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Nuovo Governo: ecco perché è importante per il futuro dell’Italia

20 Agosto 2019 | Autore:
Nuovo Governo: ecco perché è importante per il futuro dell’Italia

I maggiori Enti pubblici sono già adesso privi di guida operativa e altri scadranno a breve: chi e quando farà le nuove nomine essenziali?

Nelle prossime settimane dovranno essere portate a termine 70 nomine strategiche che il precedente Governo colpito dalla crisi non è riuscito a completare. Si tratta della vasta flotta degli enti pubblici, Autority e aziende partecipate statali. dall’Inps al Garante per la privacy, dall’Inail all’Anticorruzione, da Enel a Poste Italiane. Una galassia a cui spesso non si pensa, neppure in questi momenti di dibattito politico aperto, ma che è essenziale per la guida economica del Paese e per la tutela dei diritti dei cittadini.

Quella che si sta giocando in questi giorni è una “partita nella partita”, dove c’è molto di più della manovra economica da realizzare entro fine anno o della scelta del prossimo Presidente della Repubblica nel lontano 2022 e dove invece tutto è molto più immediato, urgente e concreto: molti di questi Enti sono già adesso in regime di proroga dei precedenti vertici, che sono scaduti e devono essere rinnovati al più presto se non si vuole correre il rischio di lasciare senza guida operativa le maggiori strutture nazionali. Ecco perché il nuovo Governo è importante per il futuro dell’Italia: si tratta di scelte delicatissime e che dovranno essere compiute dal prossimo organo di indirizzo politico, che tra le prime cose da fare dovrà individuare i personaggi adatti a ricoprire questi ruoli chiave. Si tratta di poltrone strategiche su cui occorrerà trovare un’ampia intesa tra le forze politiche.

Il compito non è semplice: basterà ricordare che la precedente maggioranza gialloverde non era riuscita a trovare un accordo su molte di queste cariche neppure prima dello scoppio della crisi di agosto. Ad esempio, il Garante privacy era stato prorogato proprio il 7 agosto con un decreto d’urgenza per evitare di lasciare senza guida un organismo che tutela i diritti fondamentali dei cittadini. Anche il vertice dell’Agcom, l’autorità garante per le comunicazioni, che si occupa di tutto quanto concerne internet e telefonia (bollette comprese) è scaduto lo scorso 26 luglio ed attualmente prosegue la sua attività solo per gli atti di ordinaria amministrazione.

Il Parlamento non potrebbe procedere alle nuove nomine senza un Governo che gli indichi i nomi su cui far ricadere la scelta. Per individuarli occorrerà quindi una nuova maggioranza politica, forte e stabile, mentre se l’esito della crisi dovesse portare ad elezioni anticipate tutto sarebbe “congelato” in attesa del voto e del nuovo parlamento delineato dalla maggioranza che uscirà dalle urne.

L’importanza di procedere è evidentissima, sol che si pensi agli Enti previdenziali che hanno un ruolo chiave per i cittadini, erogando le prestazioni necessarie e spesso indispensabili: il nuovo presidente Inps, Pasquale Tridico, è stato nominato appena a maggio scorso, ma non ha ancora attorno a sé un consiglio di amministrazione, ha soltanto un vice, la cui nomina non è ancora neppure definitiva e nel frattempo esercita provvisoriamente i poteri consiliari, come si legge sul sito istituzionale dell’Ente.

Situazione analoga per l’Inail, dove il nuovo presidente è stato nominato ma manca il consiglio di amministrazione. Tutto questo è accaduto perché prima della crisi, che è arrivata inaspettata, non si era riusciti a trovare un accordo sui nominativi dei componenti di questo consiglio di amministrazione. Si pensava, fino ai primi di agosto, che ci fossero possibilità e tempo a disposizione per farlo con calma, ma ora si è visto che non è più così.

Tra gli altri organi in scadenza c’è l’Aifa (l’Agenzia del farmaco), la Cassa Depositi e Prestiti, l’Autorità anticorruzione (Anac) dove il presidente Cantone ha cessato il mandato lo scorso 23 luglio. A breve occorrerà rinnovare anche i vertici di alcune grandi aziende partecipate pubbliche, come Enel, Eni, Ansaldo, Poste Italiane e Terna.

Dunque ora c’è una molteplicità di situazioni eccezionali ed anomale dove Enti o aziende chiave non possono esercitare appieno i loro compiti. Il fatto è che questi organi di vertice devono essere di gradimento della maggioranza di Governo ed in sintonia con l’indirizzo politico generale; inoltre, al di là dei rispettivi presidenti, i loro consigli di amministrazione assomigliano a dei “parlamentini” dove vengono insediati non solo personaggi di gradimento della maggioranza politica ma anche alcuni esponenti dell’opposizione, per bilanciare le scelte.

In una situazione di incertezza come quella attuale, bisognerà prima chiarire quali siano questi effettivi rapporti di forza: tutto dipenderà dalla maggioranza che uscirà dall’attuale crisi e da quali forze politiche arriverà il sostegno al nuovo Governo.



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