quest’ultimo deve essere chiaro, privo di espressioni equivoche e conforme alla legge.

In pratica:

  • la pubblicità riguardante i prodotti e i servizi deve essere mirata ad informare il consumatore, non ad ingannarlo oppure a indurlo a compiere delle scelte avventate. Spesso il pubblico non ha gli strumenti adeguati per capire che la descrizione di un prodotto presenta delle esagerazioni. Si pensi al caso di una compagnia telefonica che pubblicizza le sue tariffe in modo tale da farle apparire particolarmente convenienti, mentre in realtà esse presentano dei costi nascosti, che vengono scoperti all’arrivo delle prime fatture. La scorrettezza dei messaggi pubblicitari può essere denunciata all’Autorità garante della concorrenza e del mercato (AGCM);
  • in caso di acquisto di beni, al consumatore spetta una garanzia se vi è malfunzionamento o non conformità rispetto alla descrizione o alle apparenze [3]. Ecco un paio di esempi: viene acquistato un forno elettrico che non funziona o si guasta dopo pochi utilizzi; viene comprata una cucina che risulta essere diversa rispetto a quella vista in negozio, e che per la sua conformazione non si adatta alla stanza in cui deve essere collocata. La garanzia è di due anni dall’acquisto del bene e comporta il diritto alla sostituzione del prodotto difettoso, o, se questo non è possibile, alla sua riparazione o al rimborso del prezzo;
  • eventuali contratti che il consumatore deve sottoscrivere devono essere completi, leggibili, chiari e comprensibili. Egli deve poterli leggere comprendendone il contenuto;
  • i suddetti contratti non possono contenere clausole contrarie alle norme poste a tutela dei consumatori. Facciamo un esempio. Come abbiamo visto chi compra un prodotto, ad esempio un elettrodomestico, ha diritto alla garanzia per due anni dall’acquisto. Si tratta di una norma contenuta nel Codice del Consumo. Il contratto non può stabilire che la garanzia, invece, dura un anno soltanto: una clausola del genere sarebbe nulla, e varrebbe la garanzia di legge;
  • in caso di contratti conclusi a distanza (ad esempio su catalogo, per telefono, su Internet) il consumatore ha 14 giorni di tempo per cambiare idea e darne comunicazione al commerciante (cosiddetto diritto di ripensamento) [4].

Quando è previsto il diritto al risarcimento?

Se un prodotto difettoso o un servizio inefficiente procurano danno al consumatore, questi ha diritto ad essere risarcito [5]. Il danno risarcibile può essere di vari tipi:

  • danno derivante da morte. Pensa al caso di un elettrodomestico difettoso che provoca la folgorazione di chi lo ha utilizzato. In questo caso il diritto al risarcimento spetta ai familiari della vittima;
  • danno derivante da lesioni personali. Il prodotto difettoso provoca lesioni in chi lo ha utilizzato: un esempio può essere quello di un robot da cucina che “esplode” durante l’uso, provocando ferite a un membro della famiglia che si trovava nelle vicinanze. Il danno da lesioni personali ha diverse componenti, patrimoniali e non patrimoniali. Torniamo all’esempio della persona ferita dal robot da cucina. Quest’ultima ha diritto ad essere risarcita per la sofferenza provocata dalle ferite riportate, per l’impossibilità di svolgere la sua attività lavorativa fino alla completa guarigione, per le spese eventualmente sostenute per curarsi adeguatamente;
  • danno alla salute. Può verificarsi che il consumatore, o qualcuno della sua famiglia, si ammali a causa dell’utilizzo di un prodotto: un esempio può essere l’aver consumato una conserva industriale contenente spore di botulino. Oppure può accadere che una certa sostanza contenuta negli alimenti sia cancerogena, e provochi l’insorgenza di tumori in molti consumatori;
  • danno patrimoniale. Si verifica quando un prodotto difettoso, o un servizio svolto male, provoca danni materiali. Ecco un paio di esempi: un elettrodomestico malfunzionante prende fuoco e danneggia alcuni mobili; un’impresa di pulizie, nello svolgimento del suo lavoro, danneggia un prezioso soprammobile.

Cosa si intende per servizi pubblici efficienti?

Il Codice del consumo stabilisce che i servizi pubblici debbano essere erogati secondo standard di qualità e di efficienza [6]. Sono servizi pubblici quelli che garantiscono ai consumatori ed utenti:

  • il diritto alla salute: ad esempio gli ospedali, le cliniche;
  • il diritto all’assistenza e previdenza sociale: ad esempio gli enti previdenziali;
  • il diritto all’erogazione dell’energia elettrica, dell’acqua e del gas;
  • il diritto all’istruzione: ad esempio le scuole pubbliche e private;
  • il diritto alla libertà e alla sicurezza della persona: si pensi alle forze dell’ordine;
  • il diritto alla libertà di circolazione: ad esempio i servizi aerei.

I servizi pubblici possono essere svolti anche da privati, se autorizzati dallo Stato: un esempio è dato dalle cliniche o dalle società private che gestiscono il servizio idrico.

Questi servizi devono essere resi secondo standard prestabiliti, che devono essere resi noti agli utenti. Questi ultimi hanno diritto a un rimborso se il servizio ricevuto risulta essere inferiore per tempestività e qualità rispetto ai suddetti standard [7]. Quindi, in tutte le occasioni in cui utilizzi un servizio pubblico, informati su quali siano gli standard di quel servizio, ne hai diritto. Così facendo, puoi verificare il tuo eventuale diritto a un rimborso.

In cosa consiste il diritto alla rappresentanza e alla partecipazione?

I consumatori hanno diritto di riunirsi in associazioni e di eleggere i loro rappresentanti. Questi ultimi partecipano alle decisioni che riguardano la categoria, a livello locale, nazionale o comunitario.

Le associazioni di consumatori possono essere riconosciute dallo Stato e ricevere contributi e finanziamenti da quest’ultimo e da altri enti pubblici; inoltre possono partecipare, mediante i loro rappresentanti,  alle riunioni del Consiglio Nazionale dei Consumatori e degli Utenti, un organismo del ministero dello Sviluppo Economico. In occasione di tali riunioni, le associazioni dei consumatori formulano proposte ed esprimono pareri sulle questioni che interessano la categoria.

Ti ho esposto, in maniera sintetica ma più completa possibile, quali sono i diritti dei consumatori. Ciò ti consentirà di acquistare beni e servizi in maniera più sicura e consapevole.

note

[1] D. Lgs. n. 206/2005.

[2] Art. 3 D. Lgs. n. 206/2005.

[3] Art. 130 D. Lgs. n. 206/2005.

[4] Art. 52 D. Lgs. n. 206/2005.

[5] Art. 122 e ss. D. Lgs. n. 206/2005.

[6] Art. 101 D. Lgs. n. 206/2005.

[7] Dir. Pres. Cons. 27.01.1994.


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